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Tre colossi Usa per puntare sul ritorno di Trump. Protezione e cedole
Nuovo Cash Collect su da tre colossi rappresentativi di tre settori resilienti nel nuovo contesto politico statunitense. Cedole mensili dello 0,94% (11,28% p.a.), con barriera profonda al 50%.

Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca non solo ridefinisce l'agenda politica della prima potenza economica mondiale, ma accende anche nuove prospettive promettenti per i mercati azionari. Da questo punto di vista è emblematico quanto è già successo sui principali listini azionari di Wall Street che hanno prontamente reagito alla vittoria dei repubblicani balzando su nuovi massimi storici.
In questo contesto, l'emittente inglese Barclays ha colto l'occasione per lanciare su Borsa Italiana un nuovo certificato pensato proprio per capitalizzare al meglio il nuovo sentiment di mercato, il tutto senza rinunciare ad un approccio prudente. Stiamo parlando del Memory Autocall Cash Collect (ISIN XS2885733019) che punta sul basket worst of composto da Tesla, JP Morgan e Eli Lilly, tre leader di mercato che potrebbero continuare a performare bene durante il nuovo mandato di Trump. Ma prima di approfondire l'andamento e il potenziale strategico dei tre titoli del paniere, andiamo ad esaminare tutte le caratteristiche che rendono il prodotto di oggi un'opzione d'investimento dal profilo di rischio-rendimento particolarmente interessante. Prezzo attualmente poco sotto la parità a 99,5 euro.
Cedole mensili dello 0,94% e barriera al 50% (+33,8% in 3 anni)
Oltre alla scelta oculata dei titoli, e poi ne analizzeremo le motivazioni, il prodotto ISIN XS2885733019 si caratterizza per la sua semplicità e per l'alto rendimento potenziale. Questo perché già a partire da dicembre di quest'anno pagherà cedole mensili con memoria dello 0,94%, ovvero di 0,94 euro visto il valore nominale di 100 euro.
Tali premi saranno però condizionati al rispetto di una barriera di protezione profonda al 50% dei valori di riferimento inziali (strike), un livello valido anche per il rimborso del valore nominale a scadenza. Detto in altri termini, per aver diritto a ricevere i premi mensili basterà che, nelle relative date di osservazione, nessuno dei tre sottostanti registri una perdita superiore al 50% dai rispettivi livelli di strike. Uno scenario molto poco probabile, salvo eventi straordinari e imprevedibili (come il Covid-19), considerando anche l'orizzonte temporale relativamente breve di tre anni e la solidità dei titoli del paniere.
Sui premi è inoltre importante tenere in considerazione che sono tutti dotati di "effetto memoria", una features che permette all'investitore di recuperare una o più cedole non pagate in precedenza a causa del non verificarsi della condizione necessaria per il pagamento della cedola (i.e. uno o più sottostanti al di sotto della barriera). In tal senso, sarà sufficiente che all'ultima data di osservazione (novembre 2027), tutti e tre i sottostanti avranno una quotazione sopra la barriera al 50%, per incassare tutte le cedole previste dal prodotto, arrivando così ad un rendimento del +33,84% nei tre anni di vita (+11,28% potenziale annuo).
Il prodotto è inoltre dotato di "opzione Quanto", risultando così essere in euro nonostante la quotazione dei titoli sia espressa in dollari.
Autocall da agosto 2025
Il nuovo Cash Collect di Barclays (ISIN XS2885733019) avrà anche la possibilità di essere richiamato anticipatamente tramite meccanismo di Autocall con trigger fisso al 100% degli strike. Infatti, a partire da agosto 2025 e nelle stesse date di osservazione dei coupon mensili, se tutti i sottostanti saranno osservati con dei prezzi pari o superiori ai rispettivi valori inziali (trigger al 100% degli strike), il certificato verrà rimborsato anticipatamente al valore nominale (100 euro), a cui va ovviamente aggiunta la relativa cedola e quelle eventualmente non pagate in precedenza grazie all'effetto memoria.
