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Il Fast su blue chip italiane paga 1,6% mensile (19,2% annuo)

Il certificato ISIN DE000UG6XJN0 scommette su quattro big cap italiane e paga cedole mensili del 1,6% con memoria (19,2% annuo). Barriera a scadenza al 55% e autocall da novembre 2025

Autore: Michele Fanigliulo
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Per tutti gli investitori a caccia di prodotti ad elevato rendimento, UniCredit alza la posta e serve un certificato che paga il 19,2% annuo (premi mensili condizionati con memoria del 1,6%) e il 57,6% nei tre anni. Il certificato ISIN DE000UG6XJN0 è un Fast Cash Collect che punta su un basket di quattro titoli, tutte blue chip italiane: Banca MPS, Bper Banca, Prysmian e STM. Le barriere per i premi sono al 60% e quelle a scadenza al 55% degli strike. Il certificato prevede poi dal 6° mese (novembre 2025) un autocall veloce che parte con trigger al 100% e decresce poi del 1% mensile, per arrivare al 75%. Tutto sommato meglio dei soliti Fast Cash Collect poiché, se i titoli restano sopra barriera, garantisce almeno 6 mesi di premi (contro i 2 o 3 dei soliti Fast), prima del presentarsi della prima data di autocall. Questo significa che il certificato pagherebbe, ipotizzando il rimborso anticipato subito, il 9,6%.

Analizziamo come al solito la struttura per poi soffermarci anche sui sottostanti.

Equity substitution per affrontare con maggior serenità la volatilità estiva

Il contesto è piuttosto noto, i mercati azionari europei sono tornati con forza sui massimi, con un’inversione a V che forse non abbiamo mai visto. Il detto borsistico “sui mercati si sale per le scale e si scende con l'ascensore” questa volta non ha trovato conferma, e la risalita è stata molto violenta e veloce. Ma ora che i mercati europei hanno anche segnato nuovi massimi e l’estate si avvicina, cosa fare?

Ha sicuramente senso applicare strategie prudenti di equity substitution con i certificati. Di fatto si va a chiudere in profitto una parte degli investimenti in equity e li si mette su prodotti a barriere profonde in grado di assorbire (fino ai livelli barriera) eventuali crolli del mercato. L’estate si sa è foriera di volatilità e il quadro con Trump rimane sempre traballante. Tra l’altro, da metà giugno, si fermeranno anche i buyback delle big tech USA che aiutavano a supportare il mercato. Quindi con queste strategie si estrae valore da un mercato apparentemente stanco del rialzo e contemporaneamente si riduce l’esposizione direzionale all’equity.

Premi mensili del 1,6% e barriere 55% a scadenza

Con il certificato ISIN DE000UG6XJN0 si punta su quattro società con buoni fondamentali per strappare un rendimento oggettivamente molto elevato, senza essere del tutto direzionali con il mercato italiano. Il prodotto infatti paga premi mensili del 1,6% con memoria e condizionati ad una barriera al 60% (annuo del 19,2%), non un rendimento semplice da ottenere con i certificati d’investimento e per questo bisogna sicuramente fare i complimenti a UniCredit. Ricordiamo che la barriera al 60% copre fino a cali del 40% dai livelli attuali e, per questi quattro titoli, ci sembra comunque sensata. Le banche, infatti, come vedremo, godono ancora del bene placido dei mercati. Prysmian è leader indiscussa a livello mondiale nel suo settore ed ha un futuro assolutamente roseo, lo storno dovuto alle politiche di Trump non intacca la qualità del titolo. STM sembra gradualmente uscire dal tunnel e barriere al 55% implicano un ritorno sotto i minimi del covid, dunque molto difensive. La memoria in ogni caso permette di recuperare eventuali premi persi. Dunque, se anche ad una determinata data di valutazione il worst of dovesse essere sotto barriera, basterà che in una qualsiasi data di osservazione mensile successiva (fino a scadenza inclusa) i quattro titoli siano sopra la barriera. In tal caso il certificato pagherà la cedola del periodo, più tutte le cedole non pagate.

Il prodotto prevede poi la possibilità di rimborso anticipato con step down. In particolare, il certificato rientra nella categoria dei Fast Cash Collect, ovvero quei prodotti che hanno l’autocall vicino alla data di valutazione iniziale e che vedono poi uno step down veloce del trigger per l’autocall. Cosa significa? Che nei primi sei mesi, se i titoli saranno sopra barriera, continueranno a pagare i premi. Al sesto mese, novembre 2025, se tutti e quattro i titoli saranno sopra lo strike, il certificato verrà rimborsato al nominale di 100 euro, più il premio del periodo e tutti i premi non pagati. Dal mese successivo, dicembre 2025, il trigger per il rimborso anticipato comincerà a scendere del 1% mensile fino ad arrivare, come abbiamo detto, al 75%. Sarà dunque sempre più facile l’autocall del prodotto.

Il meccanismo “Win Win” dei Fast Cash Collect

Questo meccanismo è interessante perché, se i titoli rimangono durante la vita sopra la barriera per i premi, è “win win”. Che significa? L’emittente paga premi così alti proprio perché è alta la probabilità di pagare molti meno premi di quelli promessi nei tre anni. Quindi, se il prodotto dovesse andare in richiamo anticipato subito al sesto mese, l’investitore ne uscirebbe comunque soddisfatto per aver portato a casa il 9,6% (se ci pensate, in 6 mesi paga quello che tanti certificati pagano in un anno). Se invece anche un solo titolo dovesse subire forte volatilità (pur rimanendo nei pressi o sopra barriera), meglio ancora, il certificato continuerebbe a pagare molto più a lungo i premi esprimendo al massimo il suo potenziale.

