Focus sui Mercati Finanziari

L'indice MSCI Asia Pacific guadagna l'1,1% e si avvia a chiudere il miglior trimestre da giugno 2009: la performance è del 21%. Ieri record del Dow Jones, Nasdaq +2,1%. Petrolio poco mosso.

Autore: Marino Masotti
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Borse di notte

All'indomani del record del Dow Jones e del convincente rimbalzo del Nasdaq, le borse asiatiche salgono per il secondo giorno consecutivo. Oggi Stati Uniti e Iran tornano a incontrarsi nel Qatar.

L'indice MSCI Asia Pacific guadagna l'1,1% e si avvia a chiudere il miglior trimestre da giugno 2009: la performance è del 21%.

"L'Asia sta chiudendo il primo semestre con un atteggiamento selettivo di propensione al rischio: Taiwan e Giappone mantengono l'ottimismo accumulato negli ultimi mesi, mentre la debolezza di Cina, Hong Kong e India dimostra che gli investitori rimangono cauti nei confronti dei mercati privi di un chiaro catalizzatore legato all'intelligenza artificiale, agli utili o alle politiche di sostegno", ha affermato Hebe Chen, analista di mercato presso Vantage Global Prime a Sydney.

Giappone. Nikkei 1%. L'indice sta per concludere il miglior trimestre della storia, la performance è del 37%. Lo yen è sui minimi degli ultimi quarant'anni su dollaro, a 161,7 e le autorità politiche hanno ribadito di essere pronte a riportare l'ordine sui cambi.

Corea del Sud. Kospi +2% all'indomani della presentazione di un maxi piano di investimento pubblico-privato nella realizzazione di nuove infrastrutture produttive per l'industria dei chip.
Il secondo trimestre si sta per chiudere con un rialzo del 68%, per trovare una variazione positiva superiore si deve tornare al 1998. 
La Corea del Sud ha imposto restrizioni più severe sul mercato immobiliare
nei quartieri periferici di Seul vicini ai centri di produzione di semiconduttori, dopo che il boom del settore ha alimentato un forte aumento dei prezzi delle case. Il governo ha designato il distretto di Dongtan a Hwaseong, il distretto di Giheung a Yongin e la città di Guri come zone speculative e aree soggette a restrizioni più severe sui prestiti a partire dal 1° luglio, ha dichiarato il Ministero del Territorio.

Taiwan. Indice Taiex +3%: il secondo trimestre si sta per chiudere con un rialzo del 46%.

Cina. CSI 300 +1%, +12% il trimestre. Hang Seng -1%, -8% il trimestre. L'indice MSCI China è crollato di circa il 16% quest'anno, risultando tra i peggiori a livello globale, a causa della stagnazione economica, dei deboli utili dei giganti di internet e della preferenza degli investitori per i produttori di chip in altre parti dell'Asia.
L'attività manifatturiera cinese si è espansa a giugno dopo essere rimasta invariata il mese scorso, grazie in parte alla tenuta delle esportazioni e alla forte domanda globale di prodotti basati sull'intelligenza artificiale e sull'ambiente.
L'indice ufficiale dei responsabili degli acquisti (PMI) del settore manifatturiero è salito a 50,3 questo mese, rispetto ai 50,0 di maggio, secondo i dati pubblicati martedì dall'Ufficio nazionale di statistica. Il dato di giugno ha superato la previsione di 50,1 di un sondaggio del Wall Street Journal tra gli economisti. La soglia dei 50 punti separa l'espansione dalla contrazione.

Il future del Nasdaq è in rialzo dello 0,3%. Le borse dell'Europa dovrebbero aprire in positivo.