Qui di seguito troviamo uno specchietto del calendario delle cedole previste, che tra l'altro ricordiamo essere assoggettabili dal punto di vista fiscale come “redditi diversi”, permettendo così la compensazione di eventuali minusvalenze pregresse in portafoglio.
Durata di 3 anni (novembre 2027)
Se il Memory Cash Collect (ISIN XS2885733019) non dovesse essere rimborsato anticipatamente, arriverà alla sua data di scadenza naturale prevista per il 22 novembre 2027 dove saranno possibili due scenari alternativi:
- Se alla data di osservazione finale tutti e tre sottostanti dovessero essere osservati con valori superiori al livello barriera a scadenza, prevista al 50% del fixing iniziale, il certificato rimborserà 100% del valore nominale a cui verrà aggiunta l'ultima cedola, oltre che tutte quelle non eventualmente non pagate in precedenza (effetto memoria).
- Nel caso in cui invece il prezzo di anche un solo titolo del paniere dovesse risultare a scadenza sotto la barriera, il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Se ad esempio ipotizziamo che il titolo peggiore dei tre sia crollato a scadenza del 70% dal suo valore iniziale, allora il certificato sarà rimborsato al 30% del valore iniziale, ovvero 30 euro a certificato.
Non ci resta ora che analizzare i tre titoli del paniere, soffermandoci in particolare sui possibili market mover e sull'analisi dell'andamento dei prezzi e delle relative barriere di protezione al 50%.
Tesla torna sopra i $300 con la vittoria di Trump
Prove di forza per il colosso delle auto elettriche, Tesla, che dal giorno delle elezioni presidenziali statunitensi ha già messo a segno un rimbalzo di circa il 37%, tornando così sopra i 300 dollari ad azione (+35% da inizio anno).
Come è facile immaginare, i motivi dietro questo ultimo rally sono in gran parte riconducibili al legame tra il Ceo di Tesla Elon Musk con l'amministrazione Trump. Ricordiamo infatti che l'imprenditore miliardario a capo di Tesla (oltre che di SpaceX e Twitter) non ha mai nascosto la sua preferenza per il repubblicano Trump, tanto da esporsi in prima linea per sostenere la sua campagna anche con massicce donazioni di denaro.
E così dopo il trionfo elettorale, Donald Trump ha riservato a Musk un posto di tutto rispetto all'interno della sua squadra di Governo. Musk è stato infatti nominato consigliere per l’innovazione, un ruolo che potrebbe consentigli di “pressare” ulteriori incentivi per il settore EV, portando così il titolo verso nuove vette.
In questo contesto, è dunque plausibile aspettarsi che Tesla continuerà a beneficiare direttamente e indirettamente dalla nomina di Trump. Solo ieri Bloomberg ha riportato che tra le priorità del Dipartimento dei Trasporti del neoeletto Presidente Trump ci sarebbe l’introduzione di alcune normative federali per facilitare l’adozione della guida autonoma nei diversi Stati. Se così fosse sarebbe un ulteriore passo avanti per Tesla, vero e proprio pioniere nella progettazione di auto prive di conducente.
Intanto, Musk ha recentemente annunciato che a partire dal 2026 prevede di produrre un gran numero di robotaxi Tesla completamente a guida autonoma.
Nel grafico qui sotto possiamo vedere l'andamento di Tesla su time frame settimanale e la sua relativa barriera di protezione al 50% per il certificato ISIN XS2885733019. In tal senso, la barriera si trova a a 160 dollari, livello al di sotto di diverse e importanti aree di supporto per i prezzi: 300 $, 230 $ e 200 $.
JP Morgan aggiorna il suo record storico
Le prospettive rimangono rosee per i colossi bancari americani, un comparto che oltre ad essere solido e ben impostato, è stato già il best performer nel post elezione di Trump del 2016. Questo perché Trump potrebbe portare con sé una svolta verso politiche più favorevoli per il sistema finanziario a stelle e strisce. Infatti, tra gli obiettivi economici di Trump ci sarebbe l'intenzione di alleggerire le regole imposte dopo la crisi del 2008. Qui si parla di andare verso ad una maggiore de-regolamentazione bancaria e quindi allentare le misure del Dodd-Frank Act in tema di requisiti su liquidità, oltre che di controllo dei rischi.
