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Il FMI riduce le previsioni di crescita globale per il 2026
L'istituto cita le conseguenze della guerra in Iran. Prevista una crescita modesta per l'Italia (+0,50%) e ridotte le stime per Francia e Germania
La risalita delle tensioni in Medio Oriente ha portato l'indice MSCI delle borse mondiali al secondo ribasso consecutivo. L'indice si è fermato a 1.114 punti, a poca distanza dal suo record storico del 3 giugno registrato a 1.138 punti.
La performance da inizio 2026 sfiora il +10%.
Il FMI taglia ancora le stime di crescita
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita globale per il 2026 per la seconda volta quest'anno, citando gli "effetti persistenti" dello shock energetico causato dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Si prevede che l'economia globale crescerà del 3% nel 2026, in calo rispetto alla previsione di aprile del 3,1%, un "modesto rallentamento" parzialmente compensato dalla domanda trainata dall'intelligenza artificiale, ha affermato il FMI nel suo ultimo rapporto.
Si prevede che la crescita rimbalzerà al 3,4% nel 2027, appena al di sotto della media di crescita del 3,5% registrata nel biennio 2024-2025, ha dichiarato il FMI.
Il FMI prevede una crescita modesta per l'Italia e riduce le stime per Francia e Germania. Il FMI ha inoltre rivisto al rialzo le previsioni di inflazione globale per il 2026, portandole al 4,7%, a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime e dei rischi derivanti dalle tensioni in Medio Oriente.
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) conferma una crescita dello 0,5% per l'Italia sia quest'anno che nel 2027.
Si tratta di livelli "modesti ma attesi", ha osservato Petya Koeva Brooks, vicedirettrice della ricerca del Fondo. "Gli investimenti previsti dal NRRP (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) continuano a sostenere l'attività economica. Allo stesso tempo, l'aumento dei prezzi dell'energia e dei prodotti alimentari e l'elevata incertezza pesano sui consumi delle famiglie", ha affermato Brooks.
Per quanto riguarda l'inflazione, "la previsione è stata rivista al rialzo, in parte a causa della maggiore dipendenza dalle importazioni di energia, e ci aspettiamo che rimanga al di sopra dell'obiettivo fino al 2028", ha aggiunto. Il World Economic Outlook conferma anche le sue proiezioni per l'economia spagnola, con una crescita del PIL del 2,1% e dell'1,8% rispettivamente nel 2026 e nel 2027, mentre le previsioni per Francia e Germania sono state riviste al ribasso per il 2026.
Nel suo rapporto, il Fondo identifica gli sviluppi in Medio Oriente come il rischio più immediato.
"Un'escalation delle tensioni geopolitiche danneggerebbe la crescita e aggraverebbe le pressioni inflazionistiche. Detto questo, se la riapertura dello Stretto di Hormuz dovesse procedere più agevolmente del previsto e i prezzi delle materie prime dovessero risultare inferiori allo scenario di base, la crescita potrebbe essere maggiore e l'inflazione inferiore", afferma il rapporto.
Si prevede che la Francia crescerà dello 0,6% quest'anno, 0,3 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di aprile. Per il 2027, la crescita è stimata allo 0,9%.
Per la Germania, il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita del PIL dello 0,7% quest'anno e dell'1,0% il prossimo.
L'economia cinese, al contrario, dovrebbe crescere del 4,6% nel 2026 e del 4,1% nel 2027, confermando un rallentamento rispetto al 5% dell'anno scorso, un tempo considerato la soglia critica per la stabilità del sistema politico-economico di Pechino.
L'economia brasiliana dovrebbe crescere del 2,4% alla fine del 2026, per poi rallentare di due punti percentuali l'anno successivo, in linea con la media latinoamericana, la cui crescita è stimata anch'essa al 2,4% su base annua rispetto al 2025.
Le previsioni per l'Africa sono sostanzialmente stabili, con una media tra il 4,3% e il 5,2% per quest'anno, ma con notevoli differenze interne. Tra le maggiori economie, le proiezioni variano dal 4,3% di crescita per la Nigeria nel 2027 all'1,3% per il Sudafrica.
Gli avvertimenti del FMI
Oltre alle preoccupazioni sui costi energetici, le prospettive evidenziano timori per i fertilizzanti e i prodotti alimentari. Nel 2026 i prezzi dei primi potrebbero aumentare complessivamente del 26% e quelli dei secondi dell'8%, a causa dell'aumento dei costi energetici e dei trasporti.
Si prevede pertanto che l'inflazione globale complessiva aumenti al 4,7% nel 2026 (dato rivisto al rialzo di 0,3 punti rispetto alle previsioni precedenti, dal 4,1% del 2025), per poi scendere al 3,9% nel 2027, indicando che "il trend di disinflazione in atto dall'inizio del 2024 si è arrestato".
Il FMI conclude con una serie di raccomandazioni, alcune delle quali rivolte alle banche centrali. «Le priorità politiche sono ripristinare la stabilità dei prezzi, supportata da una comunicazione chiara, dall'indipendenza della banca centrale e da una solida supervisione finanziaria, ricostituendo al contempo le riserve fiscali e utilizzando gli strumenti di politica fiscale con parsimonia. «Sono necessarie riforme strutturali per promuovere la sicurezza energetica e la preparazione all'intelligenza artificiale», concludono gli economisti del Fondo.
La composizione dell'indice MSCI All Country
L'indice MSCI ACWI (All Country World) comprende società a grande e media capitalizzazione in 23 paesi sviluppati e 24 paesi emergenti. Con 2.514 componenti, l'indice copre circa l'85% delle opportunità di investimento azionario a livello globale.

Investire sulle borse mondiali tramite gli ETF
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Da inizio 2026: +12,70%
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Coprire il rischio cambio euro/dollaro
Da inizio 2026: +9,40%
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Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

