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Un anno di premi fissi su banche: fino al 40% in 3 anni e barriere 40%

Due nuovi certificati Santander su banche italiane ed europee: 12 premi fissi mensili, barriera di protezione al 40% e rendimenti fino al 13,56% annuo.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
immagine di tanti palazzi che rappresentano le banche

Un anno intero di premi fissi, una barriera di protezione al 40% e un emittente di alto standing dal calibro di Santander. Sono questi i punti di forza dei due nuovi certificati a 12 Premi Fissi emessi da Santander, pensati per chi vuole cavalcare il settore bancario incassando premi certi nel primo anno e con un ampio cuscinetto di protezione per i premi successivi e a scadenza.

Le banche europee vengono da un rally eccezionale: nel 2025 l'indice Stoxx 600 Banks ha guadagnato circa il 67% e anche nel 2026 ha proseguito la corsa, con un progresso di circa il 20% da inizio anno (a fine luglio). Un allungo che porta molti analisti a parlare di valutazioni ormai tirate, ed è proprio in questo contesto che una struttura con premi fissi e barriera profonda può offrire un profilo rischio/rendimento molto interessante per chi cerca un flusso cedolare. La struttura dei due panieri è identica, cambiano i sottostanti di riferimento:

  • Uno dedicato alle banche italiane - ISIN IT0006777723 - (Banco BPM, MPS, UniCredit, BPER) con un rendimento potenziale dell'11,16% annuo.

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  • L'altro alle banche europee - ISIN IT0006777715 - (MPS, Commerzbank, Deutsche Bank, Societe Generale) in grado di offrire fino al 13,56% annuo.

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Prezzo di emissione 1.000 euro, scadenza a 3 anni (3 agosto 2029) e possibilità di autocall dal 12° mese.

I due certificati a confronto

ISIN Sottostanti Premi Barriere Rimborso anticipato Prezzo Offer (Ask)
IT0006777723 Banco BPM - MPS - UniCredit - BPER 0,93% mensile con memoria (11,16% annuo). I primi 12 premi sono fissi 40% per i premi e a scadenza Autocall dal 12° mese e con trigger decrescente dell'1% 1.000 EUR
IT0006777715 MPS - Commerzbank - Deutsche Bank - Societe Generale 1,13% mensile con memoria (13,56% annuo). I primi 12 premi sono fissi 40% per i premi e a scadenza Autocall dal 12° mese e con trigger decrescente dell'1% 1.000 EUR



La struttura: 12 premi fissi, memoria e autocall decrescente

I primi 12 premi sono incondizionati

Il tratto distintivo di entrambi i prodotti è nel nome: i primi 12 premi mensili vengono pagati a ogni data di stacco indipendentemente dall'andamento dei titoli in paniere. Dalla prima cedola (settembre 2026) fino alla dodicesima (agosto 2027), l'investitore incassa il premio senza alcuna condizione da rispettare. Si tratta di premi incondizionati, pagati a prescindere dall'andamento dei titoli: nel primo anno valgono l'11,16% sul paniere italiano e il 13,56% su quello europeo (fatto salvo il rischio emittente).

Dal 13° mese i premi diventano condizionati a una barriera al 40%

A partire dal tredicesimo mese le cedole restano mensili ma vengono corrisposte a condizione che, alla data di osservazione, tutti i sottostanti quotano pari o al di sopra della barriera al 40% del rispettivo valore iniziale (strike). In altre parole, serve un crollo superiore al 60% di almeno un titolo per "saltare" il premio: una barriera decisamente ampia, che lascia molto margine anche in caso di storni del comparto.

L'effetto memoria: nessun premio è perso davvero 

Se a una data di osservazione la barriera non viene rispettata, il premio non è perso in via definitiva: resta "in memoria" e si accumula. Non appena, in una data successiva, la barriera torna a essere soddisfatta, l'investitore incassa in un'unica soluzione il premio corrente più tutti quelli non pagati in precedenza. La memoria trasforma un mancato pagamento in un semplice rinvio, a patto che tutti i titoli del paniere tornino sopra la rispettiva barriera al 40%.

L'autocall mensile dal 12° mese con trigger decrescente 

Dal dodicesimo mese scatta la possibilità di rimborso anticipato automatico (autocall): se a una data di osservazione tutti i sottostanti si trovano pari o sopra la soglia di riferimento, il certificato viene rimborsato a 1.000 euro più l'ultimo premio ed eventuali cedole in memoria. Il trigger è decrescente: parte dal 100% del valore iniziale alla prima osservazione (luglio 2027) e scende di un punto percentuale ogni mese, fino al 77% verso la fine della vita del prodotto. Con il passare del tempo diventa quindi progressivamente più facile che scatti il richiamo, anche su panieri che non sono tornati sui livelli di partenza.