Punto sulle borse europee a metà anno 

Il primo semestre 2026 si è quasi concluso. La borsa di Milano guida la classifica del gruppo di riferimento delle borse dell'Europa con un rialzo del 14%, davanti a Madrid (+12%), Amsterdam (+11,5%), Parigi (+2,7%) e Francoforte (+0,7%).
Dividendi esclusi, Piazza Affari ha corso quasi cinque volte più del CAC 40 e quasi diciotto volte più del DAX.
Gabriel Debach, market analyst di eToro segnala che se si mette ogni società sullo stesso piano e si osserva la performance media dei singoli componenti, nella loro versione total return, l’Olanda diventa il mercato più forte del campione con un rendimento medio del 14,9%, grazie alla presenza di ASML e di altri campioni del tec. Segue la Spagna al 13,5%, all’Italia al 13,3%, alla Francia all’8,4% e a una Germania ferma al 2,0%.
L’Italia resta il mercato più forte anche sui tre anni, con un rendimento total return cumulato del 150%, seguita dalla Spagna con il 121%, mentre Germania e Olanda restano sostanzialmente appaiate, 75% contro 62%, e la Francia chiude il gruppo con il 51%. “Il vantaggio italiano, quindi, non nasce nel 2026. Pur riflettendo la composizione attuale degli indici, il confronto racconta una storia che si costruisce da anni, coerente con la lunga stagione del rinascimento bancario.
Sull’orizzonte a un anno, la Spagna guida con un +38%, davanti all’Italia al 27%, all’Olanda al 19%, alla Francia al 16% e alla Germania, ultima anche qui, con appena il 7%. Ne deriva che Spagna e Italia avevano già costruito una parte importante del loro vantaggio nella seconda metà del 2025, mantenendo nel 2026 un passo più contenuto ma ancora solido, entrambe intorno al +13% YTD. L’Olanda, invece, ha concentrato quasi tutta la propria accelerazione nell’anno in corso: il +15% da inizio 2026 spiega gran parte del +19% cumulato su dodici mesi, delineando un profilo di performance più recente e quindi più esposto al rischio di normalizzazione del momentum.

Piazza Affari

(51.160 punti). Dopo aver segnato un nuovo top nella seconda parte di giugno, l'indice Ftse Mib ha progressivamente perso forza.
Il cedimento dei 52mila punti è una primissima crepa grafica, così come lo è la negazione di un modello di breve in via di configurazione nei giorni scorsi, soprattutto quest'ultimo avrebbe dovuto essere impulsivo. Meglio non essere ansiosi di comprare su questi minimi storni perché potrebbe trattarsi dell'inizio di una fase di ritracciamento più estesa

Macrovariabili

Petrolio (Brent 73,0 usd)

Greggio poco mosso al termine di un trimestre di forte calo, circa il 37% per il Brent e circa il 31% per il WTI.

Morgan Stanley ha tagliato le previsioni sul petrolio per la seconda volta in circa due settimane, poiché i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz stanno tornando più velocemente del previsto, mentre la forte offerta statunitense e la debole domanda cinese aumentano il rischio di un eccesso di offerta.
Il Brent Dated, un benchmark per le transazioni fisiche, dovrebbe attestarsi in media a 75 dollari al barile nel terzo e quarto trimestre, in calo rispettivamente di 15 e 5 dollari, secondo quanto affermato dagli analisti, tra cui Martijn Rats, in una nota. Anche le previsioni per tutti e quattro i trimestri del prossimo anno sono state riviste al ribasso, con il Brent Dated previsto a 70 dollari alla fine del 2027.
"Lo Stretto si sta riaprendo più velocemente del previsto, eppure i 'doppi fattori risolutivi' delle elevate esportazioni statunitensi e delle basse importazioni cinesi rimangono in vigore", hanno affermato nella nota, che ha fatto seguito a una precedente serie di riduzioni in un rapporto di metà giugno. "Con l'attenzione rivolta al 2027, il mercato ha completato il ciclo, tornando all'eccesso di offerta."

