BOND EMERGENTI - India e Corea entrano negli indici FTSE Russell
Il via libera all'inclusione, potrebbe attrarre tra 50 e 60 miliardi dlr di investimenti esteri in Corea. Kiyong Seong di Societe Generale SA. si aspetta un calo dei rendimenti di 10-20 punti base

Fatto
Le obbligazioni della Corea del Sud entreranno nei indici di FTSE Russell.
Il via libera all'inclusione, arrivato a coronamento di una ristrutturazione dell'infrastruttura del mercato finanziario coreano, potrebbe attrarre nel medio termine tra 50 e 60 miliardi di dollari di investimenti esteri, secondo il ministero delle Finanze di Seoul.
Il fornitore di indici aggiungerà anche l'India al suo indicatore del debito dei paesi emergenti a partire dal 2025, mentre il Vietnam resta in un watch list.
La notizia giunge proprio mentre sale l'interesse il debito dei paesi asiatici, soprattutto a valle della discesa dei rendimenti negli Stati Uniti e in Europa.
Il decennale della Corea del Sud tratta a 3,05%.
“Questo sviluppo dovrebbe avere un impatto positivo sui mercati finanziari coreani”, ha dichiarato Kiyong Seong, capo stratega macro dell'Asia
Asia di Societe Generale SA. Seong si aspetta nel medio termine
un calo dei rendimenti di 10-20 punti base e un rafforzamento del won.
Quando un nuovo membro viene aggiunto a un benchmark da 30.000 miliardi di dollari di sottostante come è il FTSE, i fondi globali che tracciano l'indice devono acquistare il debito di quel Paese.
Il via libera alla carta di Seul è un po' una sorpresa, in quanto Morgan Stanley e Goldman Sachs avevano segnalato il rischio di un ritardo a causa della lenta adozione delle riforme.
Il peso della Corea nel WGBI dovrebbe essere del 2,22%.
La Corea “monitorerà attentamente” sia le obbligazioni che il mercato delle mercato valutario per garantire che non ci sia volatilità in risposta all'annuncio del FTSE.
Il debito indiano, pari a novemila miliardi di dollari, sarà aggiunto al FTSE
mercato emergente a partire dal prossimo settembre, solo per un periodo di sei mesi, con una quota finale del 9,35%.
Effetto
AXA Investment Managers ha lanciato a inizio ottobre una coppia di ETF per investire nel segmento dei bond emergenti con la massima diversificazione.
La differenza tra i due è che il primo NON distribuisce dividendi, mentre il secondo distribuisce un dividendo su base semestrale.
ETF AXA IM Emerging Markets Credit PAB UCITS USD (no dividendo)
Isin: IE00018U4PN8 (AICU.MI)
ETF AXA IM Emerging Markets Credit PAB UCITS USD (con dividendo)
Isin: IE00066L6LB9 (AQDU.MI)
Alcuni dettagli:
Gli ETF offrono un’esposizione al credito dei principali mercati emergenti e mirano a replicare la performance dell’indice ICE® Emerging Markets Corporate Plus Paris Aligned Absolute Emissions (EMCBPABA), al netto delle commissioni di gestione. A sua volta, l'indice offre un’esposizione ai bond Investment Grade e High Yield, denominati in dollari ed euro, ed emessi da emittenti non sovrani dei mercati emergenti nei principali mercati domestici ed Eurobond. L’ETF è gestito a replica fisica ed è classificato come “Articolo 8” ai sensi della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR). Leggi il documento KID
Commissioni totali annue (TER) 0,34%.
Valuta di denominazione USD.
Valuta di quotazione Euro.
Duration 3,78 anni
Il 92% è composto da bond corporate.
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