ESG - Gli ETF costano davvero più degli altri? L'European Etf Industry Yearbook ci spiega che non è così
Tra questi, segnaliamo un ETF obbligazionario, il cui TER è stato abbassato a 0,18% (da 0,30%) dal 1 maggio per 12 mesi. I successivi due ETF azionari hanno un TER tra i più bassi della famiglia ESG, il primo 0,15% e il secondo 0,07%.

Fatto
L’European Etf Industry Yearbook pubblicato lo scorso aprile da Refinitiv ha analizzato le tendenze dell’industria europea degli Etf durante il 2022, focalizzandosi sul segmento degli Etf ESG.
E' emerso che nel corso del 2022, gli Etf articolo 8 hanno registrato i maggiori afflussi (+48,4 miliardi di euro), seguiti dagli articolo 6 (+27,7 miliardi di euro), dagli articolo 9 (+4,3 miliardi di euro) e dai prodotti privi di classificazione Sfdr (+0,1 miliardi di euro). L'acronimo Sfdr sta per Sustainable Finance Disclosure Regulation.
Tra questi, gli Etf azionari hanno registrato i maggiori afflussi, rispettivamente 20 miliardi di euro per gli articolo 6, altri 29,2 miliardi di euro per gli articolo 8 e infine 2,2 miliardi di euro per gli articolo 9. I dati fanno riferimento alla classificazione Sfdr più recente.
Poiché gli Etf articolo 8 e articolo 9 insieme rappresentano il 65,49% dei flussi complessivi nell’industria europea degli Etf, secondo Refinitiv, si può affermare che "i prodotti Esg siano stati il driver dei flussi nel corso del 2022".
Il costo degli Etf Esg
Si ritiene che i prodotti Esg siano sistematicamente molto più costosi di quelli tradizionali perchè implicano un maggior carico di lavoro per valutare correttamente il potenziale degli asset sottostanti dei portafogli.
Tuttavia, l'analisi del costo, misurato dal Ter (total expense ratio) degli Etf obbligazionari e azionari europei, in relazione alla loro classificazione Sfdr, condotta dal report di Refinitiv evidenzia risultati medi differenti a seconda dell’asset class di riferimento.
Per il segmento azionario, il costo medio degli Etf articolo 8 (Ter medio pari a 0,31%) e articolo 9 (Ter medio pari a 0,34%) è inferiore al costo medio dei cloni tradizionali articolo 6 (Ter medio pari a 0,35%).
Per il segmento obbligazionario, il costo medio degli Etf articolo articolo 9 (Ter medio pari a 0,25%) è superiore al costo medio dei prodotti convenzionali articolo 6 (Ter medio pari a 0,20%), mentre i cloni articolo 8 sono allineati a questi ultimi (Ter medio pari a 0,20%).
Secondo Refinitiv, si può concludere che gli Etf Esg in generale "non sono troppo costosi".
Effetto
Alcuni strumenti quotati alla Borsa di Milano consentono di giocarsi il lungo e irreversibile progetto strategico della transizione energetica nel segmento obbligazionario e azionario.
Tra questi, segnaliamo un ETF obbligazionario, il cui TER è stato abbassato a 0,18% (da 0,30%) dal 1 maggio per 12 mesi. I successivi due ETF azionari hanno un TER tra i più bassi della famiglia ESG, il primo 0,15% e il secondo 0,07%.
ETF Franklin Liberty Euro Green Bond UCITS
Isin: IE00BHZRR253 [FLRG.MI]
Da inizio 2023: +2,20%
L'obiettivo dell’ETF, gestito in modo attivo, è di fornire esposizione al mercato europeo dei green bond massimizzando al contempo i rendimenti assoluti. Il prodotto investe almeno il 70% del suo valore patrimoniale netto in obbligazioni definite green bond e la restante parte in obbligazioni allineate alla sostenibilità del clima (climate-aligned). Lotto minimo 1,0. Commissioni totali 0,18% annuo. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID. Nella tabella seguente i primi cinque titoli in termini di peso specifico:

I due ETF seguenti di Franklin Templeton, acquistabili su Borsa italiana, di tipo azionario, sono allineati agli obiettivi di de-carbonizzazione previsti dall’accordo globale sul clima firmato a Parigi alla fine del 2015.
Finora i benchmark a basse emissioni di carbonio si sono concentrati principalmente sulla riduzione o sull’esclusione dei combustibili fossili, con valutazioni del rischio basate sulle emissioni storiche di CO2. La filosofia dei benchmark climatici UE è diversa, in quanto mira non solo a valutare un’azienda sulla base della sua impronta di carbonio (approccio retrospettivo), ma anche a identificare potenziali opportunità di crescita attraverso un’analisi di scenario basata su nuove serie di dati ambientali e scientifici innovativi (approccio prospettico).
Gli ETF Franklin STOXX Europe 600 Paris Aligned Climate e Franklin S&P 500 Paris Aligned Climate forniscono agli investitori italiani un'esposizione azionaria "core" diversificata, sui mercati europeo e statunitense, sostenibile e a basso costo (0,15% su base annua), coerente con la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Con queste scelte, si contribuisce a trasformare la nostra economia in un sistema più verde e circolare. In dettaglio:
ETF Franklin STOXX Europe 600 Paris Aligned Climate
Isin IE00BMDPBY6 [EUPA.MI]
Da inizio 2023: +14,10%
Punta a replicare (benchmark) l'indice STOXX Europe Paris Aligned Climate la cui composizione vede ai primi dieci posti le seguenti azioni, che insieme pesano per poco meno del 30% del totale. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione Euro. Commissioni totali 0,15% annuo. Leggi il documento KID.

ETF Franklin S&P 500 Paris Aligned Climate
Isin IE00BMDPBZ72 [USPA.MI]
Da inizio 2023: +9,0%.
Punta a replicare l'indice S&P500 Paris Aligned Climate la cui composizione vede ai primi dieci posti le seguenti azioni, che insieme pesano per poco più del 30%. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD. Commissioni totali 0,07% annuo. Leggi il documento KID.

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