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Nuovo Twin Win su oro: protezione e performance in valore assoluto
Nuovo certificato a capitale protetto 100% Twin Win sull'oro di BNP Paribas ISIN XS2993051635. Partecipazione in valore assoluto nel range -25%/+25% e rebate del 12% in caso di maggiori rialzi/ribassi

Il terremoto che ha travolto i mercati finanziari dopo l’annuncio dei dazi Usa non ha risparmiato neppure l’oro che dai recenti massimi storici ha perso il 6%. Il metallo giallo venerdì 4 aprile è sceso del 3%, un ribasso significativo per un asset che normalmente registra variazioni di prezzo molto contenute. Lunedì 7 aprile un’altra discesa del 2% con la quotazione finita sotto la soglia psicologica dei 3.000 dollari, livello poi recuperato e superato il giorno dopo, martedì 8 aprile.
Queste variazioni mostrano chiaramente che anche chi cerca rifugio nell’oro ha i suoi patemi d’animo. Invece, potrà dormire sonni tranquilli chi sceglie di investire sull’oro tramite il nuovo certificato di BNP Paribas con ISIN XS2993051635, prodotto che ha fissato il suo prezzo strike alla chiusura di ieri, 8 aprile. Acquistando questo strumento, l’investitore fa una scommessa in cui non solo beneficia della protezione totale a scadenza, ma ha una doppia possibilità di guadagno: infatti si potrà ottenere un profitto sia che il metallo prezioso salga, sia che scenda. Male che vada, se il prezzo dell’oro fra tre anni sarà sulle stesse quotazioni di questi giorni, l’investitore verrà rimborsato al 100% senza ottenere nessun guadagno. Scenario però identico rispetto all’investimento su oro con ETC.
Insomma, stiamo parlando di un prodotto decisamente difensivo, che in questo periodo di tremenda incertezza ha senso inserire in un portafoglio equilibrato. Vediamo meglio come funziona il certificato Twin Win. Prezzo sulla parità a 100 dollari a certificato.
Si guadagna sia che l’oro salga, sia che l’oro scenda
La struttura del nuovo certificato emesso l'8 aprile dall'emittente francese BNP Paribas (rating: S&P's A+ / Moody's A1 / Fitch A+) si chiama Twin Win. Si tratta di un prodotto che si caratterizza per pagare la performance del sottostante in valore assoluto, pagando un premio fisso (rebate) in caso di performance superiori o inferiori rispetto alle barriere up e down. Il sottostante è il prezzo ufficiale dell’oro stabilito ogni giorno nel pomeriggio (PM = post meridiem, cioè pomeriggio) dal London Bullion Market Association (LBMA), ovvero il prezzo usato come riferimento ufficiale dalle banche centrali, dall’industria orafa e dagli investitori.
L'orizzonte temporale del certificato ISIN XS2993051635 è di tre anni, con scadenza fissata al 10 aprile 2028. Quel giorno verrà effettuato il confronto fra le due quotazioni dell’oro: quella iniziale (strike) dell’8 aprile 2025, e quella finale. La differenza percentuale fra i due prezzi, in valore assoluto, diventerà il premio in percentuale per l’investitore, indipendentemente che la quotazione sia salita o scesa.
Un esempio aiuterà a capire. Ipotizziamo che alla scadenza risulterà che l’oro in tre anni è salito del 15%. L’investitore verrà rimborsato con il 100% del capitale investito (100 dollari), più 15 dollari. Se il rialzo sarà del 20%, il premio sarà di 20 dollari.
Gli stessi premi saranno pagati se l’oro sarà sceso del 15% o del 20%. Quindi, per guadagnare l’importante è che il prezzo in tre anni sia variato, non importa in quale direzione.
Barriere up e down al 25%
Ovviamente, con un simile meccanismo l’emittente deve proteggersi ponendo dei limiti (barriere). Se l’oscillazione è pari al +25% o -25% (su cui sono fissati i livelli di knock out) il certificato paga un premio (rebate) del 12%, comunque invariato sia in caso di rialzo che di ribasso. Il 12% in tre anni significa un rendimento del 4% all’anno, che non è niente male per un prodotto che offre una protezione del capitale al 100% (rischio zero).
In evidenza, il fatto che se l’oro dovesse chiudere a scadenza con una crollo delle quotazioni dai livelli iniziali, immaginiamo del 40%, il certificato rimborserebbe comunque 112 dollari, dunque con un premio del 12%.
I riferimenti del certificate con Isin XS2959034062
Lo strike (valore iniziale) è il prezzo segnato dall’oro l’8 aprile 2025, vale a dire 3.015,4 dollari all’oncia. Di conseguenza, il limite (barriera) all’insù per avere il rendimento massimo è 3.769,25 dollari (+25%), mentre il limite all’ingiù è 2.261,55 dollari (-25%).
Da tenere presente che il certificate, quotato sul mercato EuroNext, è denominato in dollari, e quindi l’investitore si assume un rischio sul cambio (che può anche essere un’opportunità).
Tempesta dazi e prospettive dell’oro
L’oro è scivolato sotto i 3.000 dollari per la prima volta dal 17 marzo poiché alcuni investitori sono stati costretti a vendere lingotti per coprire le perdite subite su altri asset. Le aspettative di una continua domanda da parte delle banche centrali e le scommesse su un taglio anticipato dei tassi di interesse della Federal Reserve statunitense hanno limitato il calo.
Frank Watson, analista di Kinesis Money, ha descritto così quello che è successo nelle giornate di venerdì 4 aprile e di lunedì 7 aprile: "Le nuove barriere commerciali statunitensi hanno fatto crollare bruscamente i mercati azionari. La caduta delle azioni ha fatto scattare la richiesta di integrazione dei margini di garanzia (margin call), costringendo i trader a liquidare le posizioni in oro per coprirle".
"Pensiamo che la vendita dell’oro sarà di breve durata poiché l’incertezza sui dazi e sulle prospettive del commercio internazionale continua a rafforzare il suo appeal come bene rifugio," hanno scritto gli analisti di ING riferendosi al calo di lunedì. Secondo ING, le banche centrali continueranno ad acquistare oro poiché le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica le spingono ad aumentare le allocazioni verso asset sicuri.
Il rally dell’oro ha comunque buone probabilità di riprendere, una volta che la furia sui mercati si sarà placata. Gli analisti si proclamano per la maggior parte rialzisti. E il caos provocato da dazi e controdazi ha addirittura incoraggiato Deutsche Bank ad alzare proprio lunedì 7 le previsioni di prezzo, a una media di 3.139 dollari/oncia nel 2025 e ben 3.700 dollari nel 2026 (dai precedenti target di 2.725 e 2.900 dollari rispettivamente).
Goldman Sachs ha invece confermato il target di 3.300 dollari /oncia a fine anno, affermando che la sua convinzione sulla traiettoria al rialzo del lingotto si è ulteriormente rafforzata e consigliando di approfittare degli attuali ribassi per comprare.
Il Sole 24 Ore segnala che per molti analisti un fattore centrale a sostegno dell’oro resterà il processo di de-dollarizzazione, già in atto da qualche anno, che in prospettiva si intensificherà. A conferma dell’interesse delle banche centrali a diversificare verso il lingotto, la Cina lunedì 7 aprile ha comunicato un ulteriore aumento delle riserve auree in marzo, per il quinto mese consecutivo.
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