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Trump, Cripto e AI: ecco i single stock ad alto rendimento

Con la nomina di Trump parte un’età dell’oro per il mondo delle criptovalute e dell’AI. Ecco due certificati single stock ad alto rendimento su CoinBase (19% pa) e Arm Holding (13,5% pa).

Autore: Michele Fanigliulo
Il Boom delle Criptovalute Frodi e Strategie di Protezione

Per chi è a caccia di alto rendimento, oggi vi presentiamo due certificati Memory Cash Collect emessi da Natixis su single stock. Due prodotti gemelli dedicati a società tecnologiche che promettono rendimenti cedolari molto alti. Ci riferiamo al certificato ISIN IT0006767732 che ha come sottostante CoinBase Global e a quello ISIN IT0006767740, dedicato invece ad Arm Holding. Due società che hanno visto nell’ultimo anno i riflettori accesi su di loro, con performance monstre e che godono in questo momento del favore, indiretto, di uno degli uomini più potenti della Terra: il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il tycoon, infatti, considera strategico lo sviluppo delle criptovalute e dell’intelligenza artificiale. Un’età dell’oro che si può tradurre in opportunità per gli investitori.

I rendimenti promessi dai due prodotti sono veramente stellari per essere single stock. Il certificato dedicato a CoinBase paga infatti il 19% annuo (sotto forma di premi mensili del 1,58%), mentre il secondo, con sottostante Arm Holding, paga il 13,5% (premi mensili del 1,125%). La barriera per il premio e a scadenza per il rimborso del nominale è collocata al 50% degli strike (fissati il 20 febbraio), quindi profonda, anche se va ricordato che i due titoli sono molto volatili. La maturity invece è molto corta, a due anni (marzo 2027). Elemento interessante perché implica una vita del prodotto in simultanea ai primi due anni di mandato Trump, dove il tycoon sarà sicuramente più forte. Che dire allora, entriamo nei dettagli di questi due prodotti.

Alto rendimento e barriere al 50%: i due single stock su CoinBase e Arm

Quelli di cui vi parliamo oggi sono due prodotti con struttura molto semplice, per chi è abituato a giostrare con i certificati potremmo definirli dei plain vanilla. Due Memory Cash Collect a barriere profonde al 50%, durata due anni e autocall trimestrale a partire da agosto 2025 con trigger fisso al 100%. Da questo punto di vista niente di nuovo o caratteristico. Quello su cui questi due prodotti fanno la differenza è l’altissimo rendimento pagato pur essendo dei single stock. Certo sono titoli ad alta volatilità implicita, dunque adeguati ad un pubblico con profilo di rischio mediamente più alto, ma comunque supportati da barriere profonde al 50% e un momentum positivo grazie all’elezione di Trump.

A scadenza il meccanismo è il solito di tutti i Memory Cash Collect. Se il titolo sarà al di sopra della barriera il certificato pagherà il nominale di 1000 euro, più l’ultimo premio ed eventuali premi non pagati. Se invece il titolo dovesse trovarsi al di sotto della barriera si sarà esposti alla performance negativa del titolo. Se le azioni avranno perso il 60%, il certificato rimborserà 400 euro.

Certificato ISIN IT0006767732 su Coinbase

Partiamo dal prodotto a rendimento stellare. Il certificato ISIN IT0006767732 con sottostante CoinBase Global che paga una cedola mensile del 1,58%, pari ad un rendimento cedolare annuo del 19% circa. La barriera, come abbiamo detto, è collocata al 50% degli strike (prezzi di chiusura di giovedì 20 febbraio. La maturity è a due anni con scadenza 8 marzo 2027, mentre il certificato può essere rimborsato da agosto 2025 con trigger fisso al 100% dello strike. Analizziamo dunque al titolo.

