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Barriere profonde e titoli di qualità: doppietta Santander su Italia

Due certificati Low Barrier per investire sulle Blue Chip italiane. Premi con memoria fino al 10% annuo, titoli a bassa volatilità e barriere profonde fino al 40%.

Autore: Michele Fanigliulo
Bandiera italiana

Oggi vi presentiamo due Low Barrier Cash Collect di Santander di nuovissima emissione ben ragionati e con un ottimo profilo rischio rendimento. I due prodotti infatti sono dedicati all’Italia e presentano solo titoli a volatilità contenuta (nel panorama italiano) e fondamentali assolutamente impeccabili. Il tutto comunque corredato da barriera 50% o 40% e premi fino al 10%. Insomma, dei prodotti pensati per consulenti finanziari/private banker e investitori attenti alla qualità e al rapporto rischio rendimento. Entrambi prodotti validi per essere inseriti nella parte del portafoglio in certificati dedicata al mercato italiano. Vediamoli velocemente:

  • Certificato Cash Collect ISIN IT0006778127: basket worst of composto da quattro blue chip di finanziari italiani, Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e Fineco Bank. Il prodotto paga premi condizionati con memoria dello 0,75% (9% annuo). La barriera premio e per il rimborso del capitale è al 50% degli strike. Autocall da agosto 2027, con trigger fisso 100% e poi step down del 1% mensile. La data di scadenza è prevista per agosto 2029.
  • Certificato Cash Collect ISIN IT0006778119: basket worst of composto da quattro blue chip italiane UniCredit, Eni, Moncler e Ferrari. Il prodotto paga premi condizionati con memoria dello 0,834% (10% annuo). La barriera premio e per il rimborso del capitale è al 40% degli strike. Autocall da agosto 2027 con trigger fisso 100% e poi step down del 1% mensile. La data di scadenza è prevista per agosto 2029.

Barriere ragionate sulla volatilità implicita, correlazione e dividendi

I due prodotti, come abbiamo detto, presentano un buon profilo rischio rendimento e, a nostro avviso, sono due soluzioni che ben si inseriscono all’interno di portafogli per la parte certificates italia. Ma come possiamo capire se il rapporto rischio rendimento di un certificato è adeguato? Sicuramente si parte dal guardare il rapporto tra volatilità implicita e barriere premi e scadenza. Ma non solo, anche correlazione e dividendo.

Partiamo dal primo basket, dedicato ai finanziari italiani con una selezione di società molto efficienti e leader nel rispettivo ambito.

Per prima cosa dobbiamo capire cos’è la volatilità implicita e dunque come leggere il rapporto tra questo indicatore e la barriera. Facciamola semplice. La volatilità implicita a 1 anno è la volatilità stimata dal mercato a 1 anno. Ovvero quanto il mercato si attende che quei titoli si muoveranno. Se, come nel caso di Intesa Sanpaolo, la volatilità implicita è circa del 24%, significa che il mercato crede oggi che, con una probabilità del 68% (quindi molto alta), il titolo potrà fare da qui ad un anno + o -24%. Dunque, potrà crescere o decrescere del 24%. Questo è un dato fondamentale da considerare e confrontare con la barriera perché permette di ragionare sul rischio implicito del prodotto. Una barriera al 50% su un prodotto come l’ISIN IT0006778127 permette un bel buffer protettivo sia per le stime attuali di volatilità del mercato (appunto il 24% di vola stimata), sia per improvvisi cambi di sentiment che possono far incrementare anche la volatilità implicita.

Oltre alla volatilità, va considerata almeno anche la correlazione tra titoli che ci dice quanto questi si muovono insieme e il dividendo. Anche questi elementi ci aiutano a capire l’efficienza di un prodotto. In un basket worst of, infatti, avere titoli che si muovono nella stessa direzione è più difensivo rispetto ad avere titoli di diversi settori che si muovono con una maggiore dispersione. Perché? Perché comanda il peggiore. Se tutti i titoli sono dello stesso settore è più difficile che a scadenza un titolo possa inficiare il buon esito del prodotto. Con quattro titoli tutti di settori diversi, è più probabile che uno dei titoli del basket possa prendere una strada fortemente ribassista e quindi chiudere sotto barriera. Detto questo, una buona correlazione è intorno o sopra lo 0,60/0,65. Il certificato ISIN IT0006778127 presenta una situazione mista con alcuni titoli molto correlati e altri meno. Anche per questo, una barriera profonda al 50% viene incontro all’investitore. Una correlazione maggiore ovviamente avrebbe portato con sé un rendimento minore.

Altro tema sempre da considerare è il dividendo. Come sappiamo, quando una società stacca il dividendo, il prezzo del certificato non si muove, ma il titolo scende e si avvicina alla barriera. Un titolo con un alto dividendo aiuta l’emittente nella strutturazione ma incrementa il rischio. Un titolo con un divend yield stimato elevato, ad esempio del 10% per i prossimi 3 anni, parte già con un calo atteso in tre anni del 30%. Una barriera al 70% sarà dunque estremamente rischiosa. Perché, pronti via, senza che il titolo si muova, siamo già a barriera. Se poi la performance dovesse essere negativa, l’investitore si troverà sotto barriera a scadenza. Nel basket, Intesa è il titolo con il più alto dividend yield stimato nei prossimi anni circa del 7% (-21% in tre anni).

