BOND EURO - Come mettersi al riparo da un rigurgito dell'inflazione
Gli strumenti per non lasciare la liquidità ferma sul conto corrente senza alcun rendimento e no rischiare troppo

Fatto
La Banca Centrale giapponese ha aumentato i tassi di interesse per la prima volta dal 2007, ponendo fine all’unico regime di tassi negativi ancora esistente al mondo. La BoJ ha aumentato i suoi tassi a breve termine a 0%/+0,1% da -0,1%. L’istituto ha però avvertito che non sta per intraprendere aumenti dei tassi aggressivi, affermando che “prevede che per il momento saranno mantenute condizioni finanziarie accomodanti”, data la fragile crescita dell’economia.
La BoJ ha inoltre abolito la sua radicale politica di controllo della curva dei rendimenti per le obbligazioni sovrane giapponesi, che la Banca centrale ha impiegato per indirizzare i tassi a più lungo termine acquistando e vendendo obbligazioni, quando necessario. La BoJ continuerà ad acquistare titoli di Stato per un importo sostanzialmente identico a quello precedente, attualmente circa 6.000 miliardi di yen al mese.
FED. Prende il via oggi il meeting della Federal Reserve. Non è previsto alcun taglio dei tassi. L'attenzione del mercato sarà sulle proiezioni aggiornate dell'istituto per cercare di capire se e quando inizierà il ciclo di tagli, mentre persiste il timore che un'inflazione più resistente del previsto e un'economia resiliente spingano la FED a un approccio più rigido.
Secondo l'indicatore Cme FedWatch, le scommesse dei trader su una riduzione entro giugno sono scese al 56,2% dal 57,9% di venerdì.
Eurozona. Il meeting della BCE è in agenda il prossimo 11 Aprile. I dati sull’inflazione dell’Eurozona di febbraio hanno confermato un raffreddamento, sebbene a un ritmo inferiore alle attese. Il CPI è cresciuto del +2,6% a/a (precedente a +2,8%), mentre il dato core è passato dal +3,3% al +3,1% a/a. Il CPI su base mensile ha segnato +0,6%, in aumento rispetto al precedente -0,4% e in linea con le attese.
Ricordiamo che il capo economista della BCE, Philip Lane, ha di recente affermato che nel 2° trimestre l’istituto saprà abbastanza sulle prospettive dell’inflazione per decidere un eventuale taglio dei tassi. L'aspettativa di un primo taglio è per giugno.
Il raffreddamento della aspettative di un taglio dei tassi ha portato a un incremento dei rendimenti delle obbligazioni a scadenza lunga.
Il Sole 24Ore di stamattina segnala che negli ultimi tre mesi - secondo la schermata di Bloomberg - quasi tutti i rendimenti dei titoli di Stato decennali dei grandi Paesi sono saliti: Usa +41 punti base, Canada +43, Brasile +35, Gran Bretagna +40, Francia +28, Germania +38, Spagna +19, Portogallo +37, Svezia +39, Svizzera +15. Solo uno Stato ha registrato rendimenti in calo (cioè prezzi in rialzo, cioè acquisti) negli ultimi 3 mesi: l’Italia, con un ribasso di 8 punti base.
Effetto
Per non lasciare la liquidità ferma sul conto corrente, spesso senza alcun rendimento, si può investire sui bond in ottica di brevissimo termine, a basso rischio. Segnaliamo i classici BOT a 6 o 12 mesi:
BOT 13/09/2024 (6 mesi) - Isin: IT0005561458 - Prezzo 98,21 Euro circa - Rendimento netto su base annua 3,29%;
BOT 14/03/2024 (12 mesi) - Isin: IT0005586349 - Prezzo 96,55 Euro cica - Rendimento netto su base annua 3,18%;
Per diversificare l'emittente e il rischio Paese è disponibile il seguente ETF, che stacca anche un dividendo annuale:
Franklin Euro Short Maturity Ucits Etf (Distribuzione)
Isin: IE00BFWXDY69 (FLES.MI)
Da inizio 2024: +0,90%
L'ETF investe principalmente in titoli di debito investment grade a tasso fisso o variabile e a breve termine denominati in Euro ed emessi da governo e emittenti privati anche non europei. L'ETF potrà investire fino al 20% del patrimonio in titoli di debito di qualità inferiore, includendo titoli aventi rating sub-investment grade. Valuta di denominazione Euro. Commissioni totali annue 0,05%. Distribuisce un dividendo annuale. Leggi il documento KID.
Altri dettagli:
Il 34% è investito a 180-365 giorni, il 68,80% è investito in bond con scadenza tra 1 e 3 anni;
Per quanto riguarda il rating sovrano: AAA per il 31,32%, AA per il 21,06%, A per il 20,30%, BBB per il 21,87%.

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