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Il Maxi che punta sui chip: 28% subito per compensare le minus
Il nuovo Maxi di Natixis (ISIN IT0006777038) paga il 28% iniziale incondizionato sui big dei semiconduttori USA, con barriere al 50% per i premi e a scadenza e autocall dal 95%.

Con l'avvicinarsi della fine dell'anno torna centrale il tema della compensazione fiscale. Quando si hanno minusvalenze in scadenza entro l'anno, servono strumenti capaci di generare liquidità nel minor tempo possibile e, soprattutto, in modo incondizionato.
Il pensiero corre allora ai Maxi Cash Collect, tra le risposte più efficaci per chi punta a compensare le minusvalenze in scadenza. Il loro punto di forza risiede nella capacità di generare da subito redditi diversi, e quindi compensabili sul piano fiscale.
In questa direzione vi presentiamo il nuovo Maxi Cash Collect di Natixis (ISIN IT0006777038), un certificato pensato per abbinare un premio iniziale corposo a una protezione ampia alla scadenza. La struttura mette infatti sul piatto un maxi premio iniziale del 28%, riconosciuto senza alcuna condizione: una somma che, rientrando tra i redditi diversi, va a compensare in via diretta le minusvalenze accantonate nello zainetto fiscale. Per accedervi è sufficiente acquistare il certificato entro e non oltre la Cum Date del 1 ottobre 2026, ultima data utile per maturare il diritto alla cedola iniziale, che verrà corrisposta il 6 ottobre 2026. In seguito il prodotto eroga premi mensili con effetto memoria pari allo 0,3333% (3,33 euro, circa il 4% su base annua), legati al rispetto della barriera premio posta al 50% degli strike. Alla scadenza, ad agosto 2029, il certificato prevede una barriera di protezione fissata al 50% degli strike.
A chiudere il quadro c'è il meccanismo di autocall, con un trigger che si riduce nel tempo (dal 95%) e che, osservazione dopo osservazione, fa crescere via via le possibilità di rimborso anticipato. Un elemento tutt'altro che marginale: consente di trasformare il semplice rinvio delle minusvalenze in una compensazione effettiva, anziché limitarsi a spostarle in avanti.
Vediamo nel dettaglio le caratteristiche della struttura:
| ISIN | Emittente | Sottostanti | Premi | Barriere | Rimborso anticipato | Durata |
|---|---|---|---|---|---|---|
| IT0006777038 | Natixis | AMD - Intel - Nvidia - Broadcom | 28% fisso iniziale e poi 0,3333% mensile con memoria (circa 4% annuo) | 50% per i premi e a scadenza | Autocall mensile dal 19 febbraio 2027 con trigger decrescente dell'1% (dal 95%) | 3 anni |
Il settore dei semiconduttori sotto la lente
Il comparto dei semiconduttori è tra i più osservati dagli investitori. La corsa all'intelligenza artificiale, la crescita dei data center e la domanda sempre più intensa di potenza di calcolo hanno riportato sotto i riflettori l'intera filiera, dai grandi produttori di chip fino ai fornitori di soluzioni per il networking e il calcolo ad alte prestazioni.
Il paniere mette insieme quattro protagonisti di questo universo. Nvidia, punto di riferimento assoluto nelle GPU per l'intelligenza artificiale e i data center; Broadcom, colosso dei semiconduttori e del software infrastrutturale, sempre più al centro dell'ecosistema AI; AMD, tra i maggiori produttori di processori e schede grafiche in diretta competizione con i big del comparto; e Intel, storico campione statunitense dei microprocessori alle prese con un percorso di rilancio industriale. Un basket che apre così a temi di crescita quali l'espansione dell'intelligenza artificiale, la corsa alla potenza di calcolo e il consolidamento della catena dei chip.
Il nuovo certificato di Natixis ISIN IT0006777038 è quotato su SeDeX di Borsa Italiana, con strike fissato al 19 agosto 2026, ed è costruito su un basket Worst Of composto da:
- AMD
- Intel
- Nvidia
- Broadcom
Il tratto distintivo della struttura è la presenza di un premio fisso iniziale del 28% del nominale (pari a 280 euro per ogni 1.000 euro di certificato), corrisposto il 6 ottobre 2026 a prescindere dall'andamento dei sottostanti.
In seguito il prodotto eroga premi mensili con effetto memoria pari allo 0,3333% (3,33 euro, circa il 4% su base annua), vincolati al rispetto della barriera premio posta al 50% degli strike. Nel caso in cui una cedola non venga corrisposta, potrà essere recuperata nelle rilevazioni successive qualora le condizioni tornino a essere rispettate.
