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Terre rare - Export cinese in calo nel mese di marzo

Gli Stati Uniti sostengono un progetto per l’estrazione di terre rare in Sudafrica, nonostante le tensioni diplomatiche tra i due Paesi

Autore: Redazione
Piccoli frammenti metallici di terre rare in primo piano

Canva

Secondo i dati doganali pubblicati lunedì, le esportazioni cinesi di magneti in terre rare a marzo sono diminuite dell'1,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ma sono aumentate del 10,5% su base mensile.

Le esportazioni dalla Cina, il più grande produttore mondiale di magneti in terre rare, sono state pari a 5.238 tonnellate metriche il mese scorso, secondo i dati dell'Amministrazione Generale delle Dogane.

Germania, Corea del Sud, Vietnam, Stati Uniti e India sono state le prime cinque destinazioni delle esportazioni cinesi di magneti in terre rare il mese scorso.

Le esportazioni verso gli Stati Uniti a marzo sono diminuite per il quinto mese consecutivo, calando del 9,5% rispetto a febbraio, raggiungendo il minimo degli ultimi nove mesi con 406 tonnellate, e sono risultate inferiori del 30,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Nel primo trimestre del 2026, le esportazioni cinesi di magneti di terre rare sono aumentate del ⁠4,8% a 16.001 tonnellate su base annua.

Gli Usa investono in Sudafrica per ridurre la dipendenza cinese

Gli Stati Uniti sostengono un progetto per l’estrazione di terre rare in Sudafrica, nonostante le tensioni diplomatiche tra i due Paesi.

L’iniziativa, denominata Phalaborwa Rare Earths, punta a recuperare minerali strategici da rifiuti industriali. Il progetto è sostenuto con un investimento da 50 milioni di dollari della International Development Finance Corporation ed è parte della strategia di Washington per ridurre la dipendenza dalla Cina per materie prime cruciali in settori come difesa, elettronica e veicoli elettrici.

Il progetto è sviluppato da Rainbow Rare Earths con il sostegno di TechMet e mira a produrre elementi come neodimio e disprosio, utilizzati in tecnologie avanzate.

L’estrazione dovrebbe iniziare nel 2028 da circa 35 milioni di tonnellate di residui industriali, con una durata prevista di 16 anni.

Secondo analisti, il progetto potrebbe avere costi contenuti ma resta incerto il suo potenziale. Il presidente Donald Trump ha indicato l’accesso ai minerali critici come priorità nazionale.

L’iniziativa prosegue nonostante il deterioramento dei rapporti con Pretoria, dopo la sospensione degli aiuti finanziari decisa da Washington.


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