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Cina: la marcia di riavvicinamento agli Stati Uniti è cominciata
E' andato bene l'incontro di preparazione al vertice tra Donald Trump e Xi Jinping, atteso questa settimana. Una pace con gli Stati Uniti permetterebbe a Pechino di concentrarsi sui problemi interni.

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Le borse della Cina iniziano la settimana in rialzo, l'Indice Hang Seng di Hong Kong è salito dell'1,2%, CSI 300 +0,7%. I due riferimenti principali per l'azionario cinese sono in calo di circa il 2% da inizio anno, a fronte del +21% del super indice delle borse mondiali.
La fiacca della domanda interna e lo tsunami provocato dallo scoppio della bolla immobiliare restano le principali zavorre delle borse di Shanghai, Shenzhen e Hong Kong. Sta progressivamente venendo meno il tema della guerra commerciale con gli Stati Uniti.
Il dialogo sull'intelligenza artificiale aperto ieri a New York tra la prima e la seconda potenza mondiale abbassa la tensione alla vigilia del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping, atteso questa settimana alla Casa Bianca. A poche ore dai colloqui di ieri con il vice premier He Lifeng, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha parlato di incontri "molto riusciti"; l'agenzia Xinhua li ha definiti "franchi, approfonditi e costruttivi".
L'intesa sull'IA
Le due parti creeranno un canale per segnalarsi gli incidenti di sicurezza legati all'intelligenza artificiale. Oggi Bessent ha detto alla CNBC che i delegati si rivedranno tra circa due mesi a Shenzhen per concordare quali siano i pericoli principali, dagli agenti fuori controllo ai gruppi non statali e agli attacchi informatici. Il rappresentante al Commercio Jamieson Greer ha precisato che i controlli sull'export di tecnologia non erano in agenda. Ieri nessuno ha parlato della proroga della tregua sui dazi, in scadenza a novembre.
I chip cinesi hanno la memoria sempre più lunga
Come riporta TipRanks, CXMT ha avviato la produzione di massa di memorie di quinta generazione, che ricavano almeno il 50% di chip in più da ogni wafer, la fetta di silicio da cui si ritagliano i circuiti. Nel secondo trimestre l'azienda aveva il 9,5% del mercato mondiale delle memorie DRAM, secondo TrendForce, contro il 23,3% di Micron e il 24,9% di SK Hynix. Il rischio per i concorrenti resta limitato, perché i nuovi prodotti sono pensati soprattutto per gli smartphone: la sfida vera comincerebbe se CXMT entrasse nelle memorie per i server.
Economia: la richiesta di stimoli
Il South China Morning Post di Hong Kong riporta l'appello di autorevoli economisti a usare "una rara finestra" apertasi in queste settimane, per dare una scossa monetaria all'economia cinese. Yu Yongding, ex membro del comitato di politica monetaria della banca centrale, ha avvertito al forum della Tsinghua: "Questa finestra di opportunità non può essere persa". Oggi l'inflazione è bassa, quando i prezzi al consumo saliranno, ha spiegato, sarà molto più difficile attuare politiche espansive. Li Xunlei, capo economista di Zhongtai Financial International, sostiene che quello dei consumi sia l'unico settore con un importante margine di manovra: le famiglie infatti, hanno appena iniziato a ridurre i debiti e gli enti locali sono già molto esposti.
Il punto cruciale è quella debito locale. Alla fine del 2023 Pechino aveva individuato 14,3 trilioni di yuan di debiti nascosti, con l'obiettivo di risolverli entro il 2028. Grazie a scambi di debito finanziati con obbligazioni speciali, la cifra è scesa a 6,5 trilioni a fine 2025. Per Li la priorità è alleggerire i costi di finanziamento degli enti locali con nuovi scambi, perché le obbligazioni speciali funzionano meno: i requisiti sui progetti sono così rigidi che i funzionari faticano a trovarne di idonei, e lo si vede negli investimenti. Lin Yifu, professore a Pechino ed ex capo economista della Banca Mondiale, chiede di distinguere le responsabilità: i debiti per progetti d'immagine restino agli enti locali, quelli nati per attuare le politiche di Pechino passino al governo centrale.
La (non) lunga marcia dei robot umanoidi
Secondo Reuters, le autorità di vigilanza cinesi stanno rallentando, con indicazioni informali, le quotazioni delle aziende di robot umanoidi. Pechino si è mossa dopo l'esplosivo debutto di Unitree Robotics: il titolo è salito di oltre cinque volte al primo giorno a Shanghai e da allora ha perso il 55% dal massimo. Sotto esame ci sono i ricavi legati a progetti sostenuti dagli enti locali, come i centri dove i robot vengono addestrati: una persona vicina agli investitori del settore stima che, senza quelle entrate, alcune valutazioni potrebbero scendere del 60-70%. Per Ruiying Zhao di S&P Global Market Intelligence l'umore degli investitori passa da "un'euforia indiscriminata a una razionalità selettiva". Il messaggio, dicono gli operatori, non è una ritirata di Pechino dal settore, ma la richiesta di prove commerciali concrete.
Cosa scelgono i gestori
Il fondo China Evolution di T. Rowe Price, in rialzo di oltre il 25% quest'anno contro il calo del 7% dell'indice MSCI China All Shares, punta sui fornitori della filiera dell'IA meno visibili, dai circuiti stampati all'energia. La gestrice Agnes Ng ritiene che il ciclo cinese sia in ritardo di 18-24 mesi sugli Stati Uniti e che possa recuperare, anche se le attese globali sull'IA si ridimensionassero.
Investire nelle borse cinesi tramite gli ETF
Tra gli ETF quotati alla Borsa di Milano che investono sulle borse della Cina, segnaliamo i seguenti, ciascuno dei quali contraddistinto da caratteristiche specifiche. Ciò consente acquisti complementari: il primo offre maggiore esposizione ai titoli dell'alta tecnologia; il secondo replica l'indice CSI 300; il terzo direziona le risorse verso le società tech quotate a Taiwan.
Da inizio 2026: -9,70%
L'ETF (FLXC) investe in azioni a grande e media capitalizzazione in Cina e replica il rendimento dell'indice FTSE China 30/18 Capped. L'indice ha un'ampia copertura delle classi di azioni cinesi, tra cui le azioni A, B, H, N; le azioni Red, P, S Chips. I componenti di tipologia A sono disponibili per gli investitori internazionali attraverso il Northbound China Stock Connect Scheme. Il peso dei singoli componenti viene ponderato tenendo conto del flottante e delle restrizioni applicate agli investitori stranieri. E' rivisto semestralmente. Replica fisica. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Non distribuisce dividendi. Costi di gestione 0,19% annuo. Leggi il documento KID.
Gli indici FTSE Russell UCITS Capped sono ponderati per la capitalizzazione di borsa e progettati per limitare la concentrazione in ogni singola azione nel rispetto dei requisiti di diversificazione richiesti dall'Unione Europea (UCITS). In particolare, l'indice FTSE China 30/18 Capped rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa cinese. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%. I primi cinque titoli presenti in ordine di peso sono:

