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Rendimento e protezione con il Fast sull'Italia che paga il 12% annuo

Da Barclays, il nuovo Fast Cash Collect (ISIN XS3167669517sul basket: UniCredit, Ferrari, Moncler e Leonardo. Rendimento del 12% annuo e barriere al 55%. Durata 2 anni ma Autocall da gennaio 2026

Autore: Giulio Visigalli
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Quando una formula funziona, vale la pena riproporla. È proprio da questa considerazione che nasce il nuovo Fast Cash Collect di Barclays (ISIN XS3167669517), costruito sulla stessa architettura di un precedente certificato dell'emittente inglese che aveva raccolto grande interesse tra gli investitori. La nuova emissione mantiene invariata la struttura, ma offre un vantaggio significativo: livelli iniziali decisamente più interessanti, soprattutto su Moncler e Ferrari, che rendono il profilo rischio/rendimento del nuovo prodotto ancora più attraente.

Il certificato si basa sul basket worst of composto da UniCredit, Ferrari, Moncler e Leonardo, e prevede il pagamento di cedole mensili con memoria dell’1% (12% annuo). Le cedole sono condizionate al rispetto di una barriera al 55%, valida anche a scadenza per la protezione del capitale, consentendo di assorbire ribassi fino al -45% dei sottostanti.

La durata complessiva è di soli due anni, ma, trattandosi di un Fast Cash Collect, è prevista la possibilità di rimborso anticipato già da gennaio 2026, grazie a un trigger autocall decrescente che parte dal 95% e scende progressivamente fino al 74%. Prezzo attuale a 100 euro.

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La struttura del certificato ISIN XS3167669517

Il certificato ISIN XS3167669517 è un Fast Cash Collect e come tale si caratterizza per prevedere la possibilità di essere rimborsato anticipatamente già dai primi mesi di vita, con il trigger autocall che non è fisso al 100% degli strike, ma decresce di mese in mese proprio per facilitare il richiamo anticipato dello strumento. Ed è proprio questa caratteristica tipica del payoff "Fast" che permette all'emittente di alzare l’asticella del rendimento rispetto ad un Cash Collect tradizionale, a parità di altre condizioni. 

Se il prodotto viene richiamato anticipatamente, l’unico rammarico per l’investitore sarà dover reinvestire il capitale; al contrario, se non scatterà l’autocall e l’operazione giunge a scadenza, il rendimento ottenuto sarà decisamente interessante.

Nel caso specifico dell'ISIN XS3167669517 il rendimento annuo è del 12% pagato tramite cedole mensili con memoria del 1%, ovvero il 24% nei due anni di vita. I premi ricordiamo che sono con effetto memoria, permettendo così all'investitore di recuperare in una successiva data di osservazione quelli eventualmente non pagati per il mancato rispetto della barriera al 55%.

Sulle cedole mensili è importante considerare che, essendo un certificato, tutte le plusvalenze (cedole incassate + eventuale capital gain) sono considerabili come redditi diversi, un grosso vantaggio per l'investitore visto che permettono di compensare minusvalenze nello zainetto fiscale.

Il prodotto è stato emesso sul mercato secondario di Borsa Italiana il 4 novembre e la prima data in cui sarà monitorato il rispetto della barriera premi al 55% per stabilire o meno il pagamento della cedola è prevista per il 4 dicembre (in pagamento l'11 dicembre). 

Calendario Cedole ISIN XS3167669517

Scadenza tra 2 anni, ma Autocall da gennaio 2026 

La durata del certificato di Barclays (ISIN XS3167669517) è di due anni con scadenza al 11 novembre 2027. Tuttavia, già a partire da gennaio 2026 è possibile il richiamato anticipato del prodotto in modo automatico con trigger autocall decrescente dal 95% al 74% degli strike. Ciò significa che per far scattare l'autocall tutti i titoli del basket dovranno avere un prezzo superiore al corrispondete livello di autocall. In tal caso, l'emittente rimborserà il valore nominale di 100 euro, più l'ultima cedola ed eventualmente quelle non pagate in precedenza grazie all'effetto memoria. 

Se il certificato non sarà richiamato anticipatamente, allora la stessa barriera al 55% entrerà in gioco per il rimborso del valore nominale, che verrà interamente rimborsato a condizione che il peggiore dei sottostanti non evidenzierà un calo superiore al 45% dal suo valore iniziale.

Alla data di scadenza del 11 novembre 2027 si potranno verificare due scenari:

  • Se tutti e quattro i sottostanti quoteranno sopra la rispettiva barriera, o allo stesso livello, il certificate verrà rimborsato al valore d’emissione di 100 euro. L’investitore riceverà l’ultima cedola dell'1% e l’investimento si chiuderà con pieno successo.
  • Se invece alla scadenza finale anche solo uno dei sottostanti dovesse quotare sotto la barriera, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Se ipotizziamo che il titolo peggiore accusi un ribasso del 60% dal valore iniziale: il certificate verrà rimborsato a 40 euro (40% del valore iniziale).