Operatività

Il quadro di breve ha ancora una connotazione ribassista ed è ulteriormente peggiorato con il cedimento della media mobile a 200 gg, che transita intorno a 78 usd. Tuttavia, difficilmente il prezzo dovrebbe scendere al di sotto dei 70 usd, almeno nel breve termine, per cui conviene sfruttare la discesa in corso per tornare ad accumulare posizioni sulla debolezza in ottica di lungo periodo. 

Indice Commodity (122,2 usd)

L'indice ha alle spalle sei settimane negative consecutive ed è alla terza seduta consecutiva di ribasso. 

I prezzi delle materie prime potrebbero aver raggiunto il picco rispetto ai titoli del Tesoro statunitense, afferma Mike McGlone, senior commodity strategist di Bloomberg Intelligence. 
C’è infatti, “un divario insostenibile tra la crescente volatilità delle materie prime e gli indicatori di rischio dei titoli del Tesoro statunitensi, che rimangono contenuti. L’indice Bloomberg Commodity Spot (BCOM) sta registrando un calo, rispetto ai massimi raggiunti nel 2008 e nel 2011, rispetto all’indice Bloomberg US Treasury 20+ Year Total Return”. La volatilità delle materie prime potrebbe aver raggiunto il picco con l’attenuarsi dei rialzi del petrolio greggio e dell’oro, con implicazioni deflazionistiche che favoriscono i titoli del Tesoro statunitensi.
 

Operatività

Si è confermato valido il suggerimento di sfruttare gli strappi verso l'area dei massimi del 2022 a 140 usd per prendere profitto. Scattati gli acquisti sulla debolezza in area 130 usd. Peggioramento strutturale del quadro di fondo in caso di cedimento di area 120 usd.

Oro (3.970 usd) Argento (57,50 usd)

Prezzo di nuovo sotto la soglia psicologica dei 4000 dollari, anche per effetto dell'andamento del dollaro. Le quotazioni sono sui minimi da novembre.
Il trimestre si sta per chiudere con un ribasso del 15%, dall'inizio del conflitto Stati Uniti-Iran-Israele, il calo è del 25%.

Operatività

La tendenza di fondo dell'oro è in peggioramento e non mostrerà segnali di risveglio finchè il prezzo resta sotto la media mobile a 200 gg (4.435 usd). Tuttavia, è stata raggiunta un'area, 4.100/4mila usd, dove torna interessante comprare in ottica di lungo periodo. Attenzione però perchè il cedimento di area 4mila proietterebbe obiettivi intorno a 3.500 usd. Pertanto, per le posizioni più speculative è preferibile piazzare uno stop loss ravvicinato a 3.800 usd.  

Forex Euro/Usd (1,139)

L'euro si avvia a chiudere il mese con una svalutazione del 2,2% su dollaro. Stamattina a muovere il cambio sono le dichiarazioni di Christine Lagarde: il presidente della BCE ha affermato che non c'è bisogno di correre ad alzare i tassi.

Le grandi banche di Wall Street hanno smesso di puntare sul rafforzamento dell’euro, in quanto gli Stati Uniti dovrebbero superare l’Europa in termini di aumenti dei tassi d’interesse da qui alla fine dell’anno.
JP Morgan, Morgan Stanley e Bank of New York Mellon ritengono che la moneta unica potrebbe scendere di oltre il 3% fino a toccare quota 1,10 dollari nel corso del prossimo anno. Questo mese il cambio ha già toccato il minimo dell’ultimo anno, poiché gli operatori tengono conto di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve nel 2026 e non scontano più pienamente un aumento da parte della Banca centrale europea.
Si tratta di un’inversione di tendenza rispetto all’inizio dell’anno, quando i responsabili politici europei temevano che l’euro fosse troppo forte, dopo che aveva superato quota 1,20 dollari, raggiungendo il massimo degli ultimi cinque anni.  "Il cambio euro-dollaro potrebbe facilmente raggiungere 1,10 dollari, poiché gli investitori a medio termine liquidano le loro posizioni corte strutturali sul dollaro, mentre gli investitori speculativi potrebbero “accumulare posizioni” man mano che lo slancio aumenta", dice David Adams di Morgan Stanley.
JPMorgan ha ridotto drasticamente il proprio obiettivo per la metà del 2027 a 1,10 dollari e la Royal Bank of Canada prevede ora di raggiungere tale livello entro la fine del prossimo anno. Anche Bank of America e Wells Fargo hanno rivisto al ribasso le proprie previsioni. 