Da inizio 2026: +8,30%
L'ETF (XCHA) replica l'andamento dell'indice CSI 300, indice che riflette l'andamento delle azioni di 300 società quotate sulla Borsa Valori di Shanghai e sulla Borsa Valori di Shenzhen (Azioni Cina A). Non distribuisce un dividendo. Spesa corrente annua 0,50%. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Leggi il Documento KID.
Per investire con la massima diversificazione sulla Borsa di Taiwan, Piazza Affari mette a disposizione il seguente strumento specializzato:
Da inizio 2026: +76,0%
Obiettivo dell'ETF (FLXT) è replicare con acquisti fisici (azioni e non derivati) l'andamento delle principali blue chip della borsa di Taiwan tramite l'indice FTSE Taiwan 30/18 Capped Net Return. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue (Ter) 0,19%. Leggi il documento KID. L'indice FTSE Taiwan 30/18 Capped, a sua volta, replica l'andamento dei titoli azionari a grande e media capitalizzazione della borsa di Taiwan. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%.

ICHN – L’iShares MSCI China UCITS ETF USD (Acc) replica fisicamente e integralmente l’indice MSCI China, investendo direttamente nei titoli che lo compongono. Offre un’esposizione ampia alle società cinesi a grande e media capitalizzazione, includendo diverse tipologie di azioni cinesi, tra cui A Shares, H Shares, B Shares, Red Chips e P Chips, oltre a società cinesi quotate all’estero. È quindi uno strumento diversificato per esporsi al mercato azionario cinese. L’ETF è ad accumulazione, con reinvestimento dei dividendi, presenta un TER dello 0,28% annuo e un patrimonio gestito di circa 2,21 miliardi di euro.
Da inizio anno -11%.
Per chi preferisce la distribuzione dei dividendi, è disponibile anche l’ETF ICHD (ISIN - IE00BL977C92), che replica lo stesso indice ma con politica di distribuzione anziché di accumulazione.
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Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

