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Mobilità EV - Il caro petrolio accelera la transizione all'elettrico

Le vendite globali di auto elettriche hanno raggiunto il livello record di penetrazione del 26,1% sul totale delle immatricolazioni a maggio 2026, con un balzo di 3,4 punti percentuali da febbraio

Autore: Marino Masotti
Inquadratura frontale o laterale di una Tesla Model 3 Premium rossa, evidenziando design esterno e finiture.

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Record di penetrazione  

Le vendite globali di auto elettriche hanno raggiunto il livello record di penetrazione del 26,1% sul totale delle immatricolazioni a maggio 2026, con un balzo di 3,4 punti percentuali da febbraio, e il trend rischia di colpire strutturalmente la domanda mondiale di petrolio. È quanto emerge da un report pubblicato il 21 giugno da Goldman Sachs, firmato dagli analisti Alexandra Paulus, Daan Struyven, Yulia Zhestkova Grigsby e Filippo Cuscito.

Il caro carburante spinge all'elettrico

L'accelerazione è su base globale e ha una matrice geopolitica precisa: coincide con l'avvio dello shock legato allo Stretto di Hormuz, che ha spinto i prezzi dei carburanti verso l'alto e indotto una quota crescente di acquirenti a orientarsi verso la mobilità elettrica.

Su 15 tra i principali mercati mondiali per vendite di EV, 12 hanno registrato un aumento della penetrazione tra febbraio e maggio. Il dato esclude il picco anomalo del settembre 2025, quando le immatricolazioni negli Stati Uniti erano impennate in anticipo sulla scadenza degli incentivi fiscali federali.

Boom dell'elettrico in Cina  

Il mercato che ha corso di più è la Cina, dove il tasso di penetrazione degli EV è salito di 11,4 punti percentuali nello stesso arco temporale, contribuendo da solo al 61% dell'incremento globale. Seguono i paesi OCSE esclusi gli Stati Uniti, con un apporto del 21%, e i mercati non OCSE al di fuori della Cina, con il 19%.

Gli Stati Uniti si sono mossi marginalmente, segnando appena 0,1 punti percentuali di guadagno. Tra i mercati europei, spiccano la Danimarca, i Paesi Bassi e il Regno Unito, mentre la Corea del Sud registra un dato in controtendenza: le vendite erano già esplose a febbraio per effetto della chiusura anticipata del piano di sussidi federali, producendo un effetto statistico che penalizza il confronto nei mesi successivi.

Il parco circolante non cambia

A misurare questi movimenti è il nowcast sviluppato dagli analisti, un sistema di stima in tempo reale che ricostruisce le vendite mensili di auto elettriche e tradizionali su base destagionalizzata, distinguendo tra paesi per i quali esistono dati ad alta frequenza e mercati "invisibili" per cui la stima avviene per interpolazione.

Il quadro che emerge è quello di una sostituzione netta: i volumi totali di immatricolazioni sono rimasti sostanzialmente piatti da febbraio, il che significa che i guadagni di quota degli EV riflettono uno spostamento diretto dalle motorizzazioni a combustione interna.

Questo spostamento non riguarda solo le nuove vendite. Gli analisti segnalano che la sostituzione è già in atto anche all'interno dello stock esistente di veicoli: i proprietari di ibridi plug-in stanno privilegiando la ricarica elettrica rispetto al pieno di benzina, e le famiglie con entrambe le tipologie di auto stanno usando più frequentemente quella a batteria. Ne è indizio il crollo di oltre il 20% su base annua delle vendite di benzina e prodotti correlati in Cina, accompagnato da un'impennata dei volumi di ricarica.

Si tratta di un effetto comportamentale che i modelli di domanda tradizionali faticano a catturare, e che suggerisce come le stime di Goldman possano essere conservative.

Un ulteriore fattore di pressione strutturale viene dal segmento delle due e tre ruote elettriche, escluso dall'analisi ma tutt'altro che marginale. In India rappresentano il 92% delle vendite totali di EV, in Vietnam l'80%, in Cina il 35%, e la loro capacità di sottrarre domanda di carburante è stimata tra un terzo e la metà rispetto a un'auto passeggeri equivalente.

L'impatto sul petrolio

L'impatto di questa traiettoria sulla domanda di petrolio è stimato in una forchetta tra 0,13 e 0,32 milioni di barili al giorno entro dicembre 2027, applicando la regola per cui ogni milione di auto spostate dagli ICE (macchine a benzina o diesel) agli EV riduce la domanda stradale di 30 mila barili al giorno negli Stati Uniti e 20 mila altrove.

Il range dipende dalla persistenza dell'accelerazione: nello scenario più conservativo la penetrazione si stabilizza ai livelli di maggio, in quello più aggressivo continua a crescere lungo i trend recenti fino a fine 2027. In entrambi i casi, la direzione è la stessa: la transizione elettrica sta accelerando proprio mentre il mercato petrolifero è sotto pressione, e i due fenomeni si alimentano a vicenda.

Investire sulla Mobilità Elettrica

L'investitore ha a disposizione su Borsa Italiana una serie di strumenti tematici che "catturano" la catena di valore della mobilità elettrica. Tra questi, i seguenti ETF:

 

Da inizio 2026: +59,0%

L'obiettivo di investimento dell'ETF (ECAR) è cercare di fornire agli investitori un rendimento totale che riflette il rendimento dell'indice STOXX Global Electric Vehicles and Driving Technology. Replica fisica (campionamento ottimizzato). Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue 0,40%. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID. 

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Da inizio 2026: +29,0%

L'ETF (VOLT) punta a replicare la performance dell'indice WisdomTree Battery Solutions. Valuta di denominazione USD. Costo di gestione annuo 0,40%. Non distribuisce dividendi. L'indice è stato configurato da esperti, Wood Mackenzie, ed è orientato su aree della catena di valore delle batterie che mostrano il potenziale di crescita maggiore. L’indice è anche diversificato dal punto di vista geografico e settoriale ed è stato elaborato con la capacità di evolvere continuamente seguendo il rapido sviluppo tecnologico. Gli Stati Uniti sono il primo Paese rappresentato con una incidenza di quasi un terzo del totale, seguono Asia e Giappone. La diversificazione per singole aziende è molto ben distribuita, il titolo più "pesante" arriva intorno al 5% del totale. Leggi il documento KID. 

 

Da inizio 2026: +31,0%

L'obiettivo dell'ETF (BATT) è fornire esposizione a un paniere di azioni di fornitori di tecnologie di accumulo di energia elettrochimica e società minerarie che producono metalli utilizzati per fabbricare batterie. L'indice benchmark utilizza un approccio di screening che seleziona i fornitori di batterie mappati in base al loro tipo di tecnologia (a base di piombo, a base di litio, a base di nichel e a base di sodio) e le società minerarie classificate come attuali produttori di litio. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione Euro. Costo di gestione annuo 0,49%. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID. 

2605BATT Websim
 

Da inizio 2026: +12,30%

L'ETP (WATT) fornisce la performance giornaliera del WisdomTree Battery Metals Commodity Index Total Return (WTBMCTR). A sua volta, l'indice replica la performance di un basket di commodity collegate ai temi dello stoccaggio di energia e delle batterie. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione Euro. Costo di gestione annuo 0,45%. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID. 


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