COMUNICAZIONE DI MARKETING
Puntare sull'Italia con una maxi-cedola incondizionata del 14%
Si avvicina la data di stacco del cedolone del 14% (a luglio) del Maxi Cash Collect di UniCredit (ISIN DE000HD5HEK2) su tre blue chip italiane. Dopo premi trimestrali dell'1% e barriere ampie al 50%.

Pronti, via: chi compra oggi il certificate, fra un mese e mezzo (il 18 luglio) incasserà una prima cedola pari al 14% del capitale investito. E’ la grande attrattiva del Maxi Cash Collect con ISIN DE000HD5HEK2 realizzato da Unicredit con sottostanti le azioni di tre società fra le più rappresentative della Borsa italiana: Banco BPM, Moncler e STM. Il maxi-premio è incondizionato, quindi verrà certamente pagato. Inoltre, altra caratteristica positiva, il “cedolone” è considerato dal Fisco “reddito diverso”, e in quanto tale è utile per compensare eventuali minusvalenze nello zainetto fiscale dell’investitore.
Premi trimestrali dell’1% e ampie barriere al 50%
Il Maxi Cash Collect è stato lanciato a un prezzo di emissione di 100 euro e oggi è acquistabile sul mercato secondario a 101 euro. La durata è tre anni. Pagato il maxi-premio, questo certificate continuerà a remunerare gli investitori con bonus trimestrali dell’1%, pari a un rendimento annuo del 4%. Questi premi sono condizionati al rispetto di una barriera decisamente profonda, collocata al 50% dei valori iniziali: per incassare le cedole bisogna che alle date di osservazione nessuno dei tre sottostanti abbia perso più del 50% dal valore di strike.
Immaginiamo già l’obiezione di chi considera poco interessante un rendimento annuo del 4%. La nostra risposta è che per valutare a pieno questo prodotto bisogna considerare che molto probabilmente non arriverà a fine corsa, ma verrà rimborsato prima della sua scadenza naturale, e il ritiro anticipato avrà l’effetto di fare salire notevolmente il rendimento medio annuo.
Autocall con step down per aumentare il rendimento
Infatti, a partire da dicembre 2024 a ogni data trimestrale di osservazione il certificate verrà rimborsato anticipatamente al valore nominale di 100 euro se le quotazioni di tutti e tre i sottostanti saranno pari o superiori al livello target. Per la scadenza di dicembre 2024 e quella successiva di marzo 2025 il target è il 100% del valore iniziale. Poi scenderà progressivamente con un calo di 5 punti percentuali ogni sei mesi, fino a raggiungere il livello minimo dell’80% nel dicembre 2026 e nel marzo 2027.
Questo meccanismo, chiamato Autocall con step down, rende più probabile il rimborso anticipato che avrà come effetto di fare salire il rendimento del certificate.
Facciamo alcune ipotesi:
– Rimborso anticipato a dicembre 2024. Chi compra oggi incasserà 14 euro di maxi-premio e 1 euro di premio trimestrale con un rendimento del 15% in sei mesi e mezzo, pari al 27,6% annuo.
– Rimborso anticipato a dicembre 2025. Chi compra oggi incasserà 5 cedole da un euro da aggiungere ai 14 euro del maxi-bonus, per un totale di 19 euro in 18 mesi e mezzo. Il rendimento medio annuo sarà del 12%.
Cosa succede alla scadenza naturale del certificate
Se poi non dovesse scattare l’autocall, alla scadenza finale del 17 giugno 2027 ci potranno essere ipotesi diverse.
L’ipotesi migliore è che alla scadenza finale tutti e tre i sottostanti quotino sopra la barriera e che nei tre anni il prodotto abbia pagato tutti gli 11 premi trimestrali previsti. In questo caso l’investimento si chiuderà con il rimborso del certificate al 100% del valore nominale (100 euro). In tre anni l’investitore avrà incassato cedole per 25 euro, pari a un rendimento medio annuo dell’8,3%.
Se invece alla scadenza finale anche solo uno dei sottostanti dovesse quotare sotto la barriera, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Ipotizziamo che il peggiore accusi un ribasso del 60% dal Valore iniziale: il certificate verrà rimborsato a 40 euro (40% del Valore iniziale). Grazie al cedolone iniziale, la perdita sarà di 56 euro e non di 60 euro, e potrà risultare anche inferiore a seconda di quanti premi trimestrali saranno stati incassati nei tre anni.
