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Puntare sulle banche europee con la protezione dell’Airbag 50%
Due nuovi Airbag Cash Collect su banche italiane ed europee per proteggersi dalle tensioni geopolitiche. Premi annui fino al 9,36% e protezione condizionata del capitale a scadenza con Airbag al 50%.

Il comparto bancario europeo rimane sicuramente uno dei settori che ha meglio performato quest’anno, con fondamentali solidi e ciclo economico favorevole. Se prendiamo come riferimento l’Euro Stoxx Banks, vediamo che YTD l’indice ha segnato il +33%, sovraperformando di oltre il 15% l’Euro Stoxx 50.
Certo il contesto di mercato ora evidenzia indici tiratissimi e situazione geopolitica molto tesa, quindi, soprattutto per gli investitori che hanno portato a casa ottime performance sul comparto bancario, strategie di equity substitution sono da valutare attentamente. Su questo fronte i certificati cash collect con airbag possono supportare l’investitore. Ma questi strumenti sono utili anche per chi volesse entrare ora sul settore bancario. Si riesce infatti ad estrapolare un buon rendimento, limando eventuale volatilità durante la vita del prodotto e aggiungendo a scadenza una protezione notevole in caso di crolli del comparto. Come vedremo, infatti, i certificati con Airbag (soprattutto se prevedono anche premi fissi) sono molto più stabili anche durante la vita del prodotto.
In particolare, in evidenza, due certificati emessi proprio in questi giorni da due primari emittenti europei. Ci riferiamo al certificato ISIN IT0006777822 di Santander, principale banca spagnola, nonché gruppo bancario a maggior capitalizzazione in Europa, che ha lanciato un prodotto su banche italiane. Su banche Europee invece il prodotto di Barclays, col certificato ISIN XS3183932907.
Sotto la carta d’identità dei due prodotti:
Perché le banche? Fondamentali ancora favorevoli
Sulle banche abbiamo già parlato in diversi articoli e lo scenario resta favorevole. Se infatti andiamo ad analizzare il settore, possiamo dire che a meno di un cambio netto delle condizioni macroeconomiche e l’avvento, dunque, di una recessione pesante (attualmente non nei radar di esperti e analisti) per il comparto il quadro rimane roseo.
Se lo scenario del rialzo tassi e inflazione causati dallo scontro in IRAN si limita alle stime della BCE/FED, non dovrebbero generare recessioni, ma mantenere i tassi su livelli leggermente più alti rispetto al 2025. Cosa che favorisce le banche in termini di margine d’interesse, senza rischi di incremento dei crediti deteriorati e dunque problemi lato patrimoniale.
Ricordiamo poi che le banche da diverso tempo stanno diversificando sempre di più, approfittando dei flussi di cassa importanti di questi ultimi anni. Stanno lavorando infatti per accrescere il business delle commissioni e quindi il margine di intermediazione. Gli Istituti, infatti, si stanno dotando di proprie case prodotto per spingere fondi, assicurazioni e altri prodotti finanziari ad alta marginalità. Anche dal punto di vista patrimoniale le banche europee oggi maggiormente regolamentate rispetto all’ormai lontana crisi del 2008 e 2011, sfoggiano bilanci particolarmente in ordine.
Inoltre, a sostenere le quotazioni dei titoli, ci sono anche la prosecuzione del consolidamento in Europa e gli altissimi dividendi promessi e pagati agli azionisti, oltre che i buyback in atto da diversi Istituti in tutta Europa.
Due prodotti per affrontare a testa alta eventuali scenari avversi nel medio periodo
Detto questo però, il quadro geopolitico rimane sempre molto fluido ed è impossibile capire come ad esempio lo scontro in Medio Oriente possa evolvere. Le ultime notizie purtroppo non fanno pensare ad uno scontro di veloce risoluzione ma potrebbe anzi allungarsi nei tempi ed estendersi a tutto il Medio Oriente (e si spera non oltre). Insomma, possibili fasi di alta volatilità sono sempre possibili, ed è giusto dunque inserire in portafoglio prodotti più resilienti rispetto al singolo titolo, ma anche rispetto ai classici Cash Collect.
È chiaro, dunque, che introdurre in portafoglio prodotti in grado di limare la volatilità ha sempre più senso e i certificati Airbag Cash Collect rappresentano una delle soluzioni più interessanti. Perché? Perché non solo grazie all’airbag permettono di proteggere il capitale a scadenza, ma sono anche meno reattivi al movimento dei sottostanti rispetto ai normali cash collect. Il prezzo infatti sconta che dovrà, in caso di evento barriera, restituire un valore doppio rispetto al crollo dallo strike del worst of. In più la presenza di 9 premi fissi amplifica questo effetto poiché il prezzo sconta anche la stabilità maggiore dovuta al pagamento di 9 premi. Ecco perché questi prodotti sono perfetti per implementare strategie di equity substitution o per gli investitori che vogliono entrare sul comparto ma sono spaventati dalle performance stellari degli ultimi anni. Il certificato Airbag permette infatti di estrapolare dal settore premi periodici di tutto rispetto, proteggendo decisamente meglio il capitale rispetto all’investimento diretto sui titoli.
