ARABIA SAUDITA - Arriva il progetto per trascendere il petrolio

il peso dell'Arabia Saudita nei principali indici dei mercati emergenti è cresciuto in modo significativo, rappresentando attualmente oltre il 4% dell'indice FTSE Emerging Market

Autore: Redazione
In questa città, il petrolio dà lavoro e forma l'identità della comunità.

Fatto

La borsa dell’Arabia Saudita, la più grande tra quelle dei sei Stati arabi che si affacciano sul Golfo Persico (Arabia Saudita, Barein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman, Qatar) ha chiuso giovedì in lieve ribasso, indice Tadawull All Share (Saudi Exchange) -0,4%.

La settimana è terminata con un incremento dell’1,5%: il mercato azionario è aperto da domenica a giovedì, chiuso il venerdì e il sabato. Da inizio anno, il Tadawull è poco sopra la parità.

L’Arabia Saudita è il maggiore esportatore di petrolio al mondo, ma la sua borsa è molto più che uno strumento passivo per seguire le oscillazioni del greggio.

Le performance lo confermano: negli ultimi dodici mesi l’indice di riferimento del mercato azionario di Riyad guadagna circa l’11%, contro il -0,5% del WTI.

L'Arabia Saudita vuole andare oltre il suo oro nero, o perlomeno, vuole usare i petrodollari per portare avanti un ambizioso programma di diversificazione economica, denominato Vision 2030.

I vertici della famiglia reale intendono attirare investimenti esteri ed espandere settori come la tecnologia, la finanza e le energie rinnovabili.

L’ultima iniziativa è nel settore più all’avanguardia, l’intelligenza artificiale.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, a Riyad stanno pianificando un progetto da 100 miliardi di dollari  in grado di competere con i vicini/rivali degli Emirati Arabi Uniti.

Il "Progetto Trascendenza", si concentrerà sul reclutamento di nuovi talenti nel Regno, sullo sviluppo dell'ecosistema locale e sull'incoraggiamento delle aziende tecnologiche a investire risorse nel Paese. 

L’obiettivo è quello di avere grandi centri dati, far nascere startup e  realizzare infrastrutture.

Lo schema di funzionamento dovrebbe essere simile a quello di Alat, un fondo incentrato sulla produzione sostenibile e sostenuto da un capitale di 100 miliardi di dollari dal Fondo di investimento pubblico del regno.

Alat è presieduto dal principe ereditario Mohammed bin Salman e cerca di coinvestire con grandi aziende internazionali.

Da quando ha aperto i suoi mercati agli investitori stranieri nel 2015, il peso dell'Arabia Saudita nei principali indici dei mercati emergenti è cresciuto in modo significativo, rappresentando attualmente oltre il 4% dell'indice FTSE Emerging Market.

Effetto

Per puntare sulle prospettive di crescita della Borsa dell'Arabia Saudita, Franklin Templeton ha lanciato un nuovo ETF: 

L'ETF Franklin FTSE Saudi Arabia UCITS
Isin: IE000C7DDDX4 (SAUDI IM)

L'ETF è collegato al FTSE Saudi Arabia 30/18 Capped Index che copre azioni saudite a grande e media capitalizzazione ponderate in base alla capitalizzazione di mercato. L'indice incorpora un limite massimo del 30% sulla partecipazione più grande e un limite massimo del 18% sugli altri componenti, offrendo un'esposizione più diversificata rispetto alla regola del limite del 35/20 determinato dall'indice MSCI.

Valuta di denominazione USA. Valuta di quotazione Euro. Non distribuisce dividendo. E' il più economico d'Europa, per un costo annuo pari allo 0,39%.

Nel FTSE Saudi Arabia 30/18 Capped Index, il settore finanziario rappresenta il 39,3% del peso totale. Seguono materiali di base (15,8%), energia (11,7%), servizi di pubblica utilità (9,2%) e tlc (7,9%).

Il titolo più "pesante" è Al Rajhi Banking & Investment (14,2%), seguito dal gigante dell'energia Saudi Aramco (9,8%), ACWA Power (7,4%) e Saudi National Bank (7,4%).



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