BOND USA - Il parcheggio a breve si complica
Con l'arrivo del taglio tassi, gli strumenti a breve e brevissima scadenza rischiano di diventare un rebus

Fatto
La strategia di investimento del "prendi i soldi e parcheggiali in strumenti iper sicuri con scadenza a un anno e anche meno" ha dato buone soddisfazioni in termini di rendimento e pochissimo stress a chi l'ha scelta.
Non è un caso che nel 2023, come segnala Neuberger Berman, quasi 1.300 miliardi di dollari siano confluiti nei fondi del mercato monetario statunitense, spingendo il patrimonio complessivo a circa 6.500 miliardi di dollari: nuovo record storico.
Ma la svolta di politica monetaria in arrivo sta cambiando lo scenario, da inizio anno la gestione del contante non è più un’attività da svolgere a occhi chiusi.
Oggi il Wall Street Journal, segnala che secondo una ricostruzione di Bankrate, negli Stati Uniti i certificati di deposito a tre mesi stanno tenendo le posizioni, garantendo circa il 5,5% di rendimento annuo.
Ma sulla scadenza a due anni siamo scesi sotto al 4,90% di tasso di rendimento, sessanta punti base in meno dei massimi di novembre.
Per il momento, la festa va avanti, perché la maggior parte degli investitori parcheggia il denaro sugli strumenti a scadenza più breve, quelli che rendono ancora parecchio, ma se a giugno la Federal Reserve inizierà a tagliare i tassi potrebbe succedere che si riveli più redditizio stare sulle scadenze superiori all’anno.
Senza entrare troppo nelle complicazioni tecniche, si può certo dire che ci sono oggi una serie di considerazioni di cui tenere conto, mentre un anno fa era tutto di una semplicità monotona, sicura e fruttuosa.
Chi sta lasciando la strategia del parcheggio ben retribuito sembra si stia dirigendo anche verso il mondo dei bond ad alto rendimento emessi dalla aziende.
Lo spread espresso dall’indice US Corporate High Yield di Bloomberg scende oggi sotto il 3%, per la prima volta da inizio 2022.
Il rally del credito è in parte giustificato dal venir meno dei timori di recessione, ma negli ultimi mesi è proseguito nonostante i tanti segnali di rallentamento del ciclo economico.
A tenere desta l’attenzione sugli High Yield (HY) è stato anche l’andamento del differenziale angeli caduti/stelle nascenti.
I primi sono gli emittenti con rating in peggioramento e le seconde sono le società con rating in miglioramento.
Nella zona euro per esempio, ci sono state nel 2023, 17 stelle nascenti, pari a un controvalore di bond per 30,4 miliardi, contro 12 angeli caduti, pari a 12,4 miliardi di euro.
Effetto
E' disponibile a Piazza Affari il seguente ETF, l’unico con "gestione attiva" concentrato su bond USA High Yield, un’area dove la gestione attiva conta molto e "servono mani esperte" con le quali muoversi.
ETF Axa IM US High Yield Opportunities UCITS
Isin IE000IAPH329 (AHYU.MI)
Da inizio 2024: +2,40%
Obiettivo dell'ETF è sovraperformare l’indice ICE BOFA US High Yield al fine di cogliere le opportunità offerte dal mercato obbligazionario high yield statunitense prevalentemente attraverso un’attenta selezione del credito mantenendo un tracking error contenuto rispetto all’indice. Commissioni totali annue 0,35%. E' ad accumulazione dei proventi e perciò non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Leggi attentamente il documento KID.
Altri dettagli:
Yield to maturity (rendimento a scadena) del 7,95%;
La duration del portafoglio è 3,30 anni;
L'84,0% dei componenti è rappresentato da bond corporate USA;
Il 47% circa dei componenti gode di un rating B, il 35,30% di un rating BB, il 17,37% di un rating CCC;
Per quanto riguarda lo spaccato settoriale, il 13,35% degli emittenti appartiene al segmento Software, il 13% al segmento Mezzi di comunicazione. Nessuno degli altri settori arriva al 10%;
Di seguito i primi cinque componenti con il singolo peso specifico:

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