Perché puntare sulla Borsa italiana
A nostro giudizio il Maxi Cash Collect (ISIN DE000HD5HEK2) è un ottimo strumento per investire sulla Borsa italiana alla vigilia del taglio dei tassi da parte della Bce. Ormai non ci sono più dubbi che la Banca centrale europea alla prossima riunione del 6 giugno avvierà la riduzione del costo del denaro nella zona euro. La discussione fra gli economisti è su quanti altri tagli seguiranno da qui alla fine dell’anno.
Tassi di interesse più bassi aiuteranno l’economia italiana a confermare i segnali di miglioramento che recentemente hanno spinto molti osservatori nazionali e internazionali a rivedere al rialzo le previsioni di crescita per l’Italia per il 2024, riportandole attorno all’1%. Nel suo ultimo rapporto sulla congiuntura, la Confcommercio sottolinea il buon andamento di gran parte dei servizi (in particolare quelli legati al turismo), settori ad alta intensità di lavoro. Il denaro meno caro dovrebbe dare più fiato ai consumi che, lamenta Confcommercio, restano deboli a causa dell’incertezza sul futuro prossimo.
Intanto la recrudescenza dell’inflazione sembra un problema ormai superato. L’evoluzione dei primi cinque mesi è in linea con una crescita dei prezzi nel complesso del 2024 di poco inferiore all’1%. "Secondo le nostre stime, nel mese di maggio è attesa una variazione congiunturale dei prezzi al consumo dello 0,1% e dello 0,7% su base annua, in ulteriore rallentamento”, afferma Confcommercio.
Questo quadro è da considerare favorevole per una Piazza Affari che ha alle spalle un’ottima performance nel 2024, con il FtseMib salito del 12% da inizio anno (+27% negli ultimi 12 mesi), meglio dell’Euro Stoxx 50 (+9,9% da inizio anno) e meglio dello Stoxx Europe 600, l’indice che comprende anche le Borse di Londra e Zurigo, salito del 7,4% dall’inizio dell’anno.
I tre titoli che fanno da sottostante al certificate sono fra i più seguiti dagli investitori internazionali. Trovarseli insieme in un paniere dà la possibilità di coprire con un unico strumento i principali settori del mercato.
Il rialzo da inizio anno del 32% di Banco BPM è frutto dell’efficacia della politica di rilancio varata dal management e della sua capacità di dialogare con gli investitori, che ormai sono convinti che l’alto livello degli utili raggiunto negli ultimi due anni è sostenibile anche in futuro, in uno scenario di tassi calanti. Inoltre, con un P/E 2024 di 5,5 volte, non si può certo dire che il titolo sia caro.
Moncler prosegue con determinazione nel percorso per affermarsi come marchio di lusso. Guardando i dati dell’ultimo trimestre, gli analisti sono rimasti colpiti dalla performance realizzata nei negozi di proprietà, dove le vendite sono volate del 26%. Luca Solca, analista di Bernstein, ritiene che Moncler ormai sia entrata nella Premier League dell’industria del lusso, nonostante le sue dimensioni siano più ridotte rispetto ai grandi nomi.
La media dei target price è di 69 euro e indica un potenziale di apprezzamento del 14%. Al prezzo di oggi Mocler vale in Borsa 25 volte l’utile previsto per il 2024.
StM, il primo produttore in Europa di chip, sta attraversando una fase delicata come tutto il settore dei semiconduttori, a causa dall'indebolimento della domanda da parte delle case automobilistiche e di altri settori industriali. Commentando i dati del primo trimestre il presidente e AD Jean-Marc Chery ha detto: "I ricavi netti e il margine lordo del primo trimestre sono stati entrambi inferiori al punto intermedio della nostra guidance delle attività, trainati da minori ricavi nei settori Automotive e Industrial, in parte controbilanciati da maggiori ricavi in Personal Electronics".
Il gruppo italo-francese ha chiuso il primo trimestre con ricavi netti in calo del 18,4% a 3,47 miliardi di dollari, sotto le attese del mercato di 3,61 miliardi, mentre l'Ebit è sceso del 46,1% a 551 milioni di dollari, contro attese degli analisti di 603,82 milioni di dollari. Il margine lordo si attesta al 41,7%.
Per il secondo trimestre, StM si aspetta, come valori intermedi, ricavi netti per 3,2 miliardi di dollari (-26% su anno e -7,6% sul trimestre precedente) e un margine lordo intorno al 40%.
Le difficoltà del momento sono ben espresse dalle quotazioni di StM, con le azioni che dall’inizio dell’anno sono scese del 16%.
La media dei target price degli analisti è 48,9 euro e indica un potenziale di rialzo del 27%.
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