Autocall con trigger decrescente dal 95%
La scadenza naturale del certificato è fissata al 29 agosto 2029 (durata 3 anni), ma la struttura integra un meccanismo di rimborso anticipato che può attivarsi a partire dal 19 febbraio 2027. Affinché scatti l'autocall, tutti e quattro i titoli del basket devono quotare al di sopra del livello richiesto in ciascuna rilevazione.
Il trigger prende avvio dal 95% dei valori iniziali alla prima osservazione e si abbassa progressivamente dell'1% a ogni rilevazione, fino a un minimo del 66%. Questo meccanismo step-down accresce nel tempo la probabilità di richiamo anticipato, rendendo il certificato più flessibile anche negli scenari in cui i sottostanti dovessero arretrare rispetto ai livelli di partenza.
Per chi guarda soprattutto alla gestione fiscale delle minusvalenze, l'unione tra maxi cedola iniziale e possibilità di autocall è uno degli aspetti di maggiore interesse della struttura. Ricordiamo, in ogni caso, che è opportuno verificare con la propria depositaria la modalità di compensazione adottata: se immediata o a scadenza. Nel primo caso, ovvero quando la compensazione viene registrata nello stesso momento in cui si incassa la cedola, essa può essere subito impiegata a fronte delle minus presenti in portafoglio. Nel secondo, invece, la compensazione effettiva con le minusvalenze si realizzerebbe solo a scadenza, in caso di rimborso anticipato oppure alla chiusura dell'investimento da parte del titolare. Si intuisce facilmente come, tra le due alternative, la prima risulti nettamente più efficiente della seconda: in quest'ultima, infatti, chi decidesse di anticipare la compensazione disinvestendo subito dopo l'incasso della maxi cedola iniziale finirebbe, con lo scorporo della stessa dal prezzo di mercato, per generare nuove minusvalenze, limitandosi a rinviare il problema anziché risolverlo. Un approccio meno efficiente rispetto alla compensazione immediata, ma che consente comunque di "prendere tempo", offrendo all'investitore la possibilità di pianificare il recupero su un orizzonte più ampio e in modo più ragionato.
Di seguito il calendario per i premi e l'autocall:
Scenari a scadenza
Nel caso in cui il certificato non venga richiamato in anticipo, il risultato finale sarà legato alla performance del titolo peggiore del paniere, il cosiddetto Worst Of. Se alla rilevazione finale dell'agosto 2029 il sottostante con la performance peggiore quota almeno al 50% del valore iniziale, il certificato rimborsa per intero il nominale di 1.000 euro, oltre all'eventuale ultima cedola e a quelle accumulate grazie all'effetto memoria. Se invece alla scadenza il peggiore dei titoli si trova sotto il 50% del proprio livello iniziale, viene meno la protezione condizionata del capitale e il certificato replica integralmente la performance negativa del Worst Of.
Per esempio, se il sottostante peggiore chiudesse con una perdita del 60% rispetto allo strike iniziale, il rimborso sarebbe pari a 400 euro per ogni 1.000 euro di nominale.
Focus sui sottostanti
Analizziamo ora nel dettaglio i sottostanti:
AMD
Tra i principali produttori mondiali di semiconduttori, specializzato in microprocessori x86, schede grafiche e acceleratori per l'intelligenza artificiale. Offre CPU, GPU, chipset, processori embedded, SoC semi-custom, FPGA e DPU, con i marchi Ryzen, Athlon ed EPYC tra i più noti, e realizza la maggior parte dei ricavi al di fuori degli Stati Uniti.
Il business si articola in quattro segmenti: Data Center (circa il 50% dei ricavi), con CPU server EPYC, GPU per l'AI della famiglia Instinct e soluzioni per il calcolo ad alte prestazioni; Client (oltre il 25%), dedicato a processori e chipset per desktop e notebook; Embedded (circa il 15%), con prodotti per applicazioni industriali e integrate; e Gaming (circa il 10%), che comprende GPU discrete e SoC semi-custom.
Sul piano dei numeri, il consenso Bloomberg stima ricavi in forte crescita dai 34,6 miliardi di dollari del 2025 ai 118,9 miliardi attesi nel 2028, con l'utile netto rettificato visto salire da 6,8 a oltre 37 miliardi. Il giudizio degli analisti è nettamente positivo: dei 66 che seguono il titolo l'81,8% ne raccomanda l'acquisto, il 18,2% il mantenimento e nessuno la vendita, con un target price a 12 mesi di 624,40 dollari e un potenziale di rialzo di circa il 31% sui valori attuali, dopo un anno di forte apprezzamento (+170,5%) (fonte Bloomberg).
