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La Clausola MFN di Trump fa crollare il lancio di nuovi farmaci

La clausola MFN elevata è destinata a penalizzare maggiormente le aziende pharma a forte componente innovativa/speciality con esposizione al mercato USA

Autore: Redazione
Mano di una farmacista che preleva medicinali da un cassetto in farmacia, simbolo di cura e gestione dei farmaci.

Photo by Cris Canton/Getty Images

Il Sole24Ore riporta che ad un anno dall’introduzione della clausola Most Favored Nation (maggio 2025), con cui Trump ha imposto di allineare i prezzi USA - più alti - a quelli europei, le case farmaceutiche hanno frenato i lanci di nuovi medicinali in Europa: -35% in un anno, fino al -43% nei 14 paesi monitorati da Washington.

In Italia il calo è ancora più netto: da 99 a 33 nuovi farmaci in 10 mesi.

Il rischio per i pazienti è che le terapie innovative arrivino in ritardo o non arrivino, in un sistema dove già oggi, dopo l'ok europeo, si frequentano oltre un anno più i tempi regionali.

La Commissione UE ha aperto un'indagine e punta a chiudere il dossier entro l'estate.

La clausola MFN elevata è destinata a penalizzare maggiormente le aziende pharma a forte componente innovativa/speciality con esposizione al mercato USA, dove il premio di prezzo americano sostiene i margini e i ritorni sugli investimenti in R&S.

Oltre al rischio più diretto - la compressione strutturale del differenziale di prezzo USA-Europa - si profila quello di un ritardo nell'arrivo dei nuovi lanci in Europa.

Risultano invece più protetti i portafogli maturi, off-patent e geograficamente diversificati.

Per Recordati non vediamo un'esposizione diretta: negli USA che pesano oltre il 20% del fatturato, il Gruppo commercializza solo farmaci rare Disease. L'unico vero rischio di coda di lungo periodo sarebbe un'eventuale estensione dell'MFN agli orfani, con impatto sul pricing premium USA dell'Isturisa - più sul sentiment che sui numeri di breve. 

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