COMUNICAZIONE DI MARKETING
Investire oggi sull’Italia? Sì, ma con la barriera protettiva al 40%
Per investire sull'Italia con un certificato difensivo, ecco il nuovo Low Barrier Cash Collect di Barclays (ISIN XS3068020547). Cedole del 11% annuo e barriere profonde al 40%

Rimangono tonici i mercati azionari, con Wall Street che continua ad aggiornare i suoi massimi storici. Anche in Europa il sentiment resta costruttivo, e l’Italia non è da meno con il Ftse Mib che viaggia sui livelli più alti dal 2007.
Ma proprio quando i mercati azionari sembrano non volersi fermare, aumenta nelle scelte degli investitori la componente di prudenza. Infatti, dopo mesi di rally è naturale voler restare investiti...ma senza esporsi troppo visto che un ritorno della volatilità potrebbe favorire uno storno delle quotazioni. E' in questo scenario che si inserisce perfettamente una soluzione d'investimento capace di coniugare esposizione al mercato italiano e protezione del capitale, offrendo al tempo stesso un ottimo flusso cedolare.
Stiamo parlando del nuovo Low Barrier Cash Collect di Barclays (ISIN XS3068020547): un certificato strutturato sul basket worst-of composto da Eni, Pirelli, Amplifon e Stellantis, quattro titoli rappresentativi di 3 settori chiave dell’economia italiana: energia, automotive e salute. Il punto di forza del prodotto? La presenza di barriere profonde al 40% valide sia per l'ottenimento dei premi mensili, ma anche per la protezione del capitale a scadenza. Una struttura quindi difensiva ma che strizza l'occhio anche al rendimento visto il suo flusso cedolare a doppia cifra (11% annuo).
Barriere al 40% e cedole del 11% annuo
Il certificato in analisi oggi è stato emesso su Borsa Italiana il 18 luglio 2025, fissando i suoi prezzi di riferimento iniziali (Strike) alla chiusura della seduta del 18 luglio 2025. Come è facile immaginare il prodotto si distingue per il suo approccio difensivo grazie alla presenza di barriere profonde al 40%. In altre parole: anche in presenza di una correzione marcata dei sottostanti, fino al -60%, il certificato continuerà a pagare cedole e restituire il capitale a scadenza.
E le cedole non passano inosservate. Infatti, nonostante la struttura difensiva, il nuovo ISIN XS3068020547 di Barclays (S&P’s A+ / Moody’s A1 / Fitch A+) offre un rendimento annuo dell’11%, pagato tramite cedole mensili con memoria dello 0,92%. Tutte le cedole sono condizionate ad una barriera profonda al 40%, protezione che come vedremo tra poco, sui titoli del paniere appaiono molto profondi.
Le cedole sono con "effetto memoria", una proprietà del payoff che permette all'investitore di recuperare tutti i premi eventualmente non incassati in precedenza. Infatti, in caso di mancato rispetto della barriera premi in una o più date di osservazione, se tornerà ad essere soddisfatta la condizione per il pagamento, allora il prodotto pagherà tutti i premi mantenuti in memoria. Detto in altri termini, basterà che all'ultima data di osservazione di luglio 2029, tutti i titoli avranno una quotazione superiore alla barriera al 40%, per incassare tutte le 48 cedole previste dal prodotto fino a scadenza. Visto il valore nominale di 100 euro, ogni premio mensile vale 0,92 euro, arrivando così ad un flusso cedolare complessivo di 44,16 euro a certificato, ovvero il 44% di rendimento nei quattro anni di vita del prodotto.
Teniamo anche presente che dal punto di vista fiscale le cedole dei certificati sono classificabili come “redditi diversi”, una peculiarità di questi prodotti che permette agli investitori di compensare eventuali minusvalenze pregresse in portafoglio. Su questo ricordiamo comunque di informarsi con la propria depositaria sul tipo di compensazione che applica, se a scadenza o immediata.
Possibile l'Autocall da aprile 2026
La scadenza naturale del prodotto ISIN XS3068020547 è tra quattro anni, ma è anche possibile che non arrivi a termine dato che da aprile 2026 potrà essere rimborsato anticipatamente con il meccanismo dell'Autocall con trigger fisso al 100% degli strike.
Ciò significa che se nelle stesse date di osservazione dei coupon mensili, tutti i sottostanti avranno un prezzo pari o superiore ai rispettivi valori inziali (trigger al 100% degli strike), allora il certificato sarà rimborsato automaticamente al valore nominale (100 euro). A questo sarà ovviamente aggiunta la relativa cedola prevista per quella data, oltre a quelle eventualmente non pagate grazie all'effetto memoria.
