Arabia Saudita - Sempre di più un crocevia economico e diplomatico

L’Arabia Saudita diventa ancora di più uno dei paesi di riferimento per l’area del Medio Oriente, ma non solo. Putin e Trump l'hanno scelta come luogo giusto per andare a trattare sull'Ucraina

Autore: Redazione
Complesso della Moschea del Profeta a Medina

Fatto

Ospitando il negoziato sull’Ucraina tra Vladimir Putin e Donald Trump, l’Arabia Saudita cattura l’attenzione dei media e diventa ancora di più uno dei paesi di riferimento per l’area del Medio Oriente.

Secondo quel che si legge sui giornali, dietro alla scelta c’è un intreccio di ragioni diplomatiche e strategiche: pare che Riyad, in buoni rapporti sia con gli Stati Uniti che con la Russia, stia lavorando da tempo all’allestimento del negoziato sulla guerra in Ucraina. Una delegazione ad alto livello del Regno avrebbe lavorato a Mosca dietro le quinte per far si che lì si arrivasse.

Anche se l’Arabia Saudita ha formalmente condannato la proposta degli Stati Uniti su Gaza, le relazioni personali tra il principe della corona, Mohammed bin Salman e Donald Trump, si possono definire più che cordiali.

In gennaio, prima dell’insediamento, Trump aveva invitato i sauditi a investire mille miliardi di dollari negli Stati Uniti, ora, secondo indiscrezioni, sarà da presidente a un incontro organizzato dal fondo sovrano dell'Arabia Saudita a Miami.

La ricchezza del paese resta legata al petrolio, ma non c’è più soltanto l’oro nero, lo dicono anche le comunicazioni sui conti pubblici appena diffusi.

L’Arabia Saudita nel quarto trimestre del 2024 ha registrato il nono deficit trimestrale consecutivo, oltre che più ampio dal 2022, a 57,7 miliardi di riyal (15,5 miliardi di dollari).

Secondo l'Unità di Analisi Finanziaria della testata media “Economico” di Riyad, basata sui dati del Ministero delle Finanze, dieto al dato c’è soprattutto la discesa della produzione di  greggio: -0,6% a 8,95 milioni di barili al giorno. Poi c’è l’effetto prezzo: il Brent ha perso nel periodo il 3%.

Il deficit è anche il risultato di un calo del -15% delle entrate statali a 302,9 miliardi di riyal.

La spesa pubblica è scesa a 360,5 miliardi di riyal, ma rimane enorme a causa dei programmi di sviluppo verso un’economia sostenibile di miglioramento della qualità dei servizi pubblici.

Le entrate petrolifere hanno registrato un calo del -31% a 170,8 miliardi di riyal, mentre i ricavi non petroliferi sono aumentati del 21% a 132 miliardi di riyal.

Effetto

L'incidenza della borsa dell'Arabia Saudita ha superato quello della Borsa del Brasile nell'ultima revisione di fine 2024. La borsa di Riyad è diventata così la quinta in termini di peso specifico all'interno dell'indice MSCI Emerging Markets. 

Composizione MSCI Emerging Markets. L'indice MSCI Emerging Markets comprende in totale 24 Paesi: Arabia Saudita, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Grecia, Ungheria, India, Indonesia, Corea del Sud, Kuwait, Malaysia, Messico, Perù, Filippine, Polonia, Qatar, Sud Africa, Taiwan, Thailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti. La Borsa cinese ha il peso specifico maggiore, seppure in forte calo rispetto al 2023, quando superava il 30%. 

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Per puntare sulle prospettive di crescita della Borsa dell'Arabia Saudita, Franklin Templeton ha lanciato un nuovo ETF: 

L'ETF Franklin FTSE Saudi Arabia UCITS
Isin: IE000C7DDDX4 (SAUDI IM)

Da inizio 2025: +4,0%

L'ETF è collegato al FTSE Saudi Arabia 30/18 Capped Index che copre azioni saudite a grande e media capitalizzazione ponderate in base alla capitalizzazione di mercato. L'indice incorpora un limite massimo del 30% sulla partecipazione più grande e un limite massimo del 18% sugli altri componenti, offrendo un'esposizione più diversificata rispetto alla regola del limite del 35/20 determinato dall'indice MSCI.

Valuta di denominazione USA. Valuta di quotazione Euro. Non distribuisce dividendo. E' il più economico d'Europa, per un costo annuo pari allo 0,39%.

Nel FTSE Saudi Arabia 30/18 Capped Index, il settore finanziario rappresenta il 39,3% del peso totale. Seguono materiali di base (15,8%), energia (11,7%), servizi di pubblica utilità (9,2%) e tlc (7,9%).

Il titolo più "pesante" è Al Rajhi Banking & Investment (14,2%), seguito dal gigante dell'energia Saudi Aramco (9,8%), ACWA Power (7,4%) e Saudi National Bank (7,4%).



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