Scenari a scadenza

Se il certificato arriva a scadenza (3 agosto 2029) senza essere mai stato richiamato, si aprono due scenari:

Se tutti i titoli quotano al di sopra della barriera a scadenza al 40% degli strike (ossia nessuno ha perso più del 60%), il certificato rimborsa il 100% del nominale, 1.000 euro, più l'ultimo premio ed eventuali cedole in memoria. Considerando l'intero flusso cedolare, il rendimento complessivo può arrivare fino al 33,48% lordo in tre anni sul paniere italiano e al 40,68% lordo su quello europeo.

Se invece il peggiore dei sottostanti si trova sotto la barriera al 40%, il rimborso è ridotto in proporzione alla sua performance, con possibile perdita parziale o totale del capitale. A questi importi si aggiungono comunque i premi fissi e quelli condizionati già incassati nel corso della vita del prodotto.

Trattandosi di certificati di investimento, i premi e l'eventuale capital gain rientrano nella categoria dei redditi diversi, consentendo la compensazione di eventuali minusvalenze in portafoglio.

L'emittente: Santander, uno standing elevato

Entrambi i certificati sono emessi da Santander International Products Plc con garanzia di Banco Santander S.A., uno dei maggiori gruppi bancari europei, con rating A+ (S&P), A1 (Moody's) e A+ (Fitch). Un profilo di alto standing che, pur non eliminando il rischio emittente/garante tipico di questi strumenti, rappresenta un elemento di solidità nella valutazione complessiva del prodotto.

Focus sui sottostanti

 

 

Questo certificato ha come sottostanti Banco BPM, MPS, UniCredit e BPER (ISIN IT0006777723) e paga un premio mensile dello 0,93% del nozionale, pari a un rendimento potenziale annuo dell'11,16%. La barriera premio e la barriera capitale sono al 40%,

I sottostanti in breve

Banco BPM

Importante gruppo bancario italiano, guidato dal CEO Giuseppe Castagna. Il titolo ha registrato una forte rivalutazione negli ultimi anni, beneficiando di un rendimento a dodici mesi (LTM) del 60,6% che porta la capitalizzazione di mercato a circa 24,4 miliardi di euro, con il prezzo attuale di 16,12 euro che si posiziona al di sopra del target price di consenso a 12 mesi fissato a 14,40 euro. La banca mostra una solida redditività, supportata da un utile netto rettificato di rilievo e da un interessante rendimento da dividendo lordo del 6,20%. Il consensus degli analisti risulta diviso (con giudizi bilanciati tra acquisto, mantenimento e vendita), mentre il momentum resta sostenuto da fondamentali solidi e da una costante attenzione alla remunerazione degli azionisti.

Banca MPS

Storica banca italiana attiva nei servizi commerciali e al dettaglio, guidata dal CEO Luigi Lovaglio. Il titolo ha beneficiato di un andamento fortemente positivo negli ultimi anni, registrando un rendimento a dodici mesi (LTM) del 74,3% che spinge la capitalizzazione di mercato a circa 35,2 miliardi di euro, con il prezzo corrente di 11,59 euro posizionato al di sopra del target price di consenso a 12 mesi fissato a 11,18 euro. La banca evidenzia una redditività in netta crescita, con un utile netto rettificato rilevante e un interessante rendimento da dividendo lordo del 7,42%. Il sentiment degli analisti risulta prevalentemente favorevole (con la maggioranza dei giudizi orientata all'acquisto), mentre il momentum resta sostenuto da solidi fondamentali e da una crescente attenzione alla remunerazione degli azionisti.

Unicredit

Principale gruppo bancario italiano per capitalizzazione, guidato dall'AD Andrea Orcel. Il titolo ha vissuto una forte rivalutazione negli ultimi dodici mesi (+41,5% di rendimento LTM), salendo fino a un prezzo di circa 83,90 euro (a ridosso dei massimi) e raggiungendo una capitalizzazione di mercato di 126,5 miliardi di euro, con un target price medio di consenso a 92 euro e revisioni recenti fino a 103 euro. La banca ha archiviato un utile netto di 2,91 miliardi di euro nel secondo trimestre 2026 (superando le stime del mercato) e punta a un utile di oltre 11,5 miliardi nell'intero anno, guidando un piano di consolidamento e integrazione su Commerzbank che punta a spingere l'utile a 15 miliardi entro il 2028 con un RoTE superiore al 20%. Il momentum resta eccezionalmente favorevole, sostenuto da un'efficienza ai vertici del settore (cost/income al 34,3% nel primo semestre), da un solido consenso degli analisti (72,7% Buy) e da una generosa politica di remunerazione degli azionisti con un payout confermato all'80%.

