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La spina dorsale dell'AI che paga oltre il 25% annuo con barriere 50%

Investire nella spina dorsale dell'AI: cavi, fibra ottica e connessioni. E' questo l'obiettivo del nuovo Cash Collect su Prysmian, Corning e Amphenol. Premi mensili del 2,1% e barriere al 50%

Autore: Team Soluzioni di Investimento
sfondo nero con un mondo colorato di blu generato da righe che si connettono da un paese all'altro

L'intelligenza artificiale è diventata il motore silenzioso della nostra quotidianità. La utilizziamo per lavorare, cercare informazioni, creare contenuti, ecc. Ma dietro questa rivoluzione digitale esiste un'infrastruttura fisica enorme e spesso ignorata: data center, reti in fibra ottica, chilometri di cavi e milioni di connessioni che permettono ai dati di viaggiare senza interruzioni da un continente all'altro. È la "spina dorsale" dell'AI, meno visibile dei chip ma altrettanto essenziale. E se il mercato guarda soprattutto ai giganti del software e ai produttori di semiconduttori, una delle opportunità più interessanti potrebbe nascondersi proprio negli attori che rendono possibile la connettività globale. 

Proprio per questo oggi vi presentiamo un prodotto che permette di cavalcare il boom dell'AI senza puntare sui soliti nomi del settore, ma sulle aziende che ne rendono possibile lo sviluppo grazie alle infrastrutture della connettività. Il tutto con un ottimo profilo di rischio-rendimento dato che riesce ad offrire un rendimento annuo superiore al 25% con barriere di protezione che permettono di sopportare una flessione fino al -50% dei titoli sottostanti.

È questo l'obiettivo alla base del nuovo Memory Autocall Cash Collect di BNP Paribas (ISIN XS3409590943), costruito su un paniere Worst Of composto da tre società leader che presidiano i nodi strategici della connettività globale:

  • Prysmian, leader nelle infrastrutture per cavi ed energia;
  • Corning, protagonista nella produzione di fibra ottica;
  • Amphenol, punto di riferimento mondiale nei sistemi di connessione e connettori.

Tre società diverse ma complementari, unite da un elemento comune: fornire l'infrastruttura fisica indispensabile affinché l'economia dei dati e l'intelligenza artificiale possano continuare a crescere.

Prezzo oltretutto a sconto a quota 97 EUR.

 

La connettività, il collo di bottiglia meno raccontato dell'AI 

Quando si parla di infrastrutture per l'intelligenza artificiale, l'attenzione va quasi sempre ai semiconduttori e ai data center in senso stretto. Ma tra i chip che calcolano e gli edifici che li ospitano c'è uno strato altrettanto critico: la rete che li collega e che oggi fatica a tenere il passo della domanda. 
Vale anche qui una regola che si ripete a ogni ondata tecnologica: quando tutti guardano ai protagonisti più visibili, il valore si nasconde spesso in ciò che li tiene insieme. Un data center pieno delle GPU più potenti al mondo, senza una rete capace di farle comunicare tra loro e con l'esterno, è poco più che un magazzino di silicio costosissimo: ogni chip rende quanto glielo permette il cavo a cui è collegato, non un centesimo di più. 

È in questo anello meno raccontato che si gioca una parte decisiva della partita infrastrutturale dell'AI. Ed è un anello che non ha un solo protagonista, servono insieme chi porta l'energia fin dentro l'edificio, chi trasporta il segnale su lunga distanza, e chi lo instrada fisicamente da una GPU all'altra. 

Cosa si intende per infrastruttura di connettività 

Quando parliamo di questo strato, non ci riferiamo a router o switch da ufficio, ma ai tre livelli fisici che portano energia e dati dalla rete elettrica fino al singolo chip: 

  • Cavi e infrastrutture energetiche: collegano i data center alla rete elettrica e trasportano l'enorme quantità di energia necessaria ad alimentarli. 
     
  • Fibra ottica a lunga distanza: la "autostrada" di vetro su cui viaggiano i dati tra un data center e l'altro, e sempre più spesso anche dentro lo stesso edificio. 
     
