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Trump ridurrà l'arsenale NATO in Europa, Bruxelles dovrà fare da sola

L'Italia prende tempo sul programma Safe. L'indice Stoxx Aerospace & Defense si avvia a chiudere maggio con un guadagno del +6%

Autore: Redazione
Aereo che sorvola le nuvole alle prime luci dell’alba

Canva

L'indice Stoxx Aerospace & Defense sale per il terzo giorno consecutivo, avviandosi a completare il mese di maggio con un guadagno del +6%.

Trump si defila dalla NATO

Rispettando le indiscrezioni circolate nei mesi passati, gli Stati Uniti hanno annunciato una riduzione del proprio arsenale militare destinato alla Nato in Europa.

La decisione, anticipata dal Der Spiegel, sarebbe stata comunicata a porte chiuse dal consigliere del Pentagono Alexander Velez-Green.

Secondo due diplomatici dell’Alleanza, Washington taglierà il numero di bombardieri strategici, aerei da combattimento, droni, sottomarini e navi da guerra schierati nel continente, continuando però a chiedere agli alleati europei un maggiore impegno nella difesa comune.

La riorganizzazione riflette la linea più volte ribadita dal presidente Donald Trump, deciso a ridimensionare il ruolo della Nato, da lui definita in passato poco utile agli interessi americani.

La scelta risponde sia alla necessità di contenere i costi dopo il forte aumento delle spese militari legate al conflitto in Medio Oriente, sia alla volontà di concentrare maggiormente risorse e attenzione nell’Indo-Pacifico.

Attualmente gli Stati Uniti garantiscono circa metà delle capacità militari dell’Alleanza, ma da anni chiedono una diversa ripartizione degli oneri.

Le proposte presentate agli alleati si sarebbero però rivelate più drastiche del previsto: tra le ipotesi sul tavolo figurano una riduzione significativa dei bombardieri strategici e un taglio di circa un terzo del contributo in termini di caccia. Resta da capire su quale orizzonte temporale Washington intenda attuare il piano.

Trump accusa l'Europa di fare troppo poco

Trump ha più volte accusato i partner europei di investire troppo poco nella difesa e, nelle ultime settimane, aveva ventilato il ritiro di migliaia di soldati dalla Germania, salvo poi annunciare un loro possibile ridispiegamento in Polonia.

Anche le sue dichiarazioni sulla Groenlandia, territorio autonomo danese, hanno aggravato le tensioni transatlantiche. Definendo la Nato una “tigre di carta” e criticando gli alleati europei per il mancato sostegno alla guerra israelo-americana contro l’Iran, il presidente Usa ha contribuito ad alimentare dubbi sulla solidità dell’ombrello americano.

Per molti governi europei, l’ipotesi che Washington possa non intervenire automaticamente in difesa degli alleati non appare più impensabile. “La crisi della Groenlandia è stata un campanello d’allarme”, ha dichiarato un funzionario della difesa svedese. “Ci siamo resi conto di aver bisogno di un piano B”.

La Germania punta a spendere 150 miliardi l'anno

La Germania è stata la prima a reagire con una profonda revisione della propria strategia militare. Berlino punta a costruire entro il 2039 l’esercito convenzionale più forte d’Europa, finanziando l’aumento della spesa attraverso una modifica del freno costituzionale al debito. L’obiettivo è raggiungere il 3,5% del Pil entro il 2029, pari a circa 150 miliardi di euro l’anno.

Il piano prevede l’espansione della Bundeswehr fino a 260mila soldati e l’introduzione di un sistema di registrazione obbligatoria per i diciottenni, con questionari e screening medici. Pur restando formalmente volontario, il servizio potrebbe diventare obbligatorio qualora le adesioni risultassero insufficienti. Berlino ha inoltre mantenuto norme che impongono agli uomini in età di leva di notificare soggiorni all’estero superiori ai tre mesi.

L’iniziativa tedesca rappresenta finora la risposta più strutturata di un singolo Stato europeo, ma resta aperto il nodo centrale: l’Europa è davvero in grado di sostituire il supporto americano? Pur aumentando le spese militari, i Paesi europei non dispongono ancora di capacità essenziali garantite dagli Stati Uniti, come intelligence satellitare, sorveglianza, difesa missilistica e logistica strategica. Né possiedono sistemi di comando sufficienti per gestire una mobilitazione militare su larga scala senza il sostegno di Washington.