CoinBase Global è una società americana che gestisce una piattaforma di scambio di criptovalute e che attualmente capitalizza 65 miliardi. Fondata nel 2012 da Brian Armstrong e Fred Ehrsam, è diventata una delle più grandi piattaforme di questo tipo al mondo. Il quarto trimestre 2024 è stato molto forte, con un fatturato totale di 2,3 miliardi di dollari, in crescita del 138% rispetto all'anno precedente, la società ha battuto il consenso di 435 milioni di dollari. L’EPS si è attestato a 4,68 dollari, superiore alle previsioni. Solida la performance del trading, con volumi nel quarto trimestre pari a 439 miliardi di dollari, in crescita del 137%; ricavi da transazioni al consumo pari a 1,3 miliardi di dollari, in crescita del 179% e ricavi da trading istituzionale pari a 141 milioni di dollari, in crescita del 156%. Le sottoscrizioni e i servizi sono cresciuti del 15% a 641 milioni di dollari, grazie allo slancio positivo dell'offerta “Coinbase One”. Ci sono ancora preoccupazioni da parte degli operatori sulla reale capacità del Gruppo di mantenere il ritmo dell'ultimo trimestre, che è stato ampiamente favorito dal successo di Donald Trump e dalla posizione favorevole alle criptovalute della sua amministrazione. Riteniamo tuttavia che si debbano considerare importanti catalizzatori a breve termine: la società ha ancora forti prospettive di inclusione nell'S&P 500 nel 2025 (potenzialmente già a marzo), il che sosterrà meccanicamente la valutazione; la nuova leadership della SEC è molto più favorevole all'ecosistema delle criptovalute e probabilmente creerà le condizioni normative per una più rapida espansione istituzionale attraverso un approccio più aperto e collaborativo con il settore. La performance del titolo, infatti, è molto legata al nuovo ordine esecutivo firmato da Trump qualche giorno dopo l’insediamento, quando si è dimesso Gary Gensler, il capo della SEC. L’ ordine esecutivo stabilisce che bisogna creare un gruppo di lavoro per sviluppare le criptovalute. C’è dunque un supporto molto forte di Trump a promuovere lo sviluppo delle criptovalute, tanto da mettere a capo della SEC Paul Atkins molto favorevole a queste.

Il consensus, infatti, è positivo sulla società con 15 buy, 15 hold e 2 sell. Target price a 335,5 usd, con un upside sui prezzi attuali del 30%. Attese in crescita anche fatturato e utili nei prossimi anni, così come il free cash flow che è positivo e atteso in aumento nel triennio.

Se guardiamo graficamente il titolo, è evidente come le elezioni di Trump abbiano giocato a favore della società. Infatti, proprio a novembre, in contemporanea alle elezioni USA, le azioni sono schizzate verso 350 usd. Il primo supporto è in area 250 usd, mentre quello chiave è molto più in basso nel grafico a 150 usd. Importante che la barriera del certificato (vedi linea rossa nel grafico) sia al di sotto di questo livello, ovvero a 128,29 usd. Dunque, anche da un punto di vista grafico il certificato si propone con un senso e una certa logica.

Certificato ISIN IT0006767740 su Arm Holdings

Il certificato ISIN IT0006767740 con sottostante Arm Holdings paga una cedola mensile del 1,125%, pari ad un rendimento cedolare annuo del 13,5% circa. La barriera come abbiamo detto è collocata al 50% degli strike (prezzi di chiusura di giovedì 20 febbraio. La maturity è a due anni con scadenza 8 marzo 2027, mentre il certificato può essere rimborsato da agosto 2025 con trigger fisso al 100% dello strike. Come dicevamo, il rendimento proposto è funzione di un titolo volatile, dunque anche questo certificato è adeguato a chi ha una propensione al rischio piuttosto alta. A scadenza il meccanismo è il medesimo del prodotto su CoinBase.

Anche per Arm Holdings l’era Trump si traduce in un’età dell’oro. La società, infatti, genera ricavi da licenze e royalty sulle architetture di sistema dei semiconduttori nel settore globale degli smartphone, ma sta cercando sempre più di posizionarsi come attore chiave nei settori dell'IA, dei data center, dell'automotive e dell'IoT. Per questo ricordiamo il progetto Stargate lanciato da Trump, un’iniziativa colossale che punta a rivoluzionare il panorama tecnologico globale. Il progetto coinvolge OpenAI, Oracle, Softbank e il fondo emiratino Mgx, con un impegno economico straordinario: 500 miliardi di dollari, destinati a creare un’infrastruttura senza precedenti per la creazione di data center e infrastrutture di calcolo avanzate, necessarie a garantire la leadership americana nell’intelligenza artificiale. Non solo, dobbiamo citare anche il nuovo ordine esecutivo sull’intelligenza artificiale (IA) firmato il 23 gennaio, che definisce le nuove priorità degli Stati Uniti in materia di intelligenza artificiale. Una mossa degli USA che sottolinea l’importanza dell’IA per mantenere il dominio globale degli Stati Uniti, promuovere l’innovazione e garantire la sicurezza nazionale. Lo si vede bene dagli ultimi dati trimestrali che hanno battuto nettamente le attese degli analisti sia per il fatturato che per l’EPS. Gli analisti sono molto positivi sul titolo con 25 buy, 14 hold e 4 sell. Target price 163,79 usd e un upside del 9% sui prezzi attuali. Anche per Arm Holdings gli analisti si attendono ricavi e utili in crescita decisa nel triennio e il free cash flow è positivo e atteso in incremento nel periodo.

Tecnicamente Arm è inserito in un canale rialzista avviato ad agosto 2024. Intorno ai 120 dollari vede il primo supporto statico anche se il più importante è a 94 dollari, dove si trova anche il gap up. Positivo che la barriera al 50% del certificato si collochi a 75,42 usd, sotto la parte bassa del gap (vedi linea rossa sul grafico).


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