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Oro e Petrolio, rialzo o ribasso? Tre strategie con protezione al 100%
Shark Fin per chi crede nel rialzo dell'oro, Twin Win per chi vuole rendimento anche dai ribassi di oro e petrolio. Da Natixis e BNP tre nuovi Certificati a Capitale Protetto 100% per tre view diverse

Tre certificati, due commodity e tre modi per trasformare la propria view su oro e petrolio in una strategia d’investimento, senza rinunciare però alla protezione totale del capitale a scadenza.
È questa la logica dei tre nuovi certificati a Capitale Protetto 100%, denominati in dollari, che permettono di scegliere il payoff in funzione della propria view.
Sull'oro le alternative sono due, entrambe emesse da Natixis: uno Shark Fin (ISIN XS3431424129) per chi mantiene una view rialzista e un Twin Win (ISIN XS3339048889) per chi preferisce una strategia capace di rendere anche in caso di ribasso. Sul petrolio, il Twin Win di BNP Paribas (ISIN XS2387234854) permette di beneficiare dei movimenti del WTI in entrambe le direzioni, entro le soglie previste dalla struttura.
Il denominatore comune? La protezione del 100% del capitale a scadenza (salvo rischio emittente). Cambia la view, cambia il payoff, ma la protezione resta.
| ISIN | Sottostanti | Tipologia | Protezione | Payoff | Durata |
|---|---|---|---|---|---|
| XS3431424129 (Natixis) |
SPDR Gold Shares | Shark Fin | 100% a scadenza | Partecipazione a scadenza fino a cap al 155,65%. Rebate del 22% in caso di maggiori rialzi | 3 anni |
| XS3339048889 (Natixis) |
SPDR Gold Shares | Twin Win | 100% a scadenza | Partecipazione a scadenza in valore assoluto nel range -30%/+30%. Rebate del 18% in caso di fuoriuscita del range | 3,5 anni |
| XS2387234854 (BNP) | WTI Crude Oil | Twin Win | 100% a scadenza | Partecipazione a scadenza in valore assoluto nel range -25%/+25%. Rebate del 17,10% in caso di fuoriuscita del range | 3,5 anni |
Oro: dopo la corsa e la correzione, quale scenario?
A inizio ottobre l'oro si trova in area 4.180-4.190 dollari l'oncia. Livelli storicamente molto elevati, ma distanti dal massimo storico toccato a fine gennaio, dal quale il metallo prezioso ha perso circa il 25%. Negli ultimi anni la corsa al rialzo del metallo giallo è stata sostenuta non solo dal suo tradizionale ruolo di bene rifugio, ma anche dagli acquisti record da parte delle banche centrali, impegnate ad aumentare il peso dell'oro nelle proprie riserve. Secondo il World Gold Council, negli ultimi quattro anni gli istituti centrali hanno comprato in media circa 1.000 tonnellate l'anno, il doppio del decennio precedente, e nel solo secondo trimestre del 2026 gli acquisti netti sono stati pari a quasi 300 tonnellate.
La tendenza al rialzo potrebbe non essere esaurita, infatti, nell'ultima indagine del World Gold Council, l'89% delle banche centrali intervistate si aspetta un aumento delle riserve auree globali nei prossimi dodici mesi e un 45% prevede di incrementare le proprie. Diversificazione, protezione nelle fasi di crisi e copertura dai rischi geopolitici sono le ragioni principali. Per l'investitore la domanda è quindi aperta: dai livelli attuali l'oro tornerà a salire, oppure la fase di debolezza può proseguire?
È proprio qui che diventano interessanti i due nuovi certificati emessi da Natixis. Stesso sottostante (l'oro) e stessa protezione integrale del capitale a scadenza, ma due strategie profondamente diverse a seconda della propria view sull'oro.
Shark Fin: per chi crede ancora nel rialzo
Il Capitale Protetto 100% Shark Fin su SPDR Gold Shares (ISIN XS3431424129), emesso il 1° ottobre 2026 e con scadenza il 9 ottobre 2029, è pensato per chi mantiene una view rialzista sul metallo prezioso. Il sottostante è SPDR Gold Shares, uno degli strumenti più utilizzati per ottenere esposizione all'andamento dell'oro.
Il punto di partenza è la protezione: a scadenza il certificato rimborsa almeno il 100% del nominale di 1.000 dollari, anche se l'oro dovesse scendere rispetto al livello iniziale fissato alla chiusura della seduta del 1° ottobre.
Al rialzo, invece, riconosce a scadenza l'intera performance positiva dell'oro fino a un cap al 155,65% (estremo incluso) del livello iniziale. Con un oro a +30%, ad esempio, il rimborso a scadenza sarebbe pari al 130% del nominale. Se la barriera del 155,65% degli strike viene superata, la partecipazione lineare decade e il certificato rimborsa, sempre a scadenza, il nominale più un premio fisso (rebate) del 22%, cioè 1220 dollari.
Il rovescio della medaglia è proprio il limite al rialzo: in cambio della protezione, l'investitore rinuncia a beneficiare pienamente di un rally particolarmente marcato. Va sottolineato però che la barriera è distante: partendo dai livelli di inizio ottobre, un rialzo del 55,65% porterebbe l'oro in area 6.500 dollari l'oncia, ben oltre il massimo storico di circa 5.590 dollari toccato a fine gennaio. La struttura premia quindi chi si aspetta una salita, anche robusta, purché entro il +55,65% in tre anni di vita del certificato ISIN XS3431424129.