  • Connettori e cablaggio a corto raggio: il collegamento fisico tra una GPU e l'altra dentro il rack, dove transitano i volumi di dati più densi dell'intera filiera. 

La domanda di fibra ottica dei data center è cresciuta di circa il 76% nel 2025 e dovrebbe pesare il 30% della domanda mondiale di fibra entro il 2027, contro meno del 5% nel 2024. Nvidia lo ha capito bene: da marzo 2026 ha investito almeno 6,5 miliardi di dollari in società di fotonica, tra cui Corning, per assicurarsi capacità piuttosto che aspettare che il mercato la costruisca da solo. Il suo ruolo è particolare: a differenza degli altri beneficiari, fornitori di componenti attivi, Corning fornisce il mezzo fisico, la fibra di vetro, ed è di fatto l'unico produttore con la scala necessaria a soddisfare la domanda. Nello stesso ecosistema si muove anche Amphenol, scelta da Nvidia per i connettori che tengono insieme le GPU dentro il rack. 
 
È un mercato dove la domanda corre più veloce dell'offerta, e dove chi controlla la capacità fisica ha un potere di prezzo raro da trovare altrove. Prysmian, Corning e Amphenol occupano ciascuno un pezzo diverso di questa stessa strozzatura: è il filo conduttore che tiene insieme il paniere. 

25,2% annuo con barriere al 50%

Il nuovo Memory Autocall Cash Collect di BNP Paribas (ISIN XS3409590943) emesso il 2 luglio offre un worst of su un paniere di tre azioni: 

  • Prysmian 
  • Corning  
  • Amphenol 

Paga premi mensili con effetto memoria pari al 2,10% (25.20% annuo), a condizione che nessuno dei tre titoli si trovi, alla data di osservazione, sotto la barriera al 50% dei rispettivi strike.  

Se in una data di osservazione anche un solo titolo del paniere dovesse trovarsi sotto la barriera del 50% il premio non sarà pagato ma non verrà perso: in questo caso entrerà in gioco l'effetto memoria, che accumula i premi non corrisposti e li paga tutti insieme nella prima data di valutazione in cui la condizione viene nuovamente rispettata. 

Questo significa che l'investitore non perde i premi durante le fasi di mercato più difficili (ribassi superiori al 50% dai livelli iniziali), ma li vede semplicemente sospesi in attesa di una ripresa, anche parziale, degli indici. 

Da segnalare, inoltre, che si tratta di un certificato con effetto Quanto: il rischio di cambio legato alle sottostanti denominati in valuta estera ( Corning e Amphenol in dollari) è neutralizzato, così che il rendimento dipenda solo dall'andamento delle sottostanti e non dalle oscillazioni valutarie. 

La durata del certificato è di 3 anni (scadenza a luglio 2029), ma a partire da gennaio 2027 è possibile il rimborso anticipato in modo automatico con trigger autocall decrescente dell'1% mensile dal 100% al 71% degli strike.

Nella tabella sottostante riportiamo il calendario completo dei premi mensili e dell'autocall per l'ISIN XS3409590943.

Calendario Premi e Autocall ISIN XS3409590943_Websim
Calendario Premi e Autocall ISIN XS3409590943

Scenari a scadenza 

Se il certificato non viene richiamato anticipatamente, alla data di osservazione finale si aprono due scenari:

Se tutti e tre i titoli quotano pari o sopra la barriera del 50% dei rispettivi strike, il certificato rimborsa 100 euro di nominale più l'ultimo premio e tutti quelli eventualmente accumulati in memoria. Rendimento complessivo: 25,20%.Ricordiamo che, essendo un certificato d'investimento, tutte le plusvalenze realizzate (premi ed eventuale capital gain) sono assoggettabili alla categoria dei redditi diversi, permettendo così la compensazione di eventuali minusvalenze in portafoglio. 

Se invece il peggiore dei tre titoli (worst of) si troverà sotto la barriera del 50%, il rimborso sarà proporzionale alla sua performance. Ad esempio, se il titolo peggiore chiude a scadenza con una perdita del 65% dal proprio strike, il certificato rimborsa 35 euro, più i premi già incassati durante la vita del prodotto. 