BPER Banca

Gruppo bancario italiano guidato dal CEO Gianni Franco Papa. Il titolo ha vissuto un'importante accelerazione negli ultimi dodici mesi (+85,2% di rendimento LTM), portandosi a un prezzo di circa 14,52 euro e raggiungendo una capitalizzazione di mercato di oltre 30,2 miliardi di euro, a ridosso del target price di consenso fissato a 14,86 euro (con stime alzate a 15,00 euro e punte fino a 15,90 euro). La banca evidenzia una traiettoria di utili in costante crescita, sostenuta dall'integrazione di BPSO e da stime sull'utile netto 2026 pari a 2,36 miliardi di euro, in vista della presentazione del nuovo business plan e dei risultati del secondo trimestre fissata per il 6 agosto.

 

 

 

Questo certificato ha come sottostanti MPS, Commerzbank, Deutsche Bank e Société Générale (ISIN IT0006777715) e paga un premio mensile dell'1,13% del nozionale, pari a un rendimento potenziale annuo del 13,56%. La barriera premio e la barriera capitale sono al 40%.

Commerzbank

Il titolo ha registrato un'ottima performance negli ultimi dodici mesi, con un rendimento (LTM) del 25,1%, raggiungendo una capitalizzazione di mercato di circa 41,7 miliardi di euro e un prezzo di 38,55 euro, leggermente inferiore al target price medio di consenso a 12 mesi di 41,13 euro, che implica un potenziale di rialzo di circa il 6,7%. La banca presenta fondamentali solidi, con una redditività in costante crescita: i ricavi sono aumentati fino a oltre 13 miliardi di euro, mentre l'utile netto è salito a circa 2,8 miliardi nel 2025, con gli analisti che prevedono un ulteriore miglioramento degli utili e un EPS atteso di 3,09 euro nel 2026 e 3,77 euro nel 2027. Il consenso degli analisti resta favorevole, con il 57,9% delle raccomandazioni orientate all'acquisto, il 31,6% al mantenimento e solo il 10,5% alla vendita, confermando un sentiment complessivamente positivo sulle prospettive del gruppo.

Deutsche Bank

Il titolo ha registrato una buona performance negli ultimi dodici mesi, con un rendimento (LTM) del 18,2%, raggiungendo una capitalizzazione di mercato di circa 61,3 miliardi di euro e un prezzo di 32,10 euro, inferiore al target price medio di consenso a 12 mesi di 34,92 euro, che implica un potenziale di rialzo di circa l'8,8%. La banca presenta fondamentali solidi, con una redditività in crescita: i ricavi netti hanno superato i 35,4 miliardi di euro nel 2025, mentre l'utile netto rettificato si è attestato a circa 6,38 miliardi di euro, con gli analisti che prevedono un ulteriore miglioramento degli utili e un EPS atteso di 3,30 euro nel 2026 e 3,86 euro nel 2027. Il consenso degli analisti si mantiene favorevole ed equilibrato, con il 45,8% delle raccomandazioni orientate all'acquisto, un pari 45,8% al mantenimento e solo l'8,3% alla vendita, confermando un sentiment complessivamente positivo sulle prospettive del gruppo.

Societe Generale

Il titolo ha registrato un'ottima performance negli ultimi dodici mesi, con un rendimento (LTM) del 57,9%, raggiungendo una capitalizzazione di mercato di circa 62,4 miliardi di euro e un prezzo di 83,09 euro, inferiore al target price medio di consenso a 12 mesi di 86,57 euro, che implica un potenziale di rialzo di circa il 4,2%. La banca presenta fondamentali solidi, con una redditività in crescita: i ricavi netti sono saliti a oltre 32,2 miliardi di euro nel 2025, mentre l'utile netto rettificato si è attestato a circa 5,29 miliardi, con gli analisti che prevedono un ulteriore andamento positivo degli utili e un EPS atteso di 7,93 euro nel 2026 e 9,01 euro nel 2027. Il consenso degli analisti resta nettamente favorevole, con il 62,5% delle raccomandazioni orientate all'acquisto, il 29,2% al mantenimento e solo l'8,3% alla vendita, confermando un sentiment complessivamente positivo sulle prospettive del gruppo.


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