BANCHE EUROPA - L'affaire Unicredit/Commerz riporta ai top il settore

Miglior comparto del 2024: +18%. Il tema M&A ha compensato la notizia potenzialmente negativa per le banche del taglio dei tassi

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Fatto

Banche europee in fermento. L'indice Stoxx Banks è il migliore del 2024 con un +18%, che distanzia l'indice globale Stoxx 600, fermo a +7,50%.

Il tema M&A, scatenato dall'affaire Commerzbank [CBKG.DE] -Unicredit [CRDI.MI], ha compensato la notizia potenzialmente negativa per le banche del taglio dei tassi.

Unicredit [CRDI.MI] ha otto miliardi di euro di capitale in eccesso a disposizione per mettersi in movimento in Germania e giocare d’anticipo sulla fine dell’età dell’oro dei tassi alti, ma il Ceo Andrea Orcel farà probabilmente di tutto per non usarli, o perlomeno per usarne il meno possibile.

Il mercato non sembra temere spese esagerate, anche per questo,  il titolo si avvia a chiudere la settimana con un rialzo del +2%.

Dal prezzo di chiusura di martedì sera, prima dell’annuncio della presenza nel capitale di Commerzbank, il guadagno è del 4%.       

Orcel sa bene che la sua carta vale molto e infatti, ha detto svariate volte agli analisti che in caso di acquisizioni, la via dello scambio azionario è la preferita.

Secondo Fabrizio Bernardi, l’analista di Intermonte che copre le banche, l’ipotesi più conveniente per Unicredit sarebbe quella di dare la propria carta, valutata dal mercato una volta il patrimonio tangibile, per ottenere carta tedesca valutata circa la metà.  In questo modo, sarebbe salvaguardato il tesoretto e non si andrebbe a intaccare i coefficienti patrimoniali, per ora soltanto leggermente erosi dai 700 milioni sborsati per il primo passo in Germania.

Unicredit ha intenzione di continuare a mettere i soci al primo posto: dopo aver distribuito 5,3 miliardi di euro, tra dividendo e buyback, nel 2023 e 8,6 miliardi nel 2024, “dal 2024 la nuova politica di distribuzione ordinaria del Gruppo introduce un pagamento totale delle distribuzioni pari ad almeno il 90% dell'utile netto e un approccio di distribuzione provvisoria ipotizzato pari a circa il 40% delle distribuzioni totali dell'intero anno, sotto forma sia di acconti sui dividendi che di quote di acconto riacquistare”, si legge sul sito.

Da quando è arrivato nel quartier generale di Piazza Gae Aulenti a Milano, Orcel ha tenuto questa linea: i risultati, sarà per suo merito, sarà perché i tassi d’interesse gli hanno dato una mano, si sono visti, soprattutto in borsa: dal suo insediamento, ad aprile 2021, il valore è moltiplicato per sette.

L’ex banchiere di Merriil Lynch vorrebbe probabilmente regolare la partita Commerzbank in carta, ma non è detto che il governo, primo socio con poco meno del 12% accetti di rimanere nel capitale, anche in via temporanea.

“Penso che anche Orcel non gradirebbe lo Stato tedesco nel capitale”, ha detto oggi Bernardi nel corso di una call con clienti internazionali.

Per superare un eventuale stallo, la parte in carta dell’offerta, potrebbe ridursi dal 90% al 40-50% senza che la razionalità dell’operazione cambi. Per Unicredit non sarebbe una tragedia, la società ha parecchie risorse a disposizione. Secondo i calcoli di Bernardi, in questi ultimi due anni, la banca ha potuto distribuire miliardi di euro ai soci contando solo sul flusso di cassa ordinario, senza toccare le riserve.

L’espansione in Germania s'ha da fare perché ha senso industriale e non presenta i problemi delle aggregazioni estero - estero. Unicredit è già, almeno in parte, una banca tedesca, “di fatto è una fusione domestica in Germania”, ha aggiunto l’analista.

Le sinergie, per lo più sui costi, potrebbero valere circa un decimo della base costi operativi di Commerzbank, parecchio più alta della vecchia HVB. Lo spazio per il taglio costi è in teoria ampio, nella pratica ci sono i sindacati, già scesi sul piede di guerra in quanto sospettano una fusione e uno sfoltimento dei ranghi. L’opposizione dei lavoratori è un problema risolvibile, ma il rischio di allungare i tempi dell’operazione esiste.

La partita sembra essere solo all’inizio e Orcel, nell’intervista data ieri a Bloomberg TV, sembra conscio che è il momento di temporeggiare. La prima mossa è stata la sua e ora può permettersi di stare a guardare cosa succede. L’epilogo, per il mercato, è già scritto: l’arrivo di un’offerta. Commerzbank è il 22% sopra i prezzi pre-annuncio di martedì sera.

Effetto

Analisi Tecnica. Il quadro del settore bancario europeo resta saldamente rialzista, malgrado il brusco stop di inizio agosto, ed è sorretto dalla trendline crescente sotto evidenziata. Recenti segnali di spinta sono emersi con la piena rottura di area 172 punti, top del 2023. Altri ne potrebbero arrivare grazie al pieno sfondamento di area 200/210 punti. Allerta in caso di discesa sotto 170 punti.

Operatività. Le flessioni restano sistematiche occasioni d'acquisto. Rafforziamo il giudizio positivo. Sfruttare i pull back fino a 190 punti per comprare sulla debolezza. Incrementare alla prima chiusura sopra 207 punti. Obiettivo di trading verso 230 punti.

NB La piena violazione di area 230 punti aprirebbe un'autostrada con obiettivi molto ambiziosi, anche fino a 538 punti. 

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Diversi gli strumenti disponibili su Borsa italiana per intervenire sul settore finanziario europeo con una logica speculativa/di diversificazione.

Il seguente strumento consente di investire in chiave speculativa sulle banche dell'Eurozona. Lo strumento punta ad amplificare per 3 volte la performance giornaliera dell'indice Eurostoxx Banks. Leggi il documento KID.

Wisdomtree EUROSTOXX Banks 3x Daily Long  
Isin IE00BLS09N40 (3BAL.MI)

Da inizio 2024: +65%

Il seguente ETF consente di replicare l'andamento del settore finanziario europeo, rappresentato dall'indice MSCI Europe Financials. Credit Suisse non figura nei primi dieci. Commissioni totali annue 0,30%. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID.

SPDR MSCI Europe Financials Ucits
Isin IE00BKWQ0G16 (STZX.MI)

Da inizio 2024: +19,0% 

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Il seguente ETF consente di investire sulle banche italiane senza leva diversificando il rischio emittente. Investe direttamente su un basket di banche italiane appartenenti all'indice FtseMib, ciascuna delle quali con un peso non superiore al 15% del totale. Ciò consente di mantenere una elevata diversificazione all'interno del comparto. I pesi vengono "ribilanciati" su base trimestrale a marzo/giugno/settembre/dicembre. Costo annuo 0,35%. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID. 

Wisdomtree FtseMib Banks  (ITBL.MI)
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