Focus sui sottostanti: tre pilastri della stessa filiera 

Il paniere non è un semplice basket di titoli AI: Prysmian, Corning e Amphenol occupano tre livelli fisicamente distinti della stessa infrastruttura, con sovrapposizione competitiva diretta solo tra due dei tre nomi. 

Prysmian — È il maggiore produttore mondiale di cavi per energia e telecomunicazioni, nato dall'ex Pirelli Cavi, con cinque aree di business tra cui Digital Solutions (fibra ottica). Unico titolo del paniere capace di offrire sia l'infrastruttura energetica sia quella dati per un data center. Il titolo ha guadagnato oltre il 70% nell'ultimo anno, sostenuto dalle trattative in corso con hyperscaler internazionali su contratti pluriennali di capacità fibra. 
Nel primo trimestre 2026 i ricavi hanno raggiunto 5,2 miliardi di euro, sopra le attese; per l'intero 2026 il gruppo prevede un EBITDA tra 2,63 e 2,82 miliardi di euro. Il consenso degli analisti su Prysmian rimane favorevole, seppur con maggiore cautela rispetto ad altri titoli del paniere: su 22 giudizi complessivi, il 59,1% raccomanda l'acquisto, il 36,4% consiglia di mantenere le posizioni, mentre il 4,5% suggerisce la vendita. Il rating medio si attesta a 4,09. Il prezzo obiettivo a 12 mesi, fissato a 151,76 euro, implica un potenziale di rivalutazione contenuto, pari al 4,2% rispetto alle quotazioni attuali (145,70 euro), che hanno già registrato un rialzo del 144,7% nell'ultimo anno.

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Corning — È tra i principali produttori mondiali di fibra ottica e vetro speciale ad alto valore aggiunto, protetti da un solido portafoglio di proprietà intellettuale; non un produttore di cavi in senso tradizionale, ma un'azienda di scienza dei materiali. È l'unico titolo del paniere in cui il segmento connettività è già oggi maggioritario sui ricavi. Il titolo è più che raddoppiato nell'ultimo anno, trainato dagli accordi pluriennali con Meta, Amazon, Microsoft e Nvidia. 
Nel 2025 i ricavi hanno raggiunto 16,4 miliardi di dollari, con il solo segmento Optical Communications con una crescita stimata pari al 44% nel 2026. La capitalizzazione supera i 169 miliardi di dollari. Il consenso degli analisti su Corning si conferma positivo: su 17 giudizi complessivi, il 70,6% raccomanda l'acquisto, il 29,4% consiglia di mantenere le posizioni, senza alcuna indicazione di vendita. Il rating medio si attesta a 4,35. Il prezzo obiettivo a 12 mesi, fissato a 213,07 dollari, implica un potenziale di rivalutazione dell'8,3% rispetto alle quotazioni attuali (196,79 dollari), che hanno già registrato un rialzo del 275,1% nell'ultimo anno.

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Amphenol — Produttore di connettori di precisione — elettrici, elettronici, in fibra ottica — cresciuto per decenni attraverso acquisizioni mirate. È partner ufficiale dell'ecosistema Nvidia per i rack Blackwell/GB200. Il titolo tratta vicino ai massimi storici, dopo un rialzo di oltre l'80% dai minimi degli ultimi dodici mesi. 
Nel 2025 i ricavi sono saliti a 23,1 miliardi di dollari (+52% a/a); il primo trimestre 2026 ha già segnato +58% su base annua, trainato dall'integrazione di CommScope. La capitalizzazione ha superato i 200 miliardi di dollari. Il consenso degli analisti su Amphenol resta particolarmente costruttivo: su un totale di 19 giudizi, il 78,9% raccomanda l'acquisto del titolo, mentre il restante 21,1% consiglia di mantenere le posizioni in portafoglio, senza alcuna indicazione di vendita. Il rating medio si attesta a 4,58, a conferma di una view sell-side ampiamente favorevole. Il prezzo obiettivo a 12 mesi, fissato a 183,78 dollari, implica un potenziale di rivalutazione dell'11,7% rispetto alle quotazioni attuali (164,59 dollari), che arrivano già a premiare il titolo di un +66,6% nell'ultimo anno.

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