ESG - Draghi: servono 500 miliardi per completare la transizione
"L'ordine economico globale in cui l'Europa ha prosperato è scosso" per la dipendenza dall'energia russa, le esportazioni cinesi e sulla Difesa dagli Usa

Fatto
Nel corso del suo intervento a Gand, alla riunione informale dei ministri delle Finanze dove è stato invitato alla luce del rapporto sul futuro della competitività europea al quale sta lavorando, l'ex premier Mario Draghi ha spiegato che "i bisogni delle transizioni verde e digitale sono stimati in almeno 500 miliardi di euro l'anno, a cui vanno aggiunti la Difesa e gli investimenti produttivi.
"Il divario dell'Ue rispetto agli Usa si sta allargando soprattutto dopo il 2010" - ha aggiunto - "agli Usa sono serviti due anni per tornare ai livelli precedenti, all'Ue nove anni, e da allora non siamo saliti. C'è un gap di investimenti dell'1,5% del Pil pari a 500 miliardi di euro".
Negli ultimi anni si sono verificati molti cambiamenti profondi nell'ordine economico globale e questi cambiamenti hanno avuto una serie di conseguenze, una delle quali è chiara: in Europa si dovrà investire una quantità enorme di denaro in un tempo relativamente breve, e sono impaziente di discutere di ciò che i ministri delle Finanze pensano e stanno preparando su come finanziare queste esigenze di investimento".
Rispetto agli investimenti necessari, ha segnalato Draghi, "non intendo solo il denaro pubblico, ma anche i risparmi privati: come si potrebbero mobilitare le risorse private in misura molto più elevata rispetto al passato e sono impaziente di avere questa discussione".
"Quando guardiamo ai nostri principali concorrenti e agli Stati Uniti in particolare, il divario è ovunque: nella produttività, nella crescita del Pil, nel Pil pro capite", ha segnalato Mario Draghi.
"L'ordine economico globale in cui l'Europa ha prosperato è scosso" per la dipendenza dall'energia russa, le esportazioni cinesi e sulla Difesa dagli Usa. Altri fattori sono la velocità richiesta dalla transizione verte e dalla "velocità impressa dall'Intelligenza Artificiale".
Effetto
Alcuni strumenti quotati alla Borsa di Milano consentono di giocarsi il lungo e irreversibile progetto strategico della transizione energetica nel segmento azionario. L'ultimo è concentrato sull'energia eolica.
ETF Franklin S&P 500 Paris Aligned Climate
Isin IE00BMDPBZ72 (USPA.MI)
Da inizio 2024: +10,60%.
Punta a replicare l'indice S&P500 Paris Aligned Climate la cui composizione vede ai primi dieci posti le seguenti azioni, che insieme pesano per poco più del 30%. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD. Commissioni totali 0,07% annuo. Leggi il documento KID.

ETF Franklin STOXX Europe 600 Paris Aligned Climate
Isin IE00BMDPBY6 (EUPA.MI)
Da inizio 2024: +5,70%
Punta a replicare (benchmark) l'indice STOXX Europe Paris Aligned Climate la cui composizione vede ai cinque dieci posti le seguenti azioni. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione Euro. Commissioni totali 0,15% annuo. Leggi il documento KID.
I due ETF di Franklin Templeton sono allineati agli obiettivi di de-carbonizzazione previsti dall’accordo globale sul clima firmato a Parigi alla fine del 2015.
Finora i benchmark a basse emissioni di carbonio si sono concentrati principalmente sulla riduzione o sull’esclusione dei combustibili fossili, con valutazioni del rischio basate sulle emissioni storiche di CO2. La filosofia dei benchmark climatici UE è diversa, in quanto mira non solo a valutare un’azienda sulla base della sua impronta di carbonio (approccio retrospettivo), ma anche a identificare potenziali opportunità di crescita attraverso un’analisi di scenario basata su nuove serie di dati ambientali e scientifici innovativi (approccio prospettico).
Gli ETF Franklin STOXX Europe 600 Paris Aligned Climate e Franklin S&P 500 Paris Aligned Climate forniscono agli investitori italiani un'esposizione azionaria "core" diversificata, sui mercati europeo e statunitense, sostenibile e a basso costo (0,15% su base annua), coerente con la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Con queste scelte, si contribuisce a trasformare la nostra economia in un sistema più verde e circolare.
ETF Invesco Wind Energy
Isin IE0008RX29L5 [WNDE.MI]
Da inizio 2024: -5,70%.
Punta a sfruttare l'esposizione all'energia eolica onshore e offshore con un portafoglio ampio e diversificato con circa 50 titoli in quattro settori nel campo dell'energia eolica. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione Euro. Commissioni totali 0,60% annuo. Leggi il documento KID.
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