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Investire nel settore auto? Con l'Airbag Cash Collect si può (12% p.a)
Nuovo Airbag Cash Collect di Leonteq (ISIN CH1409718744) per investire sul settore auto. Premi mensili con memoria dell'1% (12% annuo) condizionati a barriere profonde al 50% + Airbag al 60%

Per quanto in difficoltà, il settore automotive resta il cuore dell’industria europea e una parte fondamentale dell’industria americana. E’ un settore ciclico per antonomasia, con tutti i pro e i contro che questo comporta per chi ci lavora e per chi lo sceglie come terreno di investimento.
L’evoluzione tecnologica, le normative per la salvaguardia dell’ambiente e la nuova concorrenza dei produttori cinesi stanno mettendo a dura prova le aziende tradizionali dell’Occidente. Al tempo stesso, la continua crescita della domanda mondiale di autovetture, sostenuta dallo sviluppo della popolazione, fornisce la base indispensabile per immaginare che anche questa volta la contrazione sarà seguita da una nuova fase di espansione del ciclo.
Ecco perché investire oggi nell’automotive europeo ha senso, nonostante la pioggia quotidiana di notizie negative. Siccome azzeccare il timing dell’inversione del ciclo è impossibile, il nostro consiglio è di puntare sul settore attraverso uno strumento in grado di fornire una buona protezione al capitale, senza sacrificare troppo le attese di rendimento.
Alta protezione con l'Airbag Cash Collect
E’ esattamente questa la caratteristica del nuovissimo Airbag Cash Collect con ISIN CH1409718744, appena lanciato sul mercato italiano dalla svizzera Leonteq, con sottostanti Porsche, Stellantis e Tesla.
Questo certificate, della durata di tre anni, paga premi mensili con memoria dell’1% (12% all’anno), condizionati da una barriera molto profonda, fissata al 50% degli strike.
Alla scadenza finale, la stessa barriera al 50% proteggerà integralmente il capitale fino a un ribasso del peggiore dei sottostanti del 50%. Ma se dovesse esserci un ribasso più forte? In tal caso entrerà in gioco l’Airbag al 60% per fornire un ulteriore livello di protezione.
Esempio di come funziona l’Airbag al 60%
La regola di tutti i certificate cash collect è che se alla scadenza uno dei sottostanti è finito sotto la barriera, l’investitore verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti (worst of) e andrà incontro a una perdita.
Il certificate con ISIN CH1409718744 è stato emesso a un valore nominale di 1.000 euro. Se alla scadenza finale del prodotto, nel febbraio 2028, nessuno dei tre sottostanti sarà sceso del 50% rispetto al valore di strike, il prodotto sarà rimborsato al 100% del valore di emissione, cioè a 1.000 euro.
Se, invece, il peggiore dei sottostanti accuserà un ribasso del 50% o più, il rimborso dovrebbe essere proporzionale. Ipotizzando un ribasso del 65%, l’investitore dovrebbe essere rimborsato al 35% del valore di emissione, cioè a 350 euro.
Diciamo “dovrebbe” perché se la barriera viene bucata, entra in gioco l’Airbag, il meccanismo che si attiva nel caso di conclusione negativa dell’investimento. Con l’Airbag il rimborso finale sarà sì commisurato alla performance del titolo peggiore (worst of), ma sarà moltiplicato per il Fattore Airbag, ovvero nel caso di Airbag al 60% ci sarà una moltiplicazione per 1,6667 (100 : 60).
Nell’esempio di prima, grazie all’Airbag il rimborso di 350 euro diventerà di 583 euro (350 x 1,6667).
Quindi, grazie all'Airbag in uno scenario fortemente negativo si andrà incontro ad una perdita decisamente inferiore rispetto a quanto si otterrebbe con un tradizionale Cash Collect o con l'acquisto diretto dei titoli sottostanti. Una soluzione piuttosto difensiva, che però non va a intaccare un ottimo rendimento potenziale, pari al 36% in tre anni.
Premi mensili con memoria dell’1%
Il rendimento è dato da premi mensili dell’1% (cedole da 10 euro l’una). Grazie al meccanismo della memoria, se a una certa data di osservazione non ci saranno le condizioni per pagare la cedola, il premio non verrà cancellato, ma resterà nella memoria del certificate e verrà corrisposto alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti saranno di nuovo sopra la barriera. Quindi, basterà che la barriera venga rispettata alla scadenza finale del 7 febbraio 2028 per avere la certezza di incassare tutti i 36 premi, pari ad un rendimento cedolare complessivo di 360 euro.
Possibile il rimborso anticipato (Callability)
Il certificate con ISIN CH1409718744 potrebbe non arrivare alla scadenza finale, perché l’emittente si è riservato la facoltà di richiamarlo in anticipo a propria discrezione (Callability). L’annuncio del rimborso anticipato potrà avvenire in concomitanza con ogni data di osservazione, a partire da quella del 7 maggio 2025. Una volta rimborsato, il certificate non pagherà più nessun premio.