Ecco che in un contesto in cui si hanno meno regolamentazioni, si hanno meno vincoli da seguire e da qui la possibilità per molte banche americane di avere politiche più aggressive con potenziale maggiore redditività. Ovviamente alleggerire le misure di sicurezza significa anche avere rischi più alti, ma la reazione del mercato è stata molto positiva con la maggior parte dei big bancari Usa che hanno realizzato ampi rialzi.
Tra questi figura senza ombra JP Morgan che dalla seduta del 5 di novembre ha già guadagnato oltre l'11%, raggiungendo così nuovi massimi storici a 247 dollari (+44% da inizio anno). Questo è ben visibile dal grafico qui sotto che mostra l'andamento di JP Morgan su time frame settimanale di JP Morgan. Come vediamo la barriera è anche in questo caso molto profonda dato che si trova in area 122 dollari, un livello mai più raggiunto dall'ottobre del 2022.
La principale zona supportiva è in area 220 - 225 dollari e poi verso i 172 dollari.
Positivo anche il sentiment degli analisti, con il consensus di Bloomberg che evidenzia come la quasi totalità degli analisti che seguono il titolo rimangano in posizione "buy".
Il farmaco anti-obesità premia Eli Lilly. Target price in rialzo
Discorso un po' diverso per l'ultimo titolo del basket ISIN XS2885733019, ovvero il gigante del settore farmaceutico Eli Lilly. Sul titolo ha pesato la recete nomina a Segretario del Dipartimento della Salute di Robert Kennedy, uno scettico sui vaccini e che ha già promesso di apportare grandi cambiamenti al sistema sanitario statunitense. Al momento non sono ancora noti i dettagli di quelle che saranno le manovre di Kennedy, ma sembrerebbe abbastanza chiara l'intenzione di non abbassare il prezzo dei farmaci, una misura al contrario voluta dalla Harris.
Nonostante la flessione delle ultime sedute, la tendenza di medio-lungo periodo di Eli Lilly rimane ampiamente positiva, con il titolo che da inizio anno evidenzia ancora un progresso superiore al 25% (+143% dai livelli di fine 2022). Lascia ben sperare anche il sentiment degli analisti che seguono il titolo, con Bloomberg che riporta come la quasi totalità di essi rimanga in posizione "buy" (un solo "sell"), con il target price a un anno che è mediamente poco sotto all'area dei 1.000 dollari. Da questo punto di vista, l'analista più ottimista su Eli Lilly è quello di Citi che ha un prezzo obiettivo addirittura a 1.250 dollari, il che implicherebbe un rendimento potenziale superiore al 70%.
Ricordiamo infatti che il grande market mover per il titolo rimane il suo farmaco anti-obesità, i cui risultati hanno permesso ad Eli Lilly di mettere già a segno un'importante rally rialzista nel corso degli ultimi due anni.
Nel grafico qui sotto possiamo apprezzare l'andamento di Eli Lilly dal 2021 ad oggi. Come vediamo i prezzi hanno ritracciato dai massimi, in scia anche alla nomina di Kennedy e al momento si trovano al test dell'importante area di supporto a 722 dollari, un livello che già ad aprile di quest'anno aveva sorretto le quotazioni riproiettando così Eli Lilly verso il nuovo record di settembre di quest'anno.
Ecco che fissare oggi una barriera al 50% su Eli Lilly significa posizionarla su livelli molto profondi e che lasciano una certa sicurezza. Questo è il caso del certificato di oggi dove su Ely Lilly abbiamo una barriera coupon e a scadenza a quota 373 dollari, livelli di aprile 2023 e al di sotto delle importanti aree supportive prima a 720 dollari e poi verso i 530 dollari.
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