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UniCredit sui top dal 2011. Come investirci con una barriera al 40%

Occhi puntati sul nuovissimo Cash Collect per puntare su UniCredit (ISIN XS2795005987). Premi mensili con memoria dello 0,55% (6,6% annuo), a fronte di barriere molto profonde al 40%. Durata 3 anni.

Autore: Giulio Visigalli
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Tra i titoli più performanti e chiacchierati dell'ultimo anno a Piazza Affari troviamo senza ombra di dubbio UniCredit. Dai minimi del 2022, il colosso guidato da Orcel è riuscito a mettere a segno una vigorosa cavalcata di circa il +350%, riportandosi così sui livelli massimi dal 2011.

Ma dopo questo notevole e repentino rialzo, molti investitori potrebbero essere più cauti nel voler acquistare direttamente il titolo sottostante. Anche perché, dopo gli ultimi dati macroeconomici il mercato è tornato a scommettere, sia per l'Europa che per gli Stati Uniti, due ritocchi al ribasso del costo del denaro da qui a fine anno, portando così ad un inevitabile e graduale riduzione dei margini di profitto del comparto bancario.

Allo stesso tempo, chi già ha in portafoglio le azioni di UniCredit potrebbe essere soddisfatto dei profitti realizzati, valutando così di monetizzare il guadagno ottenuto, o almeno in parte, per reinvestirlo in soluzioni alternative.

Ecco perché nasce il Cash Collect Single Name su UniCredit, uno strumento che permette di puntare sul titolo senza però prendersi il rischio di avere un'esposizione diretta e totalmente direzionale. Il tutto con un ottimo mix tra rischio e rendimento, dato che il certificato ISIN XS2795005987 paga cedole mensili con memoria dello 0,55% (6,6% annuo), condizionate ad una barriera di protezione molto profonda al 40% dai livelli iniziali. In questo modo l'investitore continuerà ad essere remunerato mensilmente purché UniCredit non crolli di oltre il 60% dal prezzo di riferimento iniziale, un'eventualità che, come vedremo tra poco, è altamente improbabile alla luce anche del news flow, della market cap, del bilancio e delle solide prospettive sui business del Gruppo.

Puntare su UniCredit. Si, ma con un Cash Collect con barriere al 40%

Dopo aver chiuso il 2023 in cima al paniere principale di Borsa Italiana, anche nel 2024 UniCredit non ha affatto perso il suo appeal, dato che nella sola metà di quest’anno ha già guadagnato oltre il +50%. Una performance che metterebbe alla prova qualunque investitore sul da farsi della propria posizione, a maggior ragione per chi è azionista della società dal 2016-2022!.

Un contesto ideale per un prodotto che permette all’investitore di essere remunerato mensilmente, a condizione che UniCredit non crolli di oltre il 60% nei prossimi tre anni. Si tratta del nuovo Memory Cash Collect emesso ieri (11/07/24) da BNP Paribas che, oltre alla qualità del titolo sottostante, vanta un'invidiabile barriera al 40% dal livello inziale (strike 16/07/2024), livello profondo valido sia per l’ottenimento delle cedole, sia per il rimborso del capitale a scadenza. Un'ampia protezione che è comunque ricompensata da cedole mensili con memoria dello 0,55%, arrivando così a offrire quasi il 20% nei tre anni di vita (scadenza 16/07/2027). Prezzo attuale 100 euro.

La presenza dell’effetto memoria sulle cedole mensili implica che, se in corrispondenza di una data non si sono verificate le condizioni per il pagamento (ovvero il posizionamento di UniCredit sotto la sua barriera al 40%), il premio non verrà perso, ma resterà nella memoria del certificate per poi essere pagato alla prima data di osservazione successiva in cui UniCredit quoterà nuovamente sopra la sua barriera.

Inoltre, lo strumento potrà essere richiamato anticipatamente dall'emittente con il meccanismo di autocall a partire da luglio 2025 e trigger fisso al 100% dello strike.

Ricordiamo infine che il certificato ISIN XS2795005987 è efficiente anche dal punto di vista fiscale visto che le sue cedole mensili generano redditi diversi dunque compensabili con eventuali minusvalenze in portafoglio.

UniCredit torna sui massimi degli ultimi 13 anni

Rimane nell’occhio del ciclone UniCredit che la settimana scorsa ha guadagnato quasi il 7%, anche in scia alle voci M&A all’orizzonte. “M&A è una possibilità, non una scelta obbligata" ha commentato l’AD Orcel, il quale chiarisce di essere si disposto a valutare eventuali opportunità M&A, ma a condizioni economiche favorevoli. “Se non troveremo target in linea con i nostri obiettivi strategici, continueremo a riacquistare la nostre azioni", aggiunge l’Amministratore Delegato.

Intanto, in attesa della pubblicazione dei conti semestrali e del secondo trimestre, in pubblicazione il 23 luglio, gli analisti di Equita hanno alzato il target price su UniCredit portandolo a 43 euro, confermando la raccomandazione buy sul colosso di Gae Aulenti. In particolare, la Sim si attende un secondo trimestre “solido e consistente” con la guidance sull’utile netto 2024 a oltre 8,5 miliardi di euro. Rimangono positive anche le prospettive per la seconda metà dell’anno e questo nonostante l’atteso calo delle commissioni e il leggero incremento dei costi operativi rispetto la prima parte dell’anno. Per tutto il 2024, ora Equita stima “un net income di 8,7 miliardi e oltre gli 8 miliardi per i prossimi anni”.

Dal punto di vista tecnico, dopo la volatilità e le prese di profitto (-11%) che hanno contraddistinto la settimana post elezioni europee (10-14 giugno), il titolo ha subito rialzato la testa tornando in poco tempo nuovamente nei pressi dei precedenti massimi. Infatti, nelle ultime tre settimane UniCredit ha messo a segno un rialzo di circa il +14% e da cinque sedute sta consolidando l’area dei 36 euro.

Barriera al 40% su livelli molto profondi

Lo strumento fisserà la sua data di strike il prossimo 16 luglio, ma come possiamo vedere dal grafico qui sotto, dai prezzi attuali la barriera al 40% sarebbe posizionata a circa 14,7 euro. Un livello che permette all’investitore di avere una certa tranquillità dato che si trova al di sotto importanti aree supportive anche dal punto di vista volumetrico.

Principali supporti: 32€; 30€; 24-25€; 18-19€

Principali resistenze: 37€; 40€

Gli scenari a scadenza:

Come dicevamo, lo strumento di oggi (ISIN XS2795005987) potrebbe anche non arrivare a scadenza in caso di Autocall. Tuttavia, se arriva alla sua data di valutazione finale, per gli investitori saranno possibili due scenari alternativi:

  • Se UniCredit quoterà a scadenza al di sopra o allo stesso livello della sua barriera al 40% (e quindi non sarà crollato di oltre il 60% dal prezzo iniziale), allora l’investitore riceverà l’ultima cedola mensile e gli verranno pagate anche tutte le cedole eventualmente trattenute in memoria. In tal caso, il certificate sarà rimborsato al 100% del valore nominale (100 euro).
  • Al contrario, se malauguratamente UniCredit si dovesse trovare a scadenza al di sotto della barriera al 40%, allora non sarà pagata l’ultima cedola, ma neanche le cedole eventualmente ancora trattenute nella memoria dello strumento. Il certificate sarà così rimborsato in modo proporzionale alla performance del titolo. Ipotizzando quindi un crollo del 65% dallo strike, allora il rimborso sarà pari al 35% del valore nominale (35 euro).

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