Operatività

Si è confermato corretto il suggerimento di comprare il dollaro Usa in ottica di diversificazione in area 1,17/1,20. L'accelerazione dell'ultima settimana ha portato allo sfondamento dell'area discriminante 1,15/1,14 che, in caso di conferma a fine settimana, proietta un target di breve in area 1,13 e un target finale in area 1,10. 

Bitcoin (59.700 usd)

Prezzo sui minimi dall'autunno 2024 e sotto la soglia discriminante dei 60mila usd.

Andy Mukherjee, un editorialista di Bloomberg, afferma che il bitcoin è diventato noioso e forse è giunto il momento di andare oltre il Bitcoin e dare un’occhiata ad altri asset digitali: rappresentazioni virtuali di ogni tipo di bene, dai titoli del Tesoro statunitense alle obbligazioni societarie, dalle azioni alle materie prime. "Mentre la criptovaluta più antica del mondo fatica a riprendere fiato dopo un crollo del 50% registrato da ottobre, la domanda di versioni digitali di asset reali sta silenziosamente guadagnando slancio. I loro detentori conservano i propri investimenti non in un conto di intermediazione tradizionale, ma direttamente tramite i propri portafogli di criptovalute — come blocchi di dati sicuri che possono essere facilmente scambiati peer-to-peer o sulle piattaforme di scambio.
Queste funzionalità, che attraggono sia le istituzioni che il grande pubblico, finiranno per trasformare il portafoglio di criptovalute in qualcosa di simile a una Wall Street per tutti? Secondo Citigroup sì: il mercato degli asset tokenizzati è stimato arrivare tra 2,7 trilioni e 8,2 trilioni di dollari entro il 2030, da 32 miliardi di dollari di ogg..  

Operatività

Quadro di fondo sempre più deteriorato. La discesa verso l'area discriminante  a 60mila usd ha fatto scattare acquisti "in ottica speculativa" per target di breve verso 70mila usd. Attenzione che la rottura al ribasso di area 60mila potrebbe provocare un brusco sell off con obiettivo finale intorno a 40mila usd. Si suggerisce perciò di applicare uno stop loss ravvicinato in area 58mila.  

Bond

Il rendimento del Treasury decennale è poco mosso a 4,37%, Bund decennale tedesco a 2,85%, BTP a 3,56%. Il future del Bund sta per chiudere il trimestre con un rialzo dell'1,4%, primo quarto di anno in positivo dopo tre in negativo.

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha affermato che il governatore della Federal Reserve Lisa Cook può restare al suo posto, un verdetto che dà torto alla Casa Bianca e rafforza l'indipendenza della banca centrale. Il Giudice Supremo John Roberts scrive nella sentenza che "la politica monetaria non dovrebbe essere soggetta all'interferenza politica".

Il presidente Trump ha promesso di "prendere provvedimenti appropriati immediatamente" contro Lisa Cook. La decisione dei giudici, presa lunedì con 5 voti a favore e 4 contrari, rappresenta per la Casa Bianca solo una battuta d'arresto legale, non una sconfitta insormontabile. Pur riconoscendo la secolare tradizione di indipendenza politica della banca centrale statunitense, la Corte non ha escluso del tutto la possibilità per il presidente di tentare di licenziare i suoi funzionari in futuro.

"Potrebbe sembrare un tentativo di placare la tentazione dei presidenti di interferire con la Fed, ma io la interpreto in senso opposto", ha affermato Peter Conti-Brown, esperto di governance della Fed presso l'Università della Pennsylvania al New York Times. "È un invito a ulteriori interferenze".



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