BANCHE ITALIANE - Un sopportabile aumento delle sofferenze

Fitch si aspetta che la qualità del credito espressa dal ratio dei crediti incagliati su impieghi totali resti sotto il 4% nel 2024 e nel 2025

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Fatto

La crisi innescata dall'annuncio di elezioni anticipate in Francia ha ridimensionato la performance nel 2024 delle banche, che rimangono tuttavia ai vertici sul confronto settoriale.

L'indice Stoxx Banks è cresciuto del +15,70% vs +6,3% dell'indice globale Stoxx 600.

E' ancora eccellente la performance nel 2024 delle banche italiane. L'indice FTSE Italian Banks è cresciuto finora del +31%, al netto dei lauti dividendi già staccati.

Le banche italiane continueranno a prosperare in quel che si può considerare il migliore dei mondi possibili: i tassi scenderanno ma molto lentamente, continuando così a garantire quella formidabile spinta al margine d’interesse, le sofferenze dovrebbero tornare a salire, per effetto della stretta monetaria, ma nulla di preoccupante e nulla di lontanamente paragonabile alla catastrofe di dieci anni fa. 

Oggi lo stock di Non Performing Loans (NPL) delle cinque principali banche italiane è sessanta miliardi di euro, un sesto del valore del 2015, un valore non troppo distante da quello dell’Europa che ha permesso ieri a Stefano Cappiello, il capo della vigilanza dei mercati del Ministero dell’Economia di dire a un evento del Sole24Ore che “il problema sistemico è risolto”.
  
Fin qui il sentiero virtuoso percorso dal sistema in questo decennio, per il futuro c’è da mettere in conto un deterioramento, ma “lieve”, secondo Fitch.

L’agenzia di rating afferma che la qualità del credito, espressa dall’Impaired Loans Ratios (totale prestiti incagliati sul totale impieghi) dovrebbe stare sotto il 4% nel 2024 e nel 2025. 

”Intesa [ISP.MI], UniCredit [CRDI.MI], Banco BPM [BAMI.MI], Iccrea e BPER [EMII.MI] hanno registrato nel 2023 il rapporto di crediti deteriorati più basso in oltre un decennio, nonostante una certa contrazione dei prestiti.

Il rapporto mediano è sceso al 2,8% a fine 2023 (fine 2022: 3,2%), non molto al di sopra di quello delle grandi banche europee (circa 2,5%)”, si legge nel report del team di analisti guidato da Rafael Quina.

Il costo del denaro alto è un problema che metterà in difficoltà famiglie e imprese italiane, ma “le  cinque principali banche sono ben posizionate per attenuare un certo deterioramento della qualità degli attivi, in quanto negli ultimi anni hanno ridotto significativamente il rischio dei loro portafogli di prestiti attraverso cessioni, recuperi e cancellazioni, inasprendo al contempo i loro standard di sottoscrizione.

I prestiti alle imprese si sono spostati verso aziende con una qualità creditizia più elevata e la concentrazione dei prestiti per settore è limitata”, proseguono gli analisti.

In linea con queste previsioni, il ceo di Banco BPM, Giuseppe Castagna si dice ottimista sull’andamento delle sofferenze: “Sono tre anni che abbiamo livelli veramente molto bassi. Ogni anno c’è un po’ il timore, ogni anno facciamo dei budget che prevedono un aumento, dopodiché ogni anno siamo fortunatamente smentiti”, ha affermato allo stesso evento al quale partecipava Cappiello.

A fine marzo Banco Bpm aveva esposizioni deteriorate lorde al 3,3% degli impieghi (dal 3,5% di inizio anno), mentre l’incidenza al netto delle rettifiche di valore era scesa all’1,7% dall’1,8% di tre mesi prima. Valori destinati a ridursi ulteriormente nei prossimi.

Castagna, così come altri alti dirigenti del settore presenti al summit sul credit management, hanno escluso uno scenario di consolidamento nel breve termine, in quanto l’Euribor molto alto permette alle banche di prosperare anche da sole.

Più che alle aggregazioni, gli amministratori delegati pensano a rafforzare i proventi da risparmio gestito, l’area che dovrebbe beneficiare di più della discesa dei tassi d’interesse.

Effetto

Analisi Tecnica. L'indice del settore bancario italiano ha avviato una ordinata fase rialzista a partire dai minimi pandemici del 2020. Lo scorso maggio si è portato in prossimità del primo importante ostacolo grafico rappresentato dai top del 2015 verso area 18.500 punti.

L'evento ha generato l'attuale fase di assestamento, che riteniamo propedeutica a nuovi allunghi. Allerta in caso di discesa sotto 15mila punti. 

Operatività. Rafforziamo la view positiva. Si può prendere profitto in ottica di trading verso 18.500 punti. Pronti a rientrare alla prima chiusura sulla forza sopra 19mila punti o in caso di correzione verso 16mila punti. Stop loss prudenziale in caso di discesa sotto 15.000 punti.

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