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Il Cash Collect sul meglio del risparmio gestito che paga l'11% annuo
Si punta sui big del risparmio gestito italiano con il nuovo Cash Collect di BNP (ISIN XS3347161716) su Azimut, Mediolanum, Fineco e Intesa. Premi mensili fino all'11,04% annuo e barriere al 55%

In preda al panico da intelligenza artificiale, a febbraio di quest'anno i colossi del risparmio gestito italiano e non solo erano stati travolti da un'ondata di vendite. Da lì Azimut, Banca Mediolanum, Fineco e Intesa Sanpaolo hanno recuperato il terreno perduto, risalendo fino ai massimi di inizio anno. Chi ha comprato i singoli titoli dopo i ribassi ha già messo a segno un buon profitto, ma per chi si è perso quel momento, BNP Paribas ha costruito una valida seconda opportunità che permette di non rincorrere il timing perfetto e in grado di proteggere il capitale investito.
Stiamo parlando di un classico Memory Autocall Cash Collect - ISIN XS3347161716 - con focus sul basket worst of costituito da:
- Intesa Sanpaolo
- Azimut
- Banca Mediolanum
- Fineco
Il certificato paga premi mensili con memoria dello 0,92%, arrivando così ad un rendimento dell'11,04% annuo. Tali premi sono condizionati al rispetto di una barriera al 55%, offrendo così una solida protezione fino a un ribasso del -45% dei titoli sottostanti.
Il prodotto (ISIN XS3347161716) ha una durata di 3 anni, ma a partire dal 9° mese di vita è possibile l'Autocall con trigger decrescente.
Conti trimestrali: il risparmio gestito italiano fa il pieno
Il paniere del certificato ISIN XS3347161716 poggia su campioni nazionali del risparmio gestito che hanno aperto il 2026 con numeri di crescita difficili da ignorare. FinecoBank ha chiuso il primo trimestre con ricavi in aumento del 4,1% e una raccolta netta di 4,6 miliardi di euro (+43,8% su base annua), mentre gli asset riconducibili alla clientela private superano gli 81 miliardi, in crescita del 18%. Banca Mediolanum ha messo a segno il miglior avvio d’anno della sua storia recente, con un utile netto di 276 milioni (+13%), un margine di interesse in crescita del 31% e commissioni in aumento a doppia cifra, confermando la forza strutturale del modello di consulenza. Azimut, dal canto suo, prosegue con decisione il percorso di espansione internazionale: ricavi +14%, utile netto a 125 milioni, masse complessive salite a 144 miliardi (+32% annuo) e quasi la metà della raccolta generata all’estero, a supporto di una redditività sempre più diversificata. A completare il paniere c’è Intesa Sanpaolo, riferimento di solidità sistemica, con il mercato che si attende per il trimestre oltre 2,5 miliardi di utile netto e una traiettoria che punta a superare i 10 miliardi di profitti nell’intero 2026, grazie al contributo crescente del wealth management e dell’assicurativo. Nel complesso, il paniere combina crescita visibile, utili ricorrenti e modelli di business resilienti, elementi chiave per sostenere il profilo rischio/rendimento del certificato.
Il paniere mostra una struttura piuttosto equilibrata sotto il profilo della correlazione, elemento importante per la stabilità del certificato nel tempo. Fineco e Banca Mediolanum presentano il legame più forte (0,84), coerente con l’esposizione comune al business del risparmio gestito e della consulenza finanziaria, mentre Azimut evidenzia correlazioni più contenute con gli altri titoli (tra 0,56 e 0,64), grazie alla maggiore diversificazione geografica e operativa del gruppo.
Sul fronte della volatilità implicita a 12 mesi, il paniere si colloca su livelli mediamente elevati ma ancora coerenti con strutture ad alto rendimento: Azimut risulta il titolo più volatile con il 29,16%, seguita da Intesa Sanpaolo al 25,83% e Fineco al 23,16%, mentre Banca Mediolanum si conferma il componente più stabile del basket con una volatilità implicita del 21,26%.
11% annuo e barriere al 55%
Il certificato ISIN XS3347161716 è stato emesso sul mercato secondario di Borsa Italiana il 6 maggio e fisserà i suoi prezzi di riferimento iniziali (strike) alla chiusura dell'8 maggio. L'emittente è la francese BNP Paribas (rating: S&P A+ / Moody's A1 / Fitch A+), tra gli emittenti più solidi sul mercato dei certificati.
Il prodotto paga premi mensili con memoria dello 0,92% (11,04% annuo), condizionati al rispetto di una barriera al 55% degli strike.
Ciò significa che, a ogni data di osservazione mensile, se nessun titolo del basket worst of avrà perso più del 45% dal rispettivo valore iniziale, il certificato paga il premio mensile da 0,92 euro (su nominale di 100 euro). In caso contrario, la cedola non viene pagata ma rimane custodita in memoria, pronta a essere recuperata non appena la condizione tornerà a essere soddisfatta in una successiva data di osservazione.
La barriera al 55% è valida anche a scadenza e dunque l'investimento si chiuderà in pieno profitto se alla data di osservazione finale tutti i titoli del basket quotano sopra il 55% degli strike iniziali, ovvero se nessuno avrà perso più del 45%.
Durata 3 anni ma Autocall dal 9° mese
La durata del certificato (ISIN XS3347161716) è di tre anni, ma prevede la possibilità di rimborso anticipato automatico (Autocall) a partire dal nono mese e dunque da febbraio 2027. Il meccanismo è semplice: se a ogni data di osservazione mensile tutti i titoli quotano sopra il trigger Autocall di riferimento, il certificato viene rimborsato a 100 euro più l'ultimo premio ed eventuali in memoria.
Per favorire il rimborso nei mesi successivi, il trigger è decrescente: parte dal 100% degli strike al nono mese e in seguito scende dell'1% mensile fino al 74%, rendendo il richiamo progressivamente più probabile nel tempo.

Scenari a scadenza ISIN XS3347161716
Se il certificato ISIN XS3347161716 non viene richiamato anticipatamente, alla data di osservazione finale di maggio 2029 si aprono due scenari:
Se tutti i titoli avranno una quotazione sopra alla barriera al 55%, il certificato rimborsa 100 euro di nominale più l'ultimo premio e tutte quelle eventualmente accumulate in memoria. Rendimento complessivo: 33,12% lordo in tre anni.
Se al contrario il peggior titolo del basket si troverà sotto la barriera al 55%, il rimborso è proporzionale alla sua performance. Esempio: se il worst of chiude con una perdita del 60% dallo strike, il certificato rimborsa 40 euro. A questi si aggiungono tutti i premi già incassati nel corso della vita del prodotto.
La correlazione elevata tra i quattro sottostanti (0,68–0,80) è un ulteriore elemento favorevole per la struttura worst of perché riduce fortemente il rischio che un singolo titolo diverga marcatamente dagli altri, rendendo il basket più omogeneo e prevedibile nel comportamento complessivo.
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