Veniamo dunque alle due strutture proposte da Santander e Barclays.
Airbag Cash Collect su banche italiane: Airbag 50% e premi mensili dello 0,66% (7,92% annuo)
Partiamo dal prodotto dedicato alle sole banche italiane. Lo propone Santander con ISIN IT0006777822 e basket worst of composto da Banco BPM, Banca MPS, UniCredit e BPER. Il certificato paga i primi 9 premi mensili incondizionati pari allo 0,66%, ovvero il 5,94% aggregato, e poi premi condizionati di pari importo (sempre 0,66% mensile, 7,92% annuo), con memoria e legati ad una barriera posta al 50%, che protegge dunque fino a dimezzamenti del valore dei titoli. Ricordiamo che la memoria è quel processo che permette di recuperare premi eventualmente non pagati nelle precedenti date di pagamento se il sottostante con performance peggiore è sotto la barriera. La memoria però ne permette il recupero fino a scadenza inclusa. Basterà che il worst of sia sopra barriera nella data mensile di osservazione per recuperare tutti i premi non pagati.
Il certificato prevede poi la possibilità di rimborso anticipato con step down. Quindi a partire da maggio 2027, se i titoli saranno sopra il trigger autocall, il certificato rimborserà 100% del nominale (1.000 euro), più il premio del periodo e tutti i premi eventualmente non pagati. Il trigger è a maggio 2027 (prima data utile) al 100% dello strike e poi decresce del 1% mensile.
A scadenza (20/08/2029), gli scenari possibili sono due:
- Se tutti i titoli sono sopra barriera (50% degli strike), il certificato paga il 100% del nominale, più ultima cedola ed eventuali cedole non pagate.
- Se invece anche solo un titolo sarà al di sotto della barriera, allora l’investitore incorrerà in una perdita che però viene limata grazie alla presenza dell’Airbag. Come funziona? Semplice. Un airbag 50% corrisponde ad un fattore moltiplicativo di 2X. Questo perché si divide il valore nominale per il livello airbag, dunque 100/50=2. Questo fattore viene moltiplicato a scadenza per il rimborso del certificato. Facciamo un esempio. Se il worst of perde il 60%, il cash collect classico dovrebbe pagare 40 euro (con l’equity si avrebbe il capitale più che dimezzato). Con l’airbag invece si moltiplica 40 euro X 2 = 80 euro. A fronte, dunque, di un tracollo del 60% del peggiore dei titoli, il certificato riporterà una perdita del 20%. Se consideriamo poi anche i premi fissi pari al 5,94%, in realtà il rimborso effettivo sarebbe di circa 86 euro, pari dunque ad una perdita di poco più del 14%.
Airbag Cash Collect su banche europee: Airbag 50% e premi mensili dello 0,78% (9,36% annuo)
Vediamo ora il prodotto di Barclays ISIN XS3183932907 dedicato alle banche europee con basket worst of composto da BBVA, Deutsche Bank, Banca MPS e Societe Generale. Il certificato paga i primi 9 premi mensili incondizionati pari allo 0,78%, ovvero il 7,02% aggregato, e poi premi condizionati mensili di pari importo (sempre 0,78%, 9,36% annuo), con memoria e legati ad una barriera posta al 50%, che protegge dunque fino a dimezzamenti del valore dei titoli. Ricordiamo che la memoria è quel processo che permette di recuperare premi eventualmente non pagati nelle precedenti date di pagamento se il sottostante con performance peggiore è sotto la barriera. La memoria però ne permette il recupero fino a scadenza inclusa. Basterà che il worst of sia sopra barriera nella data mensile di osservazione per recuperare tutti i premi non pagati.
Il certificato prevede poi la possibilità di rimborso anticipato con step down. Quindi a partire da maggio 2027, se i titoli saranno sopra il trigger autocall, il certificato rimborserà 100% del nominale (1.000 euro), più il premio del periodo e tutti i premi eventualmente non pagati. Il trigger è a maggio 2027 al 100% dello strike e poi decrescente del 1% mensile.
A scadenza (27/08/2029), gli scenari possibili sono due:
Se tutti i titoli sono sopra barriera (50% degli strike) il certificato paga il 100% del nominale, più ultima cedola ed eventuali cedole non pagate.
Se invece anche solo un titolo sarà al di sotto della barriera allora l’investitore incorrerà in una perdita che però viene limata grazie alla presenza dell’Airbag. Lo ripetiamo. Un airbag 50% corrisponde ad un fattore moltiplicativo di 2X. Questo perché si divide il valore nominale per il livello airbag, dunque 100/50=2. Questo fattore viene moltiplicato a scadenza per il rimborso del certificato. Facciamo un esempio. Se il worst of perde il 60%, il cash collect classico dovrebbe pagare 400 euro (con l’equity si avrebbe il capitale più che dimezzato). Con l’airbag invece si moltiplica 400 euro X 2 = 800 euro. A fronte, dunque, di un tracollo del 60% del peggiore dei titoli, il certificato riporterà una perdita del 20%. Se consideriamo poi anche i premi fissi pari al 7% circa, in realtà il rimborso effettivo sarebbe di circa 87 euro, pari dunque ad una perdita del 13%. Una bella differenza!
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Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

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