Twin Win sull’oro: non serve che torni a salire
Si mantiene un'esposizione sull'oro ma si cambia prospettiva con il Capitale Protetto Twin Win su SPDR Gold Shares (ISIN XS3339048889), emesso il 1° ottobre 2026 e con scadenza il 10 aprile 2030. Anche qui il punto di partenza è la protezione del 100% del nominale a scadenza, ma il rendimento si costruisce in modo diverso: paga la performance a scadenza dell'oro in valore assoluto nel range -30%/+30%; mentre pagherà un premio fisso in caso di maggiori rialzi o ribassi.
E quindi, se alla data di valutazione finale del 1° aprile 2030, il sottostante si trova tra -30% e +30% (estremi inclusi) rispetto al livello iniziale, il certificato riconosce la performance in valore assoluto. Un rialzo e un ribasso della stessa entità producono quindi lo stesso risultato: con un oro a +10% oppure a -10% il rimborso a scadenza sarà comunque pari al 110% del nominale. Con un +20% oppure -20% il rimborso a scadenza sale al 120% del nominale, ovvero 1.200 dollari. E così via.
Se invece il sottostante chiude fuori dal range (>+30% o <-30%), la performance in valore assoluto non viene più riconosciuta e il certificato rimborsa a scadenza il nominale di 1.000 dollari più un premio fisso del 18%, cioè il 118%.
La struttura si rivolge quindi sia a chi ritiene che l'oro possa ripartire la sua corsa al rialzo, ma anche a chi pensa che possa attraversare una fase incerta o correggere ulteriormente dai livelli attuali. Lo scenario meno favorevole è quello di un sottostante fermo sui livelli iniziali, che riporta al solo rimborso del capitale a scadenza.
Petrolio: la direzione è difficile da prevedere
Completamente diversa la situazione sul petrolio: se sull'oro il confronto è tra chi vede un recupero e chi teme nuove correzioni, sul greggio a dominare sono la volatilità e le notizie geopolitiche, che possono spostare i prezzi velocemente in entrambe le direzioni.
A inizio ottobre il WTI, sottostante del certificato di BNP ISIN XS2387234854, quota in area 91-93 dollari al barile, mentre il Brent è tornato sopra la soglia psicologica dei 100 dollari. A mantenere alta la tensione sono soprattutto gli sviluppi in Medio Oriente e in particolar modo il conflitto con l'Iran e i rischi sui flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il mercato energetico globale che hanno alimentato il premio per il rischio.
Il quadro non è però unidirezionale. Al rischio di nuove tensioni sull'offerta si contrappongono fattori che possono spingere nella direzione opposta: l'evoluzione della domanda, il livello delle scorte e una possibile normalizzazione dei flussi in caso di pace.
In un contesto simile, formulare una view netta sulla direzione del greggio non è affatto semplice. Ed è esattamente su questa incertezza che prova a lavorare il nuovo Twin Win di BNP Paribas.
Twin Win sul WTI: quando l'incertezza diventa strategia
Il Capitale Protetto Twin Win sul WTI Crude Oil (ISIN XS2387234854), emesso il 2 ottobre 2026 e con scadenza il 17 aprile 2030, lavora proprio su questa incertezza. Il punto di partenza è lo stesso dei due certificati sull'oro: la protezione del 100% del nominale a scadenza. A cambiare è il sottostante, il greggio americano, e l'ampiezza del corridoio entro cui si costruisce il rendimento.
Se alla data di valutazione finale dell'8 aprile 2030 il WTI si trova all'interno dell'intervallo -25%/+25% (estremi esclusi) rispetto al livello iniziale, il certificato riconosce la performance del greggio in valore assoluto. Un WTI a +15% oppure a -15% porta quindi allo stesso risultato, un rimborso pari al 115% del nominale. Con un +20% oppure -20% si sale al 120% di rendimento, ovvero 120 dollari di rimborso. L'investitore non deve decidere oggi se prevarranno le tensioni sull'offerta o la normalizzazione dei flussi: se il movimento resta nel corridoio, conta la sua ampiezza e non il segno.
Se invece il WTI chiude su uno dei due estremi o oltre il range (>=+25% o <=-25%), la performance in valore assoluto non viene più riconosciuta e il certificato rimborsa il nominale di 100 dollari più un premio fisso del 17,10%, ovvero 117,10 dollari. Come per il Twin Win sull'oro, lo scenario meno favorevole è quello di un sottostante fermo sui livelli iniziali, che riporta al solo rimborso del capitale. In ogni caso resta la protezione del 100% del nominale a scadenza.
Oro e petrolio: cambia la view, cambia la strategia
Tre certificati, due materie prime, tre modi diversi di prendere posizione. Rialzista sull'oro? Lo Shark Fin sull'oro di Natixis (ISIN XS3431424129) accompagna la salita fino ad un cap al 155,65%.
Più cauto sulla direzione del metallo prezioso? Il Twin Win sull'oro di Natixis (ISIN XS3339048889) trasforma in rendimento un ribasso o un rialzo entro il range -30%/+30%.
Incerto sulla direzione del petrolio? Per il Twin Win sul WTI di BNP (ISIN XS2387234854) conta solo quanto si muove il greggio e non in che direzione.
Tre strutture diverse con un elemento comune: la protezione del 100% del capitale nominale a scadenza. Una protezione soggetta come sempre al rischio di credito dell'emittente ed espressa in dollari per tutti i tre nuovi certificati. Ciò significa per un investitore europeo il risultato finale dipenderà quindi anche dall'andamento del cambio euro/dollaro.
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Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

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