Focus sul basket 

Sottostanti solidi e familiari per il pubblico italiano caratterizzano il nuovo certificato ISIN XS3167669517. Il paniere riunisce quattro protagonisti di primo piano dell’economia nazionale: UniCredit, colosso del settore bancario; Leonardo, leader nella difesa e nell’aerospazio; e due simboli dell’eccellenza del lusso italiano, Moncler e Ferrari. Un mix bilanciato che combina comparti ciclici e difensivi, espressione di settori strategici per il mercato europeo e capaci di offrire un buon equilibrio tra potenziale di rendimento e solidità dei fondamentali.

I prezzi di riferimento iniziali (strike) sono stati fissati alla chiusura del 4 novembre.

Strike e Barriere ISIN XS3167669517

Ferrari: conferma la guidance e sale l'utile nel 3Q

Buone notizie per il colosso dell'automotive di lusso, Ferrari, che ha chiuso il terzo trimestre del 2025 con ricavi pari a  1,77 miliardi di euro (2 miliardi di dollari), in crescita del 7,4% rispetto all'anno precedente e meglio del consensus degli analisti. In aumento e sopra le stime anche l'utile netto che nel terzo trimestre ha raggiunto i 382 milioni di euro, ovvero il 2% in più rispetto il medesimo periodo del 2024. Un dato che evidenzia la continua crescita e l’efficacia delle strategie aziendali del cavallino rampante.

La società ha così confermato la guidance svelata al mercato il 9 ottobre scorso al Capital markets day e ribadisce di aspettarsi per l'intero 2025 ricavi netti pari o superiori a 7,1 miliardi di euro (dai 7 mld della precedente guidance).

Nonostante le preoccupazioni legate all'impatto dei dazi statunitensi, al calo delle vendite in Cina e da una più ampia fase di debolezza del settore lusso, la casa di Maranello è riuscita a riportare ottimi risultati principalmente grazie alla domanda di auto personalizzate e all'aumento dei prezzi negli Stati Uniti (il mercato più grande per Ferrari) per far fronte all'attacco commerciale del presidente Donald Trump. Infatti, Ferrari produce tutti i suoi veicoli in Italia, il che significa che è tenuta a pagare il dazio del 15% sulle auto importate dall'Unione Europea. 

A Piazza Affari, il titolo si muove al rialzo di oltre l'1% in area 345 euro ad azione, consolidando l'area di minimo raggiunta nella seduta in rosso del 9 ottobre (-15%). Da inizio anno la performance è negativa del 15,7%.

Da Bloomberg vediamo che il consensus degli analisti che coprono il titolo rimane positivo con il 75% di essi che mantiene la view "long" e solo in due dicono "sell". Il target price medio a 12 mesi è a quota 418 euro ad azione, ovvero i prezzi di inizio ottobre di quest'anno e in aumento del 20% dai prezzi attuali.

Ferrari

Moncler: confermato il rimbalzo dai 46 euro

Situazione tecnica in via di miglioramento per Moncler che dai minimi di agosto mostra già un +14%, confermando così la tenuta e il rimbalzo dall'area supportiva dei 46 euro. Nei primi nove mesi dell'anno Moncler ha realizzato ricavi per 1,84 miliardi di euro, in leggera flessione dell'1% rispetto al medesimo periodo del 2024. Intanto, gli analisti di Barclays hanno alzato la raccomandazione su Moncler da equal-weight a overweight, con il target price che passa da 55 a 61 euro. La mossa è giustificata dal solido track record di Moncler nel quarto trimestre, che per la società è il quarter più importante dell'anno, tant'è vero che come nota Barclays, nel 2024 ha rappresentato circa il 42% dei ricavi. 

Moncler

UniCredit: ricavi e utili oltre le attese

Ancora un trimestre da record per il colosso bancario di Piazza Gae Aulenti che ha chiuso il terzo trimestre del 2025 con ricavi e utile netto superiori al consensus degli analisti. In particolare, ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 2,6 miliardi di euro, in crescita del 4,7% su base annua e superiore alle stime del consenso fissate a 2,39 miliardi. Nei primi nove mesi del 2025, l’utile netto cumulato raggiunge così 8,7 miliardi di euro, in aumento del 12,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato che, come sottolinea la banca, “conferma la solidità e la resilienza del modello di business diversificato di UniCredit.”

Il management di UniCredit ha inoltre confermato le stime finanziarie per l’intero 2025 e punta a un utile netto superiore agli 11 miliardi di euro nel 2027.

UniCredit

Leonardo, in attesa dei conti trimestrali

Rimane alta l'attenzione sul comparto della difesa e in particolare per Leonardo che oggi presenterà al mercato i suoi numeri per il 3° trimestre. L’attenzione sarà rivolta ai commenti del management durante la conference call soprattutto in merito alle prospettive commerciali, all'alleanza nello spazio con Airbus e Thales e sulla joint venture con Rheinmetall.

Dal consensus diffuso da Leonardo per il terzo trimestre 2025, ci si aspetta ricavi per 4,33 miliardi di euro, contro i 4 miliardi circa del medesimo trimestre del 2024. Visti in aumento anche gli ordini che sono stimati a 5,6 miliardi di euro vs i 4,4 miliardi del 3° trimestre 2024.

Leonardo


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