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Brent +4%, gli Usa colpiscono, Teheran risponde, Hormuz sotto scacco

Il prezzo è cresciuto di quasi dieci dollari al barile da inizio luglio

Autore: Redazione
Tubi blu che conducono a una raffineria di petrolio.

Photo by wenbin/Getty Images

Nuova escalation militare tra Stati Uniti e Iran

Domenica le forze di Teheran hanno lanciato missili e droni contro installazioni statunitensi nei Paesi del Golfo, annunciando anche una nuova chiusura dello strategico Stretto di Hormuz. Washington ha risposto con ulteriori raid contro obiettivi iraniani, alimentando i timori per il definitivo fallimento dell'accordo provvisorio firmato il mese scorso, che puntava a riaprire il passaggio marittimo e a favorire un cessate il fuoco dopo 60 giorni di negoziati.

Gli attacchi segnano un salto di qualità nel confronto tra le due potenze. L'Iran ha esteso le operazioni anche al Qatar, finora mediatore nei colloqui, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di aver intercettato missili e droni diretti verso il loro territorio.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato nuovi bombardamenti contro obiettivi iraniani, sostenendo che le operazioni mirano a ridurre la capacità di Teheran di minacciare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz.

Secondo il Pentagono, un missile da crociera e un drone iraniani sono stati abbattuti. "Li stiamo sconfiggendo", ha dichiarato il presidente Donald Trump in un'intervista a Reuters.

Dal lato iraniano, i media hanno riferito di esplosioni nelle aree di Sirik, Bandar Abbas e sull'isola di Qeshm, sedi di importanti infrastrutture militari. Il Ministero degli Esteri ha condannato quelli che definisce gli "attacchi aggressivi" degli Stati Uniti e accusato Washington di aver fatto fallire i colloqui con l'Oman sulla gestione dello stretto.

Teheran ha inoltre ribadito la volontà di controllare il traffico marittimo attraverso Hormuz, introducendo un sistema di autorizzazioni per le navi. Sabato ha annunciato la chiusura del canale dopo aver colpito un'imbarcazione ritenuta su una rotta non autorizzata; domenica ha dichiarato di averne neutralizzata una seconda. Il Qatar ha invitato tutte le imbarcazioni, comprese quelle da diporto, a sospendere la navigazione, mentre l'India ha reso noto che un proprio cittadino risulta disperso dopo l'attacco a una nave portacontainer al largo dell'Oman.

Gli Stati Uniti respingono la versione iraniana e insistono sul fatto che la libertà di navigazione sarà garantita. Il Centro di Informazione Marittima Congiunto, guidato dalla Marina americana, ha confermato che una rotta alternativa vicino alle coste dell'Oman resta operativa nonostante l'elevata minaccia.

Nelle ultime tre notti, secondo Washington, sono stati colpiti oltre 300 obiettivi militari iraniani. Teheran sostiene invece di aver attaccato basi, radar e infrastrutture militari statunitensi in Giordania, Kuwait, Oman e Qatar.

Il conflitto, iniziato il 28 febbraio con l'offensiva di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, continua a destabilizzare il Golfo e a pesare sui mercati energetici. Le tensioni nello Stretto di Hormuz, attraversato da circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto, hanno già spinto al rialzo i prezzi dell'energia, aumentando la pressione economica e politica su Washington.

Analisi Tecnica Brent 

Il quadro di breve ha ancora una connotazione ribassista, ma il ritorno sopra la media mobile a 200 gg, che transita intorno a 79 usd, potrebbe far ripartire l'uptrend e di conseguenza gli acquisti sulla forza. Sfruttare la discesa verso i livelli pre-conflitto, area 70 usd, per accumulare posizioni sulla debolezza in ottica di lungo periodo.    

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