Intel
Storico campione statunitense dei microprocessori, tra i nomi simbolo dell'industria dei semiconduttori. Produce CPU, chip e microcontrollori embedded, memorie flash, prodotti grafici e soluzioni per reti e comunicazioni, ed è oggi impegnata in un ampio percorso di rilancio industriale e produttivo. Oltre il 75% dei ricavi arriva da clienti internazionali.
L'attività è organizzata in più segmenti operativi: Client Computing Group (circa il 45% dei ricavi), dedicato ai processori e alle piattaforme per PC; Data Center and AI (quasi il 20%), con soluzioni per cloud, infrastrutture di rete e calcolo ad alte prestazioni; Network and Edge (circa il 10%); Intel Foundry Services (circa il 25%), il business di produzione conto terzi con cui Intel punta a competere nella fonderia di semiconduttori; e altre attività minori, tra cui Altera e Mobileye.
Sul piano dei conti, il consenso Bloomberg stima ricavi in crescita dai 52,9 miliardi di dollari del 2025 agli 81,5 miliardi attesi nel 2028, con l'utile netto rettificato visto salire da 1,9 a oltre 16 miliardi, in un percorso di recupero dopo anni difficili. Il giudizio degli analisti resta prudente: dei 54 che seguono il titolo il 35,2% ne raccomanda l'acquisto, il 61,1% il mantenimento e il 3,7% la vendita, con un target price a 12 mesi di 118,90 dollari e un potenziale di rialzo di circa il 24% sui valori attuali, dopo un anno di forte rimbalzo del titolo (+304,6%) (fonte Bloomberg).
Nvidia
Leader mondiale indiscusso nell'accelerated computing e nelle GPU per l'intelligenza artificiale, oggi al centro dell'intera rivoluzione dell'AI. Fondata nel 1993, ha esteso l'architettura delle proprie GPU dal gaming al calcolo scientifico, ai data center, alla robotica e alle applicazioni di digital twin, con i marchi GeForce per il gaming e DGX/RTX per i data center e le workstation professionali.
Il business si articola in due segmenti: Compute & Networking, che da solo vale circa il 90% dei ricavi e comprende le piattaforme di accelerated computing per i data center, le soluzioni AI, il networking e le piattaforme automotive; e Graphics (circa il 10%), con le GPU GeForce per il gaming, il servizio GeForce NOW e il software Omniverse per l'AI industriale e i digital twin.
Per quanto riguarda i numeri, il consenso Bloomberg stima ricavi in fortissima crescita dai 215,9 miliardi di dollari dell'esercizio 2026 ai 567,3 miliardi attesi nell'esercizio 2028, con l'utile netto rettificato visto salire da 117 a oltre 313 miliardi. Il giudizio degli analisti è tra i più favorevoli dell'intero mercato: dei 81 che seguono il titolo il 96,3% ne raccomanda l'acquisto, il 2,5% il mantenimento e appena l'1,2% la vendita, con un target price a 12 mesi di 303,71 dollari e un potenziale di rialzo di circa il 38% sui valori attuali (fonte Bloomberg).
Broadcom
Colosso statunitense dei semiconduttori e del software infrastrutturale, tra i protagonisti assoluti dell'ecosistema legato all'intelligenza artificiale e ai data center. Progetta e fornisce dispositivi a semiconduttore e soluzioni software per infrastrutture, con una gamma che spazia dai chip per il networking e la connettività alle reti aziendali e data center, dalla banda larga ai decoder e agli impianti di telecomunicazione.
L'azienda affianca al cuore dei semiconduttori una divisione software infrastrutturale di peso crescente, rafforzata negli anni da importanti acquisizioni, che la rende un fornitore integrato di hardware e software per le grandi infrastrutture digitali. La domanda legata all'AI e ai data center è oggi tra i principali motori di crescita del gruppo.
Sul piano dei conti, il consenso Bloomberg stima ricavi in netta crescita dai 63,9 miliardi di dollari dell'esercizio 2025 ai 229,4 miliardi attesi nell'esercizio 2028, con l'utile netto rettificato visto salire da 33,7 a oltre 128 miliardi. Il giudizio degli analisti è nettamente positivo: dei 61 che seguono il titolo il 91,8% ne raccomanda l'acquisto, l'8,2% il mantenimento e nessuno la vendita, con un target price a 12 mesi di 530,98 dollari e un potenziale di rialzo di circa il 40% sui valori attuali (fonte Bloomberg).
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Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

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