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Tra M&A e dazi, ecco il Fast sulle banche italiane che paga il 14%

Nuova duplice emissione Barclays: due Fast Cash Collect con focus sull'Italia. L'ISIN XS2938793119 paga premi mensili dell'1,17% (14% annuo) con barriera 55%. Autocall rapido con step down da aprile

Autore: Giulio Visigalli
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Riflettori puntati sui colossi bancari italiani, con la recente ondata M&A che si fa sempre più complessa. Non si tratta solo di offerte tra banche commerciali e d’investimento, ma anche di operazioni più ampie che coinvolgono anche i grandi gestori del risparmio e le compagnie assicurative. Insomma, l'intero panorama finanziario italiano è in fermento come non accadeva da molti anni, con numerose mosse strategiche che porteranno tutte verso un obiettivo comune più volte auspicato anche dall'Europa: il consolidamento del settore.

Ed è proprio su questo settore che l'emittente inglese Barclays ha deciso di quotare un nuovo certificato d'investimento dall'ottimo mix tra rischio e rendimento e con una struttura pensata per affrontare l'attuale scenario di mercato. Si tratta del Fast Cash Collect (ISIN XS2938793119) strutturato sul basket composto da quattro banche italiane: Banco BPM, BPER Banca, UniCredit e Banca MPS. I punti di forza? 

  • Premi mensili con memoria dell'1,17% (14,04% annuo)
  • Barriere profonde al 55% (valide anche a scadenza). 
  • Titoli dai fondamentali solidi e su cui gli analisti sono ancora positivi.
  • Possibilità di rimborso anticipato con un trigger Autocall decrescente già a partire da aprile al 95% degli strike.

Su quest'ultimo punto (autocall decrescente) ci concentriamo subito, perché rappresenta un elemento particolarmente coerente al contesto di mercato e con un duplice vantaggio. Quale? L'Autocall rapido va ad accorciare di molto la maturity stimata dai modelli di pricing, permettendo così all’emittente di pagare premi più alti a parità di altre condizioni. Una struttura "win win" perché se viene richiamato dopo pochi mesi ci permette comunque di incassare un premio difficilmente trovabile in altri prodotti d’investimento. Allo stesso tempo se anche solo uno dei titoli ritraccia (nei limiti delle barriere), permette di mantenere in vita il prodotto pagando un premio sostanzioso. Un autocall veloce permette all'investitore di puntare ad un rendimento interessante in breve tempo, per poi uscire da mercato in pochi mesi. Dinamica che può tornare utile in un anno che presenta non poche criticità all'orizzonte. Prezzo attuale a lieve sconto a 99,3 euro.

Banche sui massimi con il fermento M&A

In gioco c’è l’intero assetto del credito italiano. Il settore bancario italiano è infatti nel pieno di un nuovo e articolato ciclo di consolidamento, con operazioni di M&A che stanno cambiando gli equilibri tra i principali istituti finanziari del Paese. L’ultima mossa è arrivata da Monte dei Paschi di Siena, che ha avviato un’offerta di scambio su Mediobanca, in un'operazione che il gruppo guidato da Nagel ha al momento definito ostile e senza senso industriale. Anche UniCredit, sotto la guida di Andrea Orcel, si è mossa con decisione su diversi fronti: Banco BPM e Commerzbank, ma anche operazioni d'investimento come quella su Generali dove sono saliti al 4,1% del capitale sociale. A fare da sfondo a queste manovre c’è un mercato in cui il consolidamento non è più solo un’opportunità, ma una necessità. E così le grandi banche guardano con sempre più interesse a fusioni e acquisizioni per rafforzare la propria posizione in un contesto maggior competitivo, con tassi di interesse più elevati e in cui non mancano sfide sul fronte della redditività e della regolamentazione.

Intanto, il mercato azionario reagisce con ottimismo ad ogni nuova trimestrale e mossa M&A proiettando i big player del comparto su nuovi massimi. Emblematico l'esempio di UniCredit, il cui titolo dai minimi del 2022 ha registrato un incremento 472% passando da 8 euro agli attuali 44 €, massimi dal 2011. Ma UniCredit non è l'unico titolo ad aver registrato performance da capogiro, ad esempio: BPER Banca +426%, Banco BPM +285% e Intesa Sanpaolo il +160% dai rispettivi minimi del 2022.

Occhi puntati sui risultati trimestrali 

Intanto, entra sempre più nel vivo la guerra dei dazi, con il Presidente americano Trump che nelle ultime ore ha annunciato i tanto temuti dazi del 25% sulle importazioni provenienti dal Canada e Messico e del 10% su quelle provenienti dalla Cina. Ma non solo, perché Trump si è detto pronto ad annunciare presto dazi anche contro le importazioni dell'Unione Europea. Anche se queste misure potrebbero alimentare un ritorno di fiamma dell'inflazione e di volatilità sui mercati azionari, il contesto rimane però favorevole per il comparto bancario europeo, e in particolare per quello italiano con numerosi fattori che continuano a trainare il settore come le operazioni M&A, gli ottimi risultati trimestrali, i piani di buyback e i margini d'interesse ancora molto interessanti. Anche perché il tema dazi porta sicuramente volatilità nel breve periodo, ma anche rialzo dell'inflazione e a cascata dei dazi. Cosa che invece non è per nulla negativo per i bancari.

