BORSE EMERGENTI - Mille non più mille. L'Analisi Tecnica di Websim
Composizione MSCI Emerging Markets. L'indice MSCI Emerging Markets comprende in totale 24 Paesi: Arabia Saudita, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Grecia, Ungheria, India, Indonesia, Corea del Sud, Malaysia, Messico, Pakistan, Perù, Filippine, Polonia, Qatar, Sud Africa, Taiwan, Thailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti. Nell'ultima revisione sono uscite dall'indice Argentina e Russia. La Borsa cinese ha il peso specifico maggiore.

Fatto
Grazie alla spinta della Cina, l'indice MSCI Emerging Markets (1.003) ha chiuso in rialzo dello 0,3% la sesta seduta positiva delle ultime sette, sfondando la soglia dei mille punti per la prima volta da metà febbraio. Da inizio anno +5%.
A sua volta, l'indice più ampio MSCI World, che raggruppa i principali mercati azionari del globo, è cresciuto del +8,60% da inizio anno.
I dati pubblicati stanotte segnalano che l'economia cinese è cresciuta più delle attese nel primo trimestre (dettagli nell'approfondimento dedicato alla Cina) e hanno spinto la borsa sui massimi da Febbraio.
La Cina rappresenta il primo mercato all'interno dell'indice MSCI Emerging Markets, in termini di peso specifico, con un 32% circa. Gli altri mercati più rappresentativi sono: Taiwan, India, Corea del Sud e Brasile. Insieme spiegano il 78% circa del totale.
Dal primo gennaio ad oggi la borsa cinese è cresciuta del +5%.
L'indice Taiex di Taiwan è cresciuto del +10% grazie alla ripartenza del settore tech e malgrado le forti tensioni geopolitiche tra Pechino e Washington.
L'indice Kospi di Seul è cresciuto del +7,20%. Nell'ultimo meeting di aprile la Banca Centrale non ha toccato i tassi di riferimento in virtù dello scenario incerto.
L'indice Bovespa della borsa brasiliana è cresciuto di un modesto +1% da inizio anno, ma occorre precisare che ha messo a segno un balzo del +10% nel'ultimo mese per effetto di un netto rallentamento dell'inflazione, cresciuta al ritmo più blando da gennaio 2021.
L'indice Sensex della Borsa di Mumbai è l'unico con un bilancio negativo, -3,4%.
Effetto
Composizione MSCI Emerging Markets. L'indice MSCI Emerging Markets comprende in totale 24 Paesi: Arabia Saudita, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Grecia, Ungheria, India, Indonesia, Corea del Sud, Malaysia, Messico, Pakistan, Perù, Filippine, Polonia, Qatar, Sud Africa, Taiwan, Thailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti. Nell'ultima revisione sono uscite dall'indice Argentina e Russia. La Borsa cinese ha il peso specifico maggiore.

Valutazioni Fondamentali. Secondo le stime aggiornate raccolte da Bloomberg, l'indice MSCI Emerging Markets presenta un P/E medio di poco inferiore a 12,0x e un Dividend Yield medio di 3,20%. Tutti i principali settori sono equamente rappresentati con circa 1.400 società quotate. Tra le società con il maggior peso specifico ci sono: Taiwan Semiconductor, Tencent, Samsung Electronics, Alibaba.

Quadro grafico. L'indice MSCI Emerging Markets ha toccato il suo picco record nel 2021 in area 1.444 punti prima di avviare l'ampia correzione, che ha spinto i valori ben al di sotto della soglia discriminante dei 1.000 punti. Si tenga presente, però, che l'impostazione di lungo periodo è ancora rialzista.
La bella reazione in corso è partita una volta avvicinata la trendline che sorregge il movimento rialzista di lungo periodo. E' ancora presto per "cantare vittoria". I primi segnali di riequilibrio arriverebbero infatti con la risalita stabile oltre i 1.000 punti, mentre nuovi segnali di spinta arriverebbero con il ritorno sopra 1.150 punti.
Operatività. Riteniamo corretto sfruttare l'avvicinamento della trendline crescente sotto evidenziata (che oggi transita intorno agli 880/850 punti) per comprare sulla debolezza in ottica di lungo periodo. Pronti a incrementare alla prima chiusura sopra 1.000 punti. Peggioramento del quadro di fondo ed eventuale stop loss in caso di cedimento di area 760 punti.

Per puntare sulle prospettive di crescita degli Emergenti si possono utilizzare i tre seguenti strumenti, il primo è più speculativo e da utilizzare in spazi temporali brevi:
WisdomTree Emerging Markets 3x Leverage Daily (EUR)
Isin: IE00BYTYHN28 [3EML.MI]
Da inizio 2023: +6,0%
L’ETP offre un rendimento complessivo costituito da una performance giornaliera tripla (3x) rispetto all’andamento dell’indice Emerging Equities Rolling Futures Index, che replica i contratti future Front Quarter e Second Quarter del mini MSCI Emerging Markets Index, più il reddito da interessi maturato sull’importo collateralizzato. Per esempio se l'indice aumentasse del 1%, l'ETP aumenterebbe del 3% escludendo le commissioni. Se l'indice scendesse del 1% l'ETP scenderebbe del 3% escludendo le commissioni. Questo ETP si rivolge quindi a chi ha una visione fortemente rialzista sulle principali Borse emergenti. Valuta di denominazione Dollaro Usa. Commissioni totali annue da prospetto. Leggi il documento KID.
SPDR - MSCI Emerging Markets Ucits (Eur)
Isin: IE00B469F816 [EMRG.MI]
Da inizio 2023: +2,50%
L'ETF mira a replicare la performance dell'indice MSCI Emerging Markets il più fedelmente possibile. La valuta di riferimento è il dollaro USA per cui risente delle oscillazioni del cross Eu/Usd. L'ETF investe in titoli fisici e non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione Dollaro Usa. Commissioni totali annue 0,42%. Leggi il documento KID.

SPDR - S&P Emerging Markets Dividend Aristocrats Ucits
Isin: IE00B6YX5B26 [EMDV.MI]
Da inizio 2023: +4,50%
L'ETF mira a replicare l'andamento dell'indice S&P Emerging Markets High Yeld Dividend Aristocrat NR USD ovvero riprodurre il rendimento dei titoli ad alto rendimento nei mercati azionari dei paesi emergenti. La valuta di denominazione è il dollaro USA per cui risente delle oscillazioni del cross Eu/Usd. L'ETF investe in titoli fisici. Commissioni totali annue 0,55%. Dividendo semestrale. Yield circa 4,30% su base annua. Leggi il documento KID. La tabella seguente illustra l'elenco delle principali azioni presenti nell'ETF.
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