FOREX - FED: primo taglio dei tassi a settembre dato quasi al 100%
A giugno, l’indice dei prezzi al consumo ha evidenziato un incremento, su base annuale, del +3% e, su base mensile, un calo del -0,1%: un segno meno non si vedeva dal maggio 2020

Fatto
Il Dollaro è scivolato sui minimi da un mese all'indomani del rallentamento dell'inflazione USA a giugno.
I dati sull’indice dei prezzi al consumo hanno alimentato le speranze che il raffreddamento dell’inflazione darà alla Fed più fiducia per iniziare a tagliare i tassi.
Gli operatori hanno portato quasi al 100% la probabilità di un primo taglio a settembre, iniziando a prezzare la probabilità al 40% di un terzo taglio entro fine anno.
Inflazione USA.
A giugno, l’indice dei prezzi al consumo ha evidenziato un incremento, su base annuale, del +3% e, su base mensile, un calo del -0,1% (un segno meno non si vedeva dal maggio 2020).
Sono dati sorprendenti visto che le attese erano fissate per un +3,1% a/a e un +0,1% m/m. Il dato più interessante ovvero quello core (esclusi energetici e alimentari) ha segnato un +3,3% su base annuale e un +0,1% su base mensile (previsioni +3,4% a/a, +0,2% m/m).
L’indice core su base mensile, dopo numerosi mesi con una crescita tra lo 0,3% e lo 0,4%, ha evidenziato un rallentamento a maggio (+0,2% m/m) confermato poi a giugno (+0,1%).
Non bisogna però dimenticare che dall'altro lato ci sta l'Euro, i cui fondamentali non godono di uno scenario idilliaco.
Per esempio la situazione politica francese è tuttora confusa. UBS afferma che se il nuovo governo francese, dominato dalla sinistra, lavorasse attivamente per invertire riforme chiave come l’aumento dell’età pensionabile, potrebbe creare incertezza nel mercato e esercitare pressioni sull’euro. Per questa ragione mantiene il suo obiettivo sull'EUR/USD a 1,05, con la possibilità di deviazioni a seconda dei futuri sviluppi politici ed economici.
Commenti sull'inflazione USA:
Chris Larkin di E*Trade di Morgan Stanley: "Da qui a settembre possono succedere molte cose, ma a meno che la maggior parte dei dati non tornino in territorio "caldo", le ragioni della Fed per non tagliare i tassi potrebbero non essere più giustificate.
Lindsay Rosner di Goldman Sachs Asset Management: "Con tre dati sull'inflazione tra questa mattina e la riunione della Fed di settembre, i numeri di oggi sono cruciali nel dare alla Fed la fiducia sulla direzione dell'inflazione".
Antonio Cesarano, il chief global strategist di Intermonte ritiene che al termine della riunione Fed del 31 luglio, Jerome Powell potrebbe rivolgersi ai giornalisti con toni morbidi, un cambio di atteggiamento che aprirebbe le porte al taglio dei tassi a fine agosto. La Fed non dovrebbe tagliare già a luglio, per evitare il rischio di interrompere subito il ciclo dei tagli, circa quattro nei prossimi dodici mesi.
Per quanto riguarda la liquidità, Cesarano aggiunge che la Federal Reserve potrebbe aprire all’ipotesi di stop completo al programma di riduzione dei bond in scadenza che non vengono re-investiti, per far fronte al forte incremento di emissioni di Tbills necessario per finanziare il notevole incremento del deficit 2024, prossimo ai 2000 miliardi.
“Il presidente della FED, Jerome Powell, nelle ultime settimane, ha sempre dichiarato di attendere dei dati macroeconomici che confermassero un concreto sentiero di flessione per le pressioni inflazionistiche prima di procedere a un cambio nelle politiche monetarie della banca centrale USA. Le richieste di Powell sembrano essere state soddisfatte. Le pressioni inflazionistiche hanno evidenziato un rallentamento significativo e per tale ragione diventa sempre più probabile la possibilità di un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel meeting di settembre (17-18 settembre). La prossima riunione di luglio (30-31) sarà propedeutica per anticipare un prossimo cambio di politica monetaria con un probabile taglio dei tassi di interesse nei prossimi mesi”, commenta Filippo Diodovich, strategist di IG.
Effetto
Analisi Tecnica. L'euro dollaro si muove in laterale da circa un anno, all'interno dell'ampio range 1,05/1,1279. Nelle ultime settimane si è riavvicinato alla parte alta della banda.
Operatività. Il mercato sta progressivamente "aggiustando" le attese inizialmente troppo ottimistiche sul ritmo del taglio dei tassi da parte della FED. Confermiamo il suggerimento di sfruttare risalite verso 1,10/1,12 per comprare Dollari USA in ottica di diversificazione. Pronti a prendere profitto verso 1,05.

Il mercato mette a disposizione una serie di strumenti più o meno dinamici per investire in ottica di trading stretto long/short o in ottica di lungo periodo.
Per puntare su una rapida rivalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente ETC. Leggi il documento KID:
Wisdomtree 3x Long USD Short EUR
Isin: JE00B3QQ4551 (EUS3.MI)
Per puntare su una rapida svalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente ETC. Leggi il documento KID:
Wisdomtree 3x Short USD Long EUR
Isin: JE00B3T3K772 (USE3.MI)
Per investire senza leva sulla rivalutazione del Dollaro è disponibile il seguente:
db x-trackers II Fed Funds Effective Rate UCITS (EUR)
Isin LU0321465469 (XFFE.MI)
Performance da inizio 2024: +4,60%
L’Obiettivo di Investimento del Comparto è quello di replicare il rendimento del FED FUNDS EFFECTIVE RATE TOTAL RETURN INDEX®. Il Comparto non distribuisce dividendi. L’Indice, pubblicato da Deutsche Bank, rappresenta i mercati monetari e di capitali dell’area Dollaro USA. L’Indice è calcolato sulla base del rendimento complessivo (total return) con ciò indicando che rappresenta un deposito sostituito giornalmente (daily rolled deposit) al quale viene applicato il federal funds effective rate (tasso di riferimento effettivo statunitense). Non distribuisce dividendo. Leggi il documento KID.
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