A scadenza barriera 55% e tre scenari possibili

A scadenza, maggio 2028, saranno tre gli scenari possibili:

  • Scenario migliore: se tutti i titoli saranno al di sopra della barriera premio (60% dagli strike) e quindi della barriera scadenza (55% degli strike), il certificato pagherà il 100% del nominale (100 euro), più la cedola finale del 1,6% e tutte le cedole eventualmente non pagate, grazie all’effetto memoria. In questo modo, il certificato avrà pagato il 57,6% in tre anni. Not bad!
  • Scenario intermedio: se anche solo un titolo sarà sotto la barriera coupon ma tutti i titoli saranno comunque al di sopra della barriera a scadenza, il certificato pagherà il 100% del nominale. Non pagherà l’ultimo premio e i premi in memoria saranno persi. L’investitore avrà dunque salvo il capitale ma non i premi (quelli appunto eventualmente non pagati durante la vita del prodotto, più quello alla scadenza).
  • Scenario peggiore: se anche solo un titolo (il worst of) sarà sotto la barriera a scadenza (55% degli strike) allora il certificato pagherà la performance del peggiore. Che significa? Che se il worst of all’ultima data di osservazione avrà perso il 50% dallo strike, il certificato pagherà 50 euro e ovviamente non pagherà l’ultimo premio ed eventuali premi non pagati in precedenza.

Le banche italiane: comparto ancora con buona visibilità

Ne abbiamo parlato in un articolo recente e di fatto il comparto bancario italiano rimane per ora ancora interessante secondo gli esperti visto che le valutazioni, nonostante la forte corsa, non sono ancora elevate.

Se infatti andiamo ad analizzare il settore, possiamo dire che a meno di un cambio netto delle condizioni macroeconomiche e l’avvento, dunque, di una recessione pesante (attualmente non preventivabile) per il comparto il quadro rimane roseo. Considerando anche uno scenario negativo di graduale continuo calo dei tassi (per i tagli futuri della BCE), ci si può aspettare un po’ di volatilità ma nulla di importante. Infatti, è vero che né verrebbe intaccata la top line, ma va ricordato che da diverso tempo le banche si stanno preparando ad affrancarsi dal margine di interesse. Questo lavorando contemporaneamente su due strade parallele. Da una parte, cercando di accrescere le commissioni e quindi il margine di intermediazione. Le banche, infatti, si stanno dotando di proprie case prodotto per spingere fondi, assicurazioni e altri prodotti finanziari. Dall’altra, cercando di ridurre direttamente l’impatto del calo dei tassi. Come? Con strategie di replicated portfoglio. Niente di complesso, semplicemente utilizzano i depositi per comprare Titoli di Stato con maturity lunga e rendimento intorno al 4%. In questo modo, quello che perderanno sul margine d’interesse lo riguadagnano dai bond, almeno in parte. Quindi possibile pensare ad un calo della top line, ma secondo diversi analisi, difficile pensare ad un calo maggiore del 5-7%. Tra l’altro, nei prossimi anni, soprattutto se la guerra dei dazi non dovesse risolversi velocemente, la probabilità che i tassi possano rialzarsi non è neanche così bassa, anzi è ampiamente considerata ad esempio dagli analisti di alcune importanti banche d’affari americane.

Inoltre, a sostenere le quotazioni dei titoli, ci sono anche la prosecuzione del consolidamento in Italia e gli altissimi dividendi promessi e pagati agli azionisti e i buyback. Consideriamo che solo Intesa e UniCredit dovrebbero procedere con circa 6/6,5 miliardi di buyback.

Per quanto riguarda Banca MPS, gli analisti sono neutrali con 3 buy, 5 hold e 1 solo sell. Target price a 8,09 euro, dunque con un up side del 11% dai prezzi attuali. Situazione, dunque, che ne fa un titolo ottimo da inserire in un paniere di certificati. Infatti, non è previsto un grande upside, cosa che favorirebbe l’ijnvestimento diretto sull’equity, ma allo stesso tempo gli esperti sono neutrali, dunque non si aspettano neanche cataclismi, per le ragioni che dicevamo sopra.

Su BPER Banca gli analisti sono più spostati sul buy con 8 buy, 1 neutral e zero sell. Il target price è  9 euro, per un ritorno potenziale del 16% circa dai prezzi attuali. Un titolo sicuramente molto più efficiente storicamente di MPS.

Prysmian è un’eccellenza tutta italiana specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell'energia e delle telecomunicazioni e di fibre ottiche. E’ leader indiscussa del settore e a questi prezzi rimane ancora interessante. Infatti, gli analisti la promuovono con 17 buy, 4 hold e 1 solo sell. Target price a 66,99 euro, con un upside del 18% sui prezzi attuali. Ottimo titolo anche per investimenti diretti, si colloca comunque bene in un basket di certificati in quanto titolo molto efficiente.

Infine, STM, società che insieme al settore dei semiconduttori ha sofferto una crisi piuttosto forte. Le quotazioni infatti in due anni, dai massimi del 2023 si sono dimezzate principalmente per il problema del riassorbimento delle scorte. Ne abbiamo parlato tante volte. In ogni caso il quadro sembra in miglioramento per STM e i titoli del settore. La conference call di presentazione dei conti ha portato gli analisti a ribadire un outlook neutrale. Sebbene l'azienda si aspetti una crescita nella seconda metà dell'anno, con un miglioramento del margine lordo, il management non si è impegnato su cifre specifiche a causa dell'elevato grado di incertezza. Tuttavia, le indicazioni generali suggeriscono che le attuali stime del consenso potrebbero essere confermate: ricavi in crescita del +20% a/a nel secondo semestre, con un margine lordo che dovrebbe migliorare a circa il 38% (rispetto al 33,4% nella del primo semestre).


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