Ora gli investitori si concentreranno sui prossimi conti trimestrali che potrebbero determinare nuove accelerazioni o frenate nell'attuale risiko in corso. Ad inaugurare la stagione dei conti bancari saranno i risultati di Intesa Sanpaolo pubblicati il 4 febbraio, seguiti da Banca MPS, Fineco e Bper Banca attesi tra il 5 e il 6 febbraio. Da monitorare anche i risultati di UniCredit e Mediobanca che saranno pubblicati il 10 febbraio, mentre per quelli di Generali bisognerà attendere fino al 12 marzo. 

Ma per investire nel settore bancario, oltre all'acquisto dei singoli titoli azionari, esistono soluzioni alternative d'investimento che offrono un'esposizione non puramente direzionale, come i certificati. Oggi ne analizziamo uno dalle caratteristiche particolarmente interessanti perché ad un rendimento elevato aggiunge la protezione di barriere profonde.

Il Fast Cash Collect che paga 14% annuo con barriere al 55%

Ci riferiamo al certificato Fast Cash Collect ISIN XS2938793119 emesso sul mercato EuroTLX di Borsa Italiana da Barclays il 31 gennaio, insieme all'ISIN XS2938793465 (stessa struttura ma diversi sottostanti). Paga cedole mensili con memoria dell'1,17%, pari ad un rendimento del 14,04% annuo, condizionato ad una barriera posta al 55% degli strike (che saranno fissati alla chiusura della seduta del 5 febbraio). Barriere profonde, se consideriamo uno scenario del tutto favorevole alle banche, con tassi mediamente alti quest’anno, dividend policy accattivanti, buyback ancora in essere e risiko bancario (M&A) attivo come non si vedeva da tantissimi anni.

Sulle cedole mensili è importante tenere sempre in considerazione che sono con effetto memoria, un meccanismo che permette di recuperare eventuali premi non pagati in precedenza se tornano ad essere soddisfatte le condizioni per il pagamento, ovvero tutti i sottostanti sopra la barriera al 55%. Grazie alla memoria basterà infatti che all'ultima data di osservazione (05 febbraio 2027) tutti i quattro sottostanti saranno osservati con un prezzo superiore alla relativa barriera al 55% per incassare tutti i 24 premi coupon previsti e portarsi a casa un rendimento cedolare complessivo di 28,08 euro, ovvero il 28% circa in soli tre anni!

Durata di 2 anni ma Autocall dal secondo mese 

Come dicevamo, la peculiarità del prodotto risiede nel suo meccanismo di Autocall che è possibile già a partire dal secondo mese, con un trigger iniziale del 95%. Ciò significa che, affinché avvenga il rimborso anticipato, basterà che nessuno dei quattro titoli abbia perso alla data di osservazione più del 5%. In tal caso, il prodotto rimborserà il suo valore nominale di 100 euro a certificato più l’ultima cedola e le eventuali cedole non pagate (effetto memoria). Il trigger per il rimborso anticipato andrà poi a decrescere del 1% mensile fino al 74% (step down), facilitando di conseguenza la possibilità di andare in Autocall.

Un meccanismo quello dell'Autocall con step down che di fatto favorisce strategie d’investimento tempestive, per cercare di ottenere il massimo rendimento, restando per un periodo limitato di tempo esposti alla volatilità del mercato, visto comunque la corsa dell’equity negli ultimi due anni.

Come per tutti i Cash Collect, a scadenza (12 febbraio 2027), affinché l'investimento si chiuda in profitto, sarà necessario che nella data di osservazione finale del 5 febbraio 2027, tutti i titoli del paniere abbiano un prezzo al di sopra della barriera a scadenza posta al 55% dei diversi strike (che saranno fissati alla chiusura della seduta del 05 febbraio 2025). Se così fosse il prodotto rimborserà il nominale di 100 euro, più l’ultima cedola ed eventuali cedole non pagate. In caso contrario, il certificato pagherà la performance del peggiore dei titoli (basket Worst Of).

Nella tabella sotto vediamo il calendario delle cedole e delle possibili data di Autocall del prodotto (ISIN XS2938793119):

Le cedole sono redditi diversi

Va sottolineato che i premi e l'eventuale capital gain realizzato del certificato ISIN XS2938793119 sono considerati dal Fisco “redditi diversi”, e in quanto tali possono contribuire a compensare le eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale dell’investitore. Su questo il consiglio è quello di informarsi con la propria depositaria sul tipo di compensazione applicata, se a scadenza oppure immediata.


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