Di seguito vediamo il calendario delle cedole e le date in cui sarà possibile il richiamo anticipato:
Scadenza a luglio 2029
Nel caso in cui il Low Barrier Cash Collect di Barclays (ISIN XS3068020547) non dovesse essere rimborsato anticipatamente in modo automatico (Autocall), alla data di osservazione finale del 18 luglio 2029 sarà monitorato il rispetto della stessa barriera profonda al 40%, valida anche per i premi mensili. Di conseguenza, l’unico scenario in cui l’investitore può subire una perdita si verifica se anche solo un titolo del paniere si dovesse presentare a scadenza con una quotazione inferiore al livello barriera.
- In tal caso, il certificato sarà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Ad esempio, se il titolo peggiore dei tre fosse crollato a scadenza del 70%, allora il certificato sarà rimborsato al 30% del valore iniziale, ovvero 30 euro a certificato.
- Al contrario, se all'appuntamento finale i quattro titoli del basket avranno un prezzo pari o superiore alla barriera 40%, allora all'investitore sarà rimborsato il valore nominale di 100 euro, più l'ultima cedola prevista ed eventualmente tutte le altre non pagate in precedenza grazie all'effetto memoria. L'investitore avrà così incassato un rendimento cedolare complessivo pari a 144 euro a certificato.
FOCUS SUL BASKET
Nella tabella sottostante possiamo vedere i livelli iniziali (strike) dei 4 titoli del basket worst of (ISIN XS3068020547): Eni, Pirelli, Amplifon e Stellantis.
Eni:
Mancano pochi giorni al test dei conti trimestrali di Eni la cui pubblicazione è attesa per venerdì 25 luglio. Per il colosso energetico guidato da Descalzi il consensus di Bloomberg indica ricavi per 19,91 miliardi di euro, mentre l’Ebitda è visto a 3,88 miliardi e l’Ebit a 1,85 miliardi. Secondo Equita i conti possono “rappresentare un catalyst moderatamente positivo per il titolo”. Secondo gli analisti Eni può confermare le guidance per il 2025 di produzione (1,7 mln boe/g), CFFO (11 miliardi) e di remunerazione (dividendo 1,05 euro e buyback 1,5 miliardi).
Tuttavia, per quanto riguarda l'ultimo trimestre, Equita si attende un calo dell’utile netto pari al 38% in scia allo “scenario meno favorevole dei prezzi degli idrocarburi, per il deprezzamento del dollaro, in parte compensata da una performance meno debole del business downstream (raffinazione e chimica) grazie al miglioramento dei margini di mercato”. E aggiungono: “in considerazione del deprezzamento del dollaro, modifichiamo le stime di forex a 1,15 nel secondo semestre e nel 2026 e riduciamo le stime Eps 2025-2026 del 4%”. Equita ha confermato la raccomandazione buy con target price a 16 euro. Nel complesso gli analisti che seguono il titolo rimangono positivi sul cane a sei zampe: 12 raccomandano il buy e 17 quello hold, mentre un solo analista consiglia di vendere. Il target price medio è 14,47 euro.
Appare molto ben posizionata la barriera al 40% su Eni per il certificato (ISIN XS3068020547). Infatti, Eni ha fissato il suo prezzo strike a 14,164 euro con la sua barriera di protezione che va dunque a cadere a 5,66 euro, su livelli di prezzo che nella storia recente del titolo ha sfiorato solo nel 2020 con la pandemia Covid.
Pirelli:
All'interno del certificato ISIN XS3068020547, Pirelli ha fissato il suo prezzo iniziale a 5,822 euro. La barriera protettiva al 40% va dunque a cadere a quota 2,33 euro, livelli mai raggiunti dal titolo. Questo è ben visibile dal grafico sotto su time frame settimanale, dove vediamo lo strike rappresentato dalla linea blu e la barriera con una rossa.
Amplifon:
Appare molto protettiva anche la barriera su Amplifon. Come vediamo dal grafico settimanale, dopo i massimi di fine 2021 la tendenza sul titolo è diventata ribassista. L'area supportiva più importante su Amplifon è a quota 15,9 euro, livello di prezzo che ha permesso anche di recente al titolo di rimbalzare fino agli attuali 20 euro. Lo strike è stato fissato proprio a 20,18 euro, permettendoci così di avere la barriera al 40% a quota 8,72 euro, prezzi raggiunti l'ultima volta dal titolo nel 2016.
Stellantis:
Situazione complessa anche per l'ultimo titolo del paniere: Stellantis. Il colosso dell'automotive dai massimi di marzo 2024 ha perso oltre il 70% e attualmente sta tentando un consolidamento di quota 8 euro. I principali supporti statici sul titolo si trovano ora poco sopra a 5 euro. Lo strike per Stellantis è stato fissato a 7,91 euro, con la barriera al 40% che va a a 3,13 euro, prezzi molto profondi dai livelli attuali e sui minimi del 2013.
COMUNICAZIONE DI MARKETING
In questo articolo
Advertisement

Disclaimer
Il Certificato ISIN XS3068020547 è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.
La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.
Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: Clicca qui.
Per maggiori informazioni, leggere attentamente la pagina relativa alle avvertenze. Clicca qui.