Le performance di Borsa dei sottostanti
A rendere sensata la scommessa sulle tre società del settore automotive sottostanti al certificato di oggi (ISIN CH1409718744) sono le loro performance di Borsa degli ultimi 12 mesi. Stellantis è scesa del 41% ed è tornata sui livelli del dicembre 2022.
Porsche ha perso in un anno il 30% e le quotazioni di questi giorni rappresentano il minimo storico della breve storia di Borsa del famoso marchio tedesco. Porsche è stata quotata nel settembre 2022 dopo un collocamento a 82,50 euro.
Tesla vanta un rialzo sui 12 mesi dell’80%, ma è anche vero che accusa un ribasso di circa il 23% dal 20 gennaio, il giorno dell’insediamento del presidente Trump, e del 32% dal massimo storico di 480 dollari segnato a metà dicembre.
Nella tabella qui sopra è possibile vedere i livelli iniziali (strike) dei tre titoli sottostanti del paniere ISIN CH1409718744), con le relative distanze percentuali.
Stellantis alla ricerca del Ceo
Nessuna di queste tre Case gode di ottima salute. Stellantis è ancora alla ricerca di un Ceo dopo l’improvvisa uscita di Carlos Tavares, che ha salutato l’azienda dopo avere annunciato i pesanti risultati del terzo trimestre, chiuso con ricavi netti pari a 33 miliardi di euro, in calo del 27% rispetto all'anno precedente. Il numero di veicoli consegnati è stato di 1,148 milioni di unità, in calo del 20%.
Il 26 febbraio la società annuncerà i risultati dell’intero 2024. Il consensus degli analisti stima che l’esercizio 2024 si chiuderà con un fatturato di 155,4 miliardi di euro, in calo del 17,9% sul 2023, e un utile di 6,2 miliardi, pari a solo un terzo dell’utile dell’anno precedente (18,6 miliardi).
In attesa del nuovo Ceo, fra gli analisti prevale l’atteggiamento neutrale (15 raccomandazioni su 27 esperti che coprono il titolo). La media dei target price, pari a 14,5 euro, è più alta del 14% riospetto all’attuale quotazione.
Tesla è molto più che un costruttore di EV
Il mese di gennaio è stato amaro per Tesla. Secondo i dati della China Passenger Car Association, le vendite di veicoli prodotti nella gigafactory di Shanghai sono state pari a 63.238 unità, con un calo dell’11,5% rispetto allo stesso mese del 2023 e una discesa del 32,6% rispetto a dicembre 2024.
I dati del mercato cinese hanno completato un quadro negativo per la società leader dell’elettrico, che in Europa a gennaio ha registrato un drastico calo delle vendite del 47% rispetto a gennaio 2023.
Secondo alcuni osservatori, molti possibili clienti di Tesla avrebbero rinviato l’acquisto in attesa della nuova versione della Model Y e del nuovo modello più economico che dovrebbe arrivare entro il 2025.
Barron’s sostiene che l’attenzione degli investitori alle vendite di veicoli elettrici non tiene conto di un punto cruciale: Tesla è molto più di un'azienda automobilistica. Quando la società ha comunicato gli utili il 29 gennaio, l'analista di Morgan Stanley Adam Jonas, ha notato che nella call con gli analisti il management ha dedicato molto più tempo alle altre attività di Tesla, in particolare alla guida autonoma, all'intelligenza artificiale e alla robotica, che alle automobili.
Gary Black, cofondatore del Future Fund Active, sostiene che con le azioni di Tesla scambiate a 130 volte gli utili stimati per il 2025, quasi il doppio della storia recente del titolo, il mercato sta dicendo che le auto a guida autonoma addestrate dall'intelligenza artificiale sono ormai arrivate.
Il target price medio degli analisti è 336 dollari, in linea con l’attuale quotazione. Su 46 analisti, 19 raccomandazioni d’acquisto e 12 di vendita (15 neutrali).
Porsche torna a investire sul motore termico
Lo scorso 7 febbraio Porsche ha stupito il mercato annunciando un investimento da 800 milioni di euro per nuovi modelli con motore termico. Per Porsche l’elettrico si sta rivelando una brutta bestia. In Cina, il suo mercato principale, deve affrontare l'intensa concorrenza dei produttori locali che vendono veicoli elettrici di lusso, e in Europa i suoi modelli elettrici trovano una scarsa domanda.
Schiacciata tra queste due sfide, Porsche spera che tornando a fare ciò che conosce e per cui è stata amata - auto veloci con grandi motori - possa anche ottenere un po' più di attenzione da parte degli investitori.
Il consensus degli analisti indica per Porsche un target price medio di 69 euro, che implica un potenziale di rialzo del 23%. Su 19 analisti, otto raccomandano di comprare le azioni e solo uno consiglia di vendere (10 neutrali).
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