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Boom degli ETF tra i piccoli risparmiatori, piace la cedola mensile

Giancarlo Sandrin, Deputy Head of Europe di L&G riferisce di un balzo del retail registratosi in questi ultimi mesi: in forte crescita sulle piattaforme di trading i piani di accumulo con ETF 

Autore: Redazione
Dollari statunitensi con riferimento ai dividendi

Canva

Anche nei primi tre mesi del 2026 una delle spinte di fondo più importanti di questi ultimi anni, quella che sposta masse sempre più numerose di piccoli risparmiatori verso gli ETF, ha continuato ad essere attiva, anzi, si è ulteriormente rafforzata.

La guerra in Medio Oriente, con l’impennata della volatilità innescata dal conflitto, non ha disturbato una migrazione iniziata in modo importante già nel 2024 e diventata ancora più rilevante nel 2025.

Giancarlo Sandrin, Deputy Head of Europe di L&G riferisce a Websim di un balzo del segmento retail registratosi in questi mesi: «Siamo intorno alle quattro volte i numeri dello stesso periodo dell’anno precedente ». 

Il trend è vivacissimo non soltanto per l’emittente anglosassone ma anche per tutti gli altri soggetti del mercato. 
E’ vero che siamo ancora a numeri relativamente modesti, rispetto a quel che vale l’aggregato in volumi mosso dagli investitori istituzionali, ma quel che si è visto negli ultimi due anni è bastato a spostare il focus strategico degli emittenti, dal grande o grandissimo, cioè gli investitori istituzionali, al piccolo ed al piccolissimo, ovvero, i piccoli risparmiatori che versano ogni mese qualche centinaio di euro sul loro piano di accumulo.

Cambia la composizione dei flussi e sale in modo tumultuoso la componente di chi usa gli ETF per prepararsi alla pensione o come strumento di gestione del risparmio.   

‘’E’ un journey verso i portafogli’’, spiega Sandrin. Anche negli ultimi mesi è aumentato il numero delle persone che opera in un’ottica di risparmio, con un approccio operativo molto diverso rispetto al passato. L’ETF è stato per anni uno strumento d’investimento a basso prezzo per posizionarsi in modo passivo su pochi e noti indici azionari, oggi, con il moltiplicarsi della varietà dei sottostanti, con l’arrivo delle gestione attive, dell’obbligazionario e dei tematici, trova sempre più spazio l’ETF come prodotto finanziario per costruire posizioni di lungo periodo e per gestire i propri patrimoni.

Sta accelerando in modo impressionante anche la ricerca di informazioni, sui prodotti e sul contesto. Anticipando quanto sarà presentato all’interno di un prossimo evento del Salone del Risparmio, Sandrin segnala che Just ETF, una testata specializzata italiana, ha registrato nei primi tre mesi dell’anno una mirabolante crescita dell’84% anno su anno degli utenti attivi, a circa  mezzo milione. Le pagine viste sono salite di poco più dell’ottanta per cento, intorno a undici milioni. Con questi numeri l’Italia accorcia la distanza dalla Germania, di gran lunga il primo paese europeo, "siamo al secondo posto ma siamo il mercato che cresce di più", prosegue Sandrin.

In Europa, secondo un’indagine di Extra ETF, nel 2025 in piani di risparmio in ETF eseguiti ogni anno su base mensile sono arrivati a 15,1 milioni alla fine dell’anno scorso, il doppio del livello di due anni prima. A fine 2023 dovrebbero crescere di circa 3,5 volte a 54 milioni. In termini di volume, l’anno passato è arrivato a quasi 23 miliardi di euro, tra cinque anni sarà a 73 miliardi. Allo stesso, tempo, le dimensioni medie dei piani dovrebbe continuare a scendere, una tendenza che mette in evidenza un altro elemento di questa fase di mercato, quello della maggiore inclusività. L’ETF è sempre più per tutti e per tutte le tasche.  

Tra i temi di prodotto segnalati come più caldi da Sandrin, quello dei dividendi. Siamo in un momento topico per l'arrivo delle cedole in Italia, paese che per ragioni di composizione del listino della Borsa di Milano, è particolarmente interessato alla remunerazione dei soci. A chi vuole andare oltre il cortile di casa, L&G propone da inizio anno un ETF basato su un vasto insieme di società mondiali equipesate. La particolarità aggiuntiva dello strumento è il pagamento della cedola su base mensile.

 

Quotato da metà gennaio 2026

L'ETF (LDGL) replica l'indice FTSE Developed All Cap Dividend Growth with Quality, che a sua volta replica l'andamento dei titoli azionari dei paesi sviluppati di tutto il mondo. L'indice seleziona i titoli che lo compongono in base alla crescita dei dividendi e ad altri criteri fondamentali. I titoli che compongono l'indice sono ponderati in modo equo e selezionati in base a criteri ESG (ambientali, sociali e di governance). L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,29% annuo. La replica dell’indice sottostante è a campionamento (acquistando solo i componenti più importanti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono distribuiti agli investitori mensilmente.

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