Ne risulta dunque che il certificato ISIN IT0006778127 presenta un buon buffer di protezione per le attuali condizioni prezzate dal mercato e per le stime di volatilità attese su questi titoli. Chiaramente, le condizioni di mercato possono sempre cambiare e non bisogna comunque mai dimenticare che di equity si sta parlando, dove la componente di rischio rimane sempre elevata.

Stesso discorso possiamo fare per il certificato ISIN IT0006778119. Qui le cose cambiano perché la volatilità implicita ad 1 anno sale, con il titolo più volatile, Moncler, che raggiunge il 31,6%, mentre il dividend yield stimato nei prossimi tre anni più alto è ovviamente quello di UniCredit (5%). La correlazione è bassissima. Quindi il rischio rispetto al primo basket è maggiore sia in termini di volatilità che di correlazione, meno se guardiamo il dividendo. La barriera qui però è al 40%, dunque copre fino a cali del 60% del worst of. Anche in questo caso, la barriera, per le attuali condizioni di mercato appare ben posizionata. Il rendimento del 10% rende appetibile il prodotto anche dal punto di vista del rendimento. Il basket poi va contestualizzato perché Ferrari e Moncler, tra i titoli più volatili del basket hanno già lasciato sul terreno tanto. Moncler si trova proprio sulla parte bassa di un trading range avviato a fine 2020. Quindi un’area di supporto chiave. Ferrari sembra aver costruito il bottom tra febbraio e maggio 2026 e sembrerebbe proprio che questa si sia conformata come area di accumulazione, con il titolo poi ripartito al rialzo. Eni e UniCredit stanno vivendo fase molto favorevole sui fondamentali e sono invece su top importanti. Ma ancora una volta una barriera 40% alle attuali condizioni di mercato appare ben posizionata.

Inoltre, i due basket non hanno sovrapposizioni, quindi possono essere inseriti insieme in portafoglio. Regola aurea, infatti, è non avere mai certificati con lo stesso sottostante nel portafoglio. Questo perché chi comanda appunto è il worst of. Dunque, se il titolo worst of è lo stesso in diversi basket, tutti contemporaneamente mi andranno in sofferenza, moltiplicando le perdite.

Analizziamo allora le caratteristiche dei due prodotti proposti dall’emittente spagnolo.

Barriere profonde e titoli di qualità per puntare sui finanziari italiani

Le strutture dei due prodotti sono molto semplici e simili. Classici Memory Cash Collect con barriere profonde.

Il certificate ISIN IT0006778127 ha come basket worst of quattro titoli: Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e Fineco. Il certificato paga premi con memoria pari allo 0,75% (9% annuo), condizionati ad una barriera posta al 50% degli strike, valida anche a scadenza per il rimborso del capitale. Ricordiamo che la memoria implica la possibilità di recuperare premi eventualmente non pagati in successive date di pagamento se i titoli sono sopra barriera in una delle future date di osservazione. Questo è vero fino a scadenza inclusa.

Il prodotto poi propone un autocall da agosto 2027 con trigger al 100% e poi step down del 1% mensile, fino al 77%. Il prodotto, dunque, punta a pagare almeno un anno di cedole e poi se tutti i titoli saranno sopra il trigger autocall il certificato potrà essere rimborsato anticipatamente a 1.000 euro, più ultimo premio ed eventuali premi non pagati.

A scadenza, il 27 agosto 2029, gli scenari possibili sono due:

  • se il worst of è sopra barriera 50%, il certificato rimborsa il nominale, più l’ultimo premio ed eventuali premi non pagati.
  • se invece il worst of è sotto barriera, il certificato paga la performance del peggiore. Quindi se, ad esempio, il worst of ha perso il 60%, il certificato rimborsa 400 euro e si perdono i premi eventualmente in memoria.

Barriera 40% e premio a doppia cifra per puntare su blue chip italiane

Il certificate ISIN IT0006778119 ha come basket worst of quattro titoli: UniCredit, Eni, Moncler e Ferrari. Il certificato paga premi con memoria pari allo 0,834% (10% annuo), condizionati ad una barriera posta al 40% degli strike, valida anche a scadenza per il rimborso del capitale. Ricordiamo che la memoria implica la possibilità di recuperare premi eventualmente non pagati in successive date di pagamento se i titoli sono sopra barriera in una delle future date di osservazione. Questo è vero fino a scadenza inclusa.

Il prodotto poi propone un autocall da agosto 2027 con trigger al 100% e poi step down del 1% mensile, fino al 77%. Il prodotto, dunque, punta a pagare almeno un anno di cedole e poi, se tutti i titoli saranno sopra il trigger autocall, il certificato potrà essere rimborsato anticipatamente a 1.000 euro, più ultimo premio ed eventuali premi non pagati.

A scadenza, il 27 agosto 2029, gli scenari possibili sono due:

  • se il worst of è sopra barriera 40%, il certificato rimborsa il nominale, più l’ultimo premio ed eventuali premi non pagati.

se invece il worst of è sotto barriera, il certificato paga la performance del peggiore. Quindi se, ad esempio, il worst of ha perso il 70%, il certificato rimborsa 300 euro e si perdono i premi eventualmente in memoria.


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