COMUNICAZIONE DI MARKETING

S&P500 verso il mese migliore dal novembre 2020

La seduta entrante sarà condizionata dai risultati di Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft, che hanno fornito indicazioni contrastanti. Insieme pesano circa il 16% del totale

Autore: Redazione
Vista frontale di edifici iconici di Wall Street con architettura storica

Canva

L'indice S&P500 ha chiuso poco mosso, avviandosi a completare il mese di aprile con un progresso intorno al +9,30%, miglior risultato dal novembre 2020.

Il bilancio da inizio anno sfiora il +5,0%.

I future anticipano un'apertura quasi invariata, per una seduta condizionata dai risultati di alcuni big tech, che hanno rilasciato i risultati del primo trimestre ieri sera dopo la chiusura della seduta. Insieme i quattro titoli pesano per oltre il 16% del totale sull'S&P500. Nel complesso, sono emerse indicazioni contrastanti, sintetizzate dall'andamento nell'afterhours: 

Alphabet: (+7% nell'afterhours) ha registrato un fatturato del primo trimestre superiore alle previsioni dopo che i ricavi di Google Cloud hanno superato le aspettative.

Amazon: (+3% nell'afterhours), i risultati del primo trimestre hanno superato le aspettative e i ricavi del cloud computing hanno registrato un'impennata.

Meta: (-7% nell'afterhours), gli investimenti in conto capitale del primo trimestre si sono rivelati inferiori alle aspettative e la crescita degli utenti ha deluso le aspettative.

Microsoft: (+0,5% nell'afterhours), la società ha registrato risultati superiori alle attese sia in termini di fatturato che di utile netto nel terzo trimestre, oltre a un aumento del 40% dei ricavi derivanti da Azure e da altri servizi cloud.

L'approfondimento di Alphabet e Meta

Alphabet ha chiuso il primo trimestre con risultati superiori alle attese. L’utile per azione è salito a 5,11 dollari, contro stime di 2,63 dollari e i 2,81 dollari di un anno fa. I ricavi hanno raggiunto i 110 miliardi di dollari, oltre i 107 miliardi previsti, con una crescita annua del 22%.

Sotto i riflettori resta Google Cloud, motore della strategia sull’intelligenza artificiale. Alphabet investirà fino a 190 miliardi di dollari nei data center per l’IA nel 2026, alzando la guidance rispetto ai 185 miliardi indicati in precedenza. Nel trimestre il cloud ha generato 20 miliardi di dollari di ricavi (+63%), con un margine operativo del 33%. Il portafoglio ordini è quasi raddoppiato, toccando quota 462 miliardi di dollari.

“Stiamo assistendo a una domanda senza precedenti di capacità di calcolo per l’IA”, ha dichiarato il direttore finanziario Anat Ashkenazi. Anche il CEO Sundar Pichai ha sottolineato che i ricavi del cloud sarebbero stati ancora più alti “se fossimo riusciti a soddisfare tutta la domanda”.

L’espansione dell’IA pesa però sui conti: il free cash flow è sceso a 10 miliardi di dollari e Alphabet non ha effettuato buyback nel trimestre. Il debito a lungo termine è salito a 77,5 miliardi dopo nuove emissioni obbligazionarie per circa 30 miliardi.

La pubblicità resta il core business del gruppo, pari al 70% del fatturato: i ricavi adv sono cresciuti del 16%, trainati dalla ricerca (+19%), mentre la rete pubblicitaria di terze parti ha segnato un calo del 4%.

Meta Platforms ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale per il 2026, segnalando costi più elevati per componenti e data center destinati a sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Il gruppo prevede ora investimenti compresi tra 125 e 145 miliardi di dollari, rispetto alla precedente stima di 115-135 miliardi. Il dato supera anche il consenso degli analisti raccolto da Jefferies, pari a 125,26 miliardi.

Meta, proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp, continua a puntare con decisione sull’IA, investendo miliardi nell’espansione delle infrastrutture. L’aumento delle spese riflette anche il rincaro dei componenti hardware. Secondo il Wall Street Journal, l’azienda avrebbe inoltre esteso la vita utile di alcuni server a causa della persistente carenza di chip di memoria.

Le previsioni sui costi complessivi per l’anno restano comprese tra 162 e 169 miliardi di dollari, in linea con le attese del mercato.

Per il secondo trimestre 2026, Meta stima ricavi tra 58 e 61 miliardi, leggermente sotto il consenso di 59,6 miliardi.

I risultati arrivano in una fase delicata per l’intero comparto tecnologico, sotto pressione dopo indiscrezioni sul rallentamento della crescita di OpenAI. Le preoccupazioni riguardano soprattutto la sostenibilità dei massicci investimenti nell’intelligenza artificiale da parte degli hyperscaler, la cui spesa in conto capitale potrebbe superare i 700 miliardi di dollari nel 2026.

Nel primo trimestre Meta ha registrato un utile per azione di 10,44 dollari su ricavi pari a 56,31 miliardi, superando nettamente le stime degli analisti, ferme a 6,65 dollari per azione e 55,52 miliardi di fatturato. L’utile è stato però sostenuto anche da un beneficio fiscale straordinario di 8,03 miliardi.

Gli utenti attivi delle app del gruppo sono cresciuti del +4% su base annua, raggiungendo 3,56 miliardi a marzo, pur registrando un lieve calo trimestrale legato alle interruzioni internet in Iran e alle restrizioni su WhatsApp in Russia.

Meta ha inoltre richiamato l’attenzione sui rischi normativi negli Stati Uniti e nell’Unione europea, avvertendo che le cause in corso, in particolare quelle legate alla tutela dei minori, potrebbero avere un impatto significativo sul business e sui risultati finanziari.

Analisi tecnica S&P500

La tendenza di fondo è strutturalmente rialzista e sorretta dalla trendline sotto evidenziata. La prima area supportiva di rilievo si colloca nel range 6.200/6mila punti. 

Operatività. Confermiamo la view positiva. Approfittare preferibilmente delle fasi correttive verso 6.200/6mila punti per comprare sulla debolezza. Incrementare le posizioni sulla forza alla prima chiusura su base settimanale sopra 7.200 punti. Stimiamo un obiettivo per fine 2026 in area 7.700 punti. Soglia discriminante ed eventuale stop loss a 5.500 punti.

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