BANCHE EUROPA - Dopo 20 anni Unicredit riscopre la Germania
La banca milanese ha acquistato il 4,5% di Commerzbank dallo Stato tedesco, quota che porta il totale posseduto al 9%.

Fatto
Settore bancario europeo in fermento. L'indice Stoxx Banks si muove in rialzo dello 0,5%, trascinato dal +18% di Commerzbank [CBKG.DE], dopo il blitz di Unicredit [CRDI.MI].
La banca milanese ha acquistato il 4,5% di Commerzbank dallo Stato tedesco, quota che porta il totale posseduto al 9%.
In effetti, nel comunicato diffuso stamattina, questa ipotesi resta ancora aperta: “UniCredit presenterà alle autorità competenti, se e quando necessario, le istanze autorizzative per poter eventualmente superare la soglia di partecipazione del 9,9%”.
A suffragare la possibilità di un’aggregazione tra Italia e Germania è anche la conferma dell’uscita di scena, alla fine dell’anno prossimo, dell’amministratore delegato Manfred Knof.
Comunicando proprio ieri in via ufficiale quel che da qualche tempo era solo una diceria, sembra essere la stessa Commerzbank ad affermare implicitamente che non c’è un percorso strategico in autonomia e che i vertici di oggi, probabilmente, lasceranno il posto a chi comanderà domani.
Il Financial Times scrive stamattina che i vertici di Commerzbank sono pronti a discutere di un’aggregazione.
Il governo tedesco invece, frena e fa sapere di non aver preso decisioni sul tema, lo ha detto il ministero delle Finanze tedesco stamattina.
A seguito della vendita, è previsto un periodo di lock-up di 90 giorni.
Unicredit aveva da un po’ di tempo la testa in Germania, paese che vale un quinto del suo utile operativo: Bloomberg ha scritto di recente che il ceo Andrea Orcel ha studiato a lungo il dossier Commerzbank, preda interessante per ragioni geografiche, ma soprattutto valutative.
Unicredit ha pagato per il 4,5% di Commerzbank un multiplo di 0,6 volte il Tangible Equity 2025 (TE): il titolo è salito del +135% negli ultimi tre anni, ma secondo quel che circola nelle sale operative, è ancora relativamente cheap.
Unicredit tratta invece a circa una volta il Tangible Book dopo che il titolo si è ben più che triplicato in tre anni. La differenza tra i multipli è giustificata dai differenti livelli di redditività, uno più del doppio dell’altro, oltre che da prospettive meno brillanti per la tedesca, molto più esposta di quella italiana, all’andamento dei tassi d’interesse.
La banca con sede a Piazza Gae Ulenti, a Milano, è diventata il secondo socio di Commerzbank, dopo lo stato che ha l’11%, con una spesa modesta (700 milioni di euro) e una ricaduta minima sui coefficienti patrimoniali (15 punti base a livello di Common Equity Tier 1).
Vista la differenza nei fondamentali, in futuro, Orcel avrebbe quindi l’interesse a usare il più possibile la sua carta, nel caso dovesse pensare ad un’offerta. Intermonte ipotizza stamattina che l'eventuale offerta per il restante 90% del capitale, possa essere solo in carta, una via che permetterebbe di salvaguardare la solidità patrimoniale
Secondo Equita, se Unicredit dovesse presentare un’offerta metà in contante e metà in carta, con un premio del 25%, otterrebbe un incremento superiore al 15% dell’utile per azione, senza penalizzare la politica di remunerazione dei soci.
analista invece, la via dell’integrazione transfrontaliera è troppo complessa e le sinergie molto incerte, per cui, Orcel potrebbe pensare a fondere Commerzbank con le attività in Germania, la vecchia HVB acquisita nel 2005. Le barricate contro gli italiani sono già state alzate: "Faremo tutto il possibile per impedirlo. Ci opporremo" ha detto il membro del consiglio di sorveglianza Stefan Wittmann a Reuters.
Effetto
Analisi Tecnica. Il quadro del settore bancario europeo resta saldamente rialzista, malgrado il brusco stop di inizio agosto, ed è sorretto dalla trendline crescente sotto evidenziata. Recenti segnali di spinta sono emersi con la piena rottura di area 172 punti, top del 2023. Altri ne potrebbero arrivare grazie al pieno sfondamento di area 200/210 punti. Allerta in caso di discesa sotto 170 punti.
Operatività. Le flessioni restano sistematiche occasioni d'acquisto. Rafforziamo il giudizio positivo. Sfruttare i pull back fino a 190 punti per comprare sulla debolezza. Incrementare alla prima chiusura sopra 207 punti. Obiettivo di trading verso 230 punti.
NB La piena violazione di area 230 punti aprirebbe un'autostrada con obiettivi molto ambiziosi, anche fino a 538 punti.

Diversi gli strumenti disponibili su Borsa italiana per intervenire sul settore finanziario europeo con una logica speculativa/di diversificazione.
Il seguente strumento consente di investire in chiave speculativa sulle banche dell'Eurozona. Lo strumento punta ad amplificare per 3 volte la performance giornaliera dell'indice Eurostoxx Banks. Leggi il documento KID.
Wisdomtree EUROSTOXX Banks 3x Daily Long
Isin IE00BLS09N40 (3BAL.MI)
Da inizio 2024: +55%
Il seguente ETF consente di replicare l'andamento del settore finanziario europeo, rappresentato dall'indice MSCI Europe Financials. Credit Suisse non figura nei primi dieci. Commissioni totali annue 0,30%. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID.
SPDR MSCI Europe Financials Ucits
Isin IE00BKWQ0G16 (STZX.MI)
Da inizio 2024: +17,0%

Il seguente ETF consente di investire sulle banche italiane senza leva diversificando il rischio emittente. Investe direttamente su un basket di banche italiane appartenenti all'indice FtseMib, ciascuna delle quali con un peso non superiore al 15% del totale. Ciò consente di mantenere una elevata diversificazione all'interno del comparto. I pesi vengono "ribilanciati" su base trimestrale a marzo/giugno/settembre/dicembre. Costo annuo 0,35%. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID.
Wisdomtree FtseMib Banks (ITBL.MI)
Isin: IE00BYMB4Q22
Da inizio 2024: +41,0%
In questo articolo
Advertisement

