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L'India studia misure per attirare capitali dall'estero
L'indice Sensex di Mumbay è stato tra i più colpiti al mondo dalla crisi in Medio Oriente con una perdita del -16% da inizio anno

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L'indice BSE Sensex di Mumbay rimbalza dello 0,5% nel giorno in cui scattano le prese di profitto sui titoli tecnologici dei principali indici dell'Asia-Pacifico: Kospi di Seul -5,4%, Taiex di Taiwan -1,6%, Hang Seng Tech -2,2%.
Il bilancio da inizio anno resta tuttavia molto distante da quello medio dell'area geografica perchè l'economia indiana è stata una delle più colpite dai contraccolpi generati dalla guerra in Medio Oriente: il BSE Sensex ha perso il -16% vs +20,0% dell'indice MSCI Asia-Pacific.
Il governo studia misure per rilanciare il Paese
L'India valuta una riduzione significativa della tassazione sugli investimenti obbligazionari da parte degli investitori esteri, scrive Bloomberg.
La mossa, raccomandata dalla Reserve Bank of India e ora al vaglio del Ministero delle Finanze, punta ad allineare le politiche fiscali del paese agli standard internazionali e a favorire gli afflussi di capitale straniero.
Secondo fonti interne, le discussioni hanno subito un'accelerazione anche in risposta alla pressione al ribasso sulla rupia, che le autorità cercano di contenere.
Né il Ministero delle Finanze né la banca centrale hanno risposto alle richieste di commento.
Gli analisti restano cauti: secondo Edwin Gutierrez di Aberdeen Investments, la misura avrebbe un impatto modesto, insufficiente a ribaltare il sentiment negativo che pesa sul mercato obbligazionario indiano, frenato principalmente dalle pressioni inflazionistiche che tengono lontani gli investitori esteri.
Il governo indiano sta intensificando le misure volte a frenare i deflussi di capitali all'estero e a proteggere l'economia dalle ripercussioni della guerra in Iran.
Venerdì, le raffinerie petrolifere statali hanno aumentato i prezzi della benzina e del gasolio di oltre il 3%, il primo aumento in quattro anni, per arginare le perdite crescenti e contenere la domanda interna. New Delhi aveva in precedenza dato priorità alla protezione dei consumatori dagli alti prezzi del petrolio.
Questo sviluppo arriva il giorno dopo che le autorità hanno inasprito le norme per l'importazione di oro nel Paese, mentre l'amministrazione locale nella regione della capitale Delhi ha chiesto ai dipendenti di lavorare da casa due volte a settimana per risparmiare carburante.
Tasse raddoppiate sull'import di oro e argento
L'India ha più che raddoppiato le tasse all'importazione di oro e argento, portandole dal 6% a circa il 15% nel tentativo di difendere la valuta.
Gli aumenti mirano a ridurre la domanda nel secondo mercato dei metalli preziosi al mondo e fanno seguito all'appello lanciato dal Primo Ministro Narendra Modi.
L'oro è la merce più importante importata dal paese dopo il petrolio. L'aumento dei costi dei metalli preziosi ha provocato forti deflussi di valuta estera, spingendo la rupia a un minimo storico e inducendo la Reserve Bank of India a intervenire.
Investire sull'India tramite gli ETF
Consideriamo la borsa dell'India un'ottima diversificazione del Portafoglio Globale. Per investire sulla Borsa indiana, Piazza Affari mette a disposizione alcuni strumenti specializzati. Tra questi, il seguente ETF che sovraperforma nel periodo l'indice BSE Sensex grazie alla sua particolare struttura:
Da inizio 2026: -9,0%
Obiettivo dell'ETF (FLXI) è replicare con acquisti fisici (azioni e non derivati) l'andamento delle principali blue chip della borsa indiana tramite l'Indice FTSE India 30/18 Capped. Valuta di denominazione USD, valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue 0,19%. Leggi il documento KID.
Gli indici FTSE Russell UCITS Capped sono ponderati per la capitalizzazione di borsa e progettati per limitare la concentrazione in ogni singola azione nel rispetto dei requisiti di diversificazione richiesti dall'Unione Europea (UCITS). In particolare, l'indice Capped FTSE India 30/18 rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa indiana. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%.

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