L'Italia prende tempo

La scelta di prendere altro tempo sugli investimenti in sicurezza e armi è stata al centro anche di una riunione mercoledì 27 maggio a Palazzo Chigi con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il titolare della Difesa Guido Crosetto, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e i consiglieri di Meloni.

A quanto risulta da più fonti, in quella sede si sarebbe deciso di rinviare ancora l’adesione finale al programma Safe, il prestito Ue da 14,9 miliardi che l’Italia aveva “prenotato” l’estate scorsa. Uno slittamento motivato anche con il fatto che, nella lettura del Governo, il regolamento del Safe non fisserebbe il 31 maggio come scadenza perentoria per la firma dell’accordo per attivare il piano di investimento presentato.

S&P migliora la view su Lockheed Martin e Northrop Grumman

S&P Global Ratings ha rivisto al rialzo l'outlook di Lockheed Martin Corp. da stabile a positivo, citando il miglioramento dei parametri di credito trainato dalla forte domanda di prodotti per la difesa. Lockheed ha recentemente stipulato accordi pluriennali per aumentare la fornitura di munizioni di precisione e intercettori, con l'intenzione di triplicare o quadruplicare la produzione di missili Precision Strike Missiles, PAC-3 e THAAD.

S&P Global Ratings ha rivisto al rialzo l'outlook di Northrop Grumman Corp. da stabile a positivo, confermando al contempo il rating di credito a lungo termine dell'emittente a BBB+. Northrop Grumman ha recentemente raggiunto un accordo con l'Aeronautica Militare per accelerare la produzione del bombardiere B-21. L'azienda prevede di investire ulteriori 2,5 miliardi di dollari per espandere la capacità produttiva nei prossimi anni, principalmente nel 2027 e nel 2028.

La proposta di bilancio statunitense per il 2027 include una richiesta di quasi 1.500 miliardi di dollari per la difesa, circa il 44% in più rispetto al 2026.

Gli strumenti per investire nel settore Difesa

In questo scenario ci sono alcuni strumenti specifici sulla Difesa europea quotati a Milano.

WisdomTree, innovatore nel settore finanziario a livello globale, ha esteso la sua gamma di ETP tattici con il primo ETP sulla difesa europea con leva.

 

Da inizio 2026: -11,6%

L'ETP (3EDF) quotato su London Stock Exchange, Börse Xetra e Borsa Italiana, ha un total expense ratio (TER) dello 0,80%. Offre un'esposizione con leva 3x giornaliera allo STOXX Europe Total Market Aerospace & Defense Net Total Return Index. Leggi il documento KID.

Per investire in ottica di lungo periodo:

 

Da inizio 2026: +7,4%

Il WisdomTree Europe Defence (WDEF) si propone di replicare la performance in termini di prezzo e rendimento, al lordo di commissioni e spese, del WisdomTree Europe Defence UCITS Index. L'indice proprietario è progettato per replicare la performance delle aziende europee coinvolte nell'industria della difesa, tra cui produttori di attrezzature, parti o prodotti per la difesa civile, elettronica per la difesa e attrezzature per la difesa spaziale. L'Indice mira a escludere le aziende coinvolte in armi controverse vietate dal diritto internazionale, come le munizioni a grappolo, le mine antiuomo e le armi biologiche e chimiche, nonché le aziende che violano gli standard del Global Compact delle Nazioni Unite. Il WDEF è il primo prodotto nel suo genere dedicato esclusivamente alle aziende europee della difesa. Total expense ratio (TER) 0,40%. Valuta di denominazione Euro. Non distribuisce dividendo. Leggi il documento KID.

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Da inizio 2026: +14,70%

L'ETF (NATO) replica l'indice EQM NATO+ Future of Defence, che a sua volta replica la performance di aziende internazionali operanti nell'industria militare o della difesa. L’ETF replica la performance dell’indice sottostante con replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono accumulati e reinvestiti nell'ETF. L’indice di spesa complessiva (TER) dell'ETF è pari allo 0,49% annuo. Valuta di denominazione Usd. Valuta di quotazione Euro. Leggi il documento KID.

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