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Il Cash Collect da 11% annuo sulle utility europee con barriera al 55%
Si punta al 33% in tre anni con il nuovo Fast Cash Collect (IT0006769969) di Natixis su utility. Premi mensili con memoria pari al 11% annuo con barriera al 55%. Durata 3 anni ma Autocall da dicembre

Natixis arricchisce l’offerta sul mercato italiano con un nuovo certificato pensato per gli investitori che cercano rendimento e protezione. Il prodotto, identificato dal codice ISIN IT0006769969, è un Fast Cash Collect della durata triennale che combina cedole mensili generose con una barriera di protezione molto profonda. I sottostanti sono Enel, Snam, E.On e Vestas Wind Systems.
L’elemento di maggiore attrattiva è il rendimento annuo dell’11%, grazie a premi mensili con memoria dello 0,9167% (9,16 euro per ogni certificato da 1.000 euro di valore nominale). In un contesto in cui i tassi d’interesse si avviano a scendere, un flusso cedolare così consistente acquista un valore ancora più rilevante.
Caratteristiche principali dell'ISIN IT0006769969
Il nuovo Cash Collect Natixis offre agli investitori tre pilastri fondamentali:
- Rendimento elevato e costante: cedole mensili dell’0,9167%, con memoria.
- Barriera protettiva profonda: fissata al 55% dei valori iniziali, valida sia per il pagamento delle cedole che per il rimborso del capitale.
- Durata contenuta: scadenza a settembre 2028, tre anni tondi.
Grazie a questo meccanismo, il certificate riesce a coniugare la ricerca di rendimento con un profilo di rischio mitigato dalla barriera difensiva.
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Il vantaggio della barriera di protezione al 55%
Alla scadenza finale, se il peggiore dei sottostanti non sarà sceso oltre il 45% rispetto al livello iniziale, l’investitore sarà rimborsato con i 1.000 euro del valore nominale del prodotto.
Solo in caso di ribassi più profondi anche di un solo titolo, il rimborso sarà inferiore ai 1.000 euro e verrà legato alla performance del sottostante peggiore.
Un esempio pratico: se il titolo peggiore dovesse segnare -60% rispetto allo strike, l’investitore riceverebbe 400 euro. Viceversa, con ribassi più contenuti (fino a -45%), il capitale è integralmente protetto.
Cedole con memoria per un rendimento potenziale del 33% in 3 anni
Il meccanismo delle cedole è altrettanto interessante. Ogni mese, se tutti i sottostanti sono sopra la barriera del 55% (o allo stesso livello), viene staccato un premio di 9,16 euro per ogni certificato detenuto.
Grazie all’effetto memoria, le cedole eventualmente non pagate non saranno perse, ma vengono accantonate e liquidate alla prima occasione utile in cui tutti i titoli torneranno sopra la barriera.
Se alla data finale (8 settembre 2028) i quattro titoli saranno sopra la soglia (o allo stesso livello), l’investitore incasserà tutti i 36 premi, per un ammontare complessivo di 330 euro, oltre al rimborso del capitale.
Rimborso anticipato da dicembre 2025
Il certificato non è detto che arrivi a scadenza (15/09/2028). È infatti previsto un meccanismo di rimborso anticipato automatico (Autocall) a partire da dicembre 2025.
- Alla prima data di osservazione, l’Autocall scatterà se tutti i titoli saranno pari o sopra il 100% dello strike.
- Successivamente, il livello trigger scenderà ogni mese di 1 punto percentuale (meccanismo stepdown) dal 100% fino al 68%.
In questo modo aumenta progressivamente la probabilità che il certificate venga richiamato anticipatamente, rimborsando i 1.000 euro di nominale più le cedole maturate fino a quel momento.
Perché puntare sul settore utility e green energy
I sottostanti del Cash Collect ISIN IT0006769969 sono quattro giganti del settore energetico: Enel, Snam, E.On e Vestas Wind Systems. La scelta non è casuale:
- Enel, Snam ed E.On rappresentano il cuore del comparto utility europeo, caratterizzato da flussi di cassa stabili e dalla natura difensiva tipica dei servizi essenziali. In un contesto macroeconomico incerto, questo si traduce in maggiore resilienza rispetto ad altri comparti ciclici.
- Vestas, leader globale nella produzione di turbine eoliche, aggiunge una componente industriale legata alla crescita strutturale delle energie rinnovabili.
La transizione energetica e l’esplosione della domanda di elettricità - alimentata anche dallo sviluppo dei data center per l’intelligenza artificiale - pongono il settore al centro degli investimenti globali.
Il contesto macro: tassi in calo a sostegno del settore
Il timing del lancio è particolarmente favorevole. La Federal Reserve degli Stati Uniti è attesa a ridurre i tassi già a settembre. In Europa la Bce dovrebbe per ora mantenere il costo del denaro invariato, ma il calo dei tassi in Usa toglierà comunque pressione alla Banca centrale europea, che nei prossimi mesi potrà valutare le diverse opzioni con maggiore flessibilità.
Per le utility, tradizionalmente caratterizzate da una struttura finanziaria a forte leva, la discesa del costo del denaro rappresenta una spinta importante. Enel, Snam ed E.On vedranno benefici diretti sui bilanci, con un miglioramento dei margini e maggiore capacità di investimento.
Snam
Leader europeo nel trasporto e stoccaggio del gas naturale, Snam gioca un ruolo cruciale nella sicurezza energetica e nella transizione green.
- Performance di Borsa: +19% da inizio anno, capitalizzazione a 17,2 miliardi.
- Stime 2025: ricavi 3,9 miliardi, utile netto 1,41 miliardi, debito netto 18,58 miliardi.
- Multipli: P/E forward 12x, target price medio 5,4 euro (+5% sul prezzo attuale).
Enel
Colosso italiano dell’energia, tra i principali operatori mondiali nella produzione di elettricità da fonti rinnovabili.
- Performance di Borsa: +11% da inizio anno, +12% in 12 mesi.
- Stime 2025: ricavi 79,6 miliardi, utile netto 6,86 miliardi, debito netto 59,1 miliardi.
- Valutazioni: P/E forward 11x, target price medio 8,5 euro (+8% rispetto ai 7,84 euro attuali).
E.On
Il gigante tedesco è uno dei maggiori gruppi europei dell’energia elettrica e del gas, con 78.500 dipendenti e presenza in tutta Europa.
- Ripartizione ricavi: 66,8% elettricità, 24,8% gas, 8,4% altre attività.
- Performance di Borsa: +32% da inizio anno, +15% in 12 mesi.
- Stime 2025: ricavi 84,2 miliardi, utile netto 3,0 miliardi, debito 44 miliardi.
- Multipli: P/E 13x, target price medio 16,9 euro (+13% rispetto all’attuale).
Vestas Wind Systems
La danese Vestas è leader mondiale nella produzione di turbine eoliche.
- Performance di Borsa: +20% da inizio anno, -18% in 12 mesi.
- Dati finanziari: capitalizzazione 16,4 miliardi di euro, quotazione 125,7 Dkk (corone danesi), target price 143,5 Dkk (+14%).
- Stime 2025: ricavi 19,1 miliardi di euro (+11%), utile netto 733 milioni (+46%).
- Multipli: P/E forward 23x.
Sul fronte USA, dopo i timori legati a possibili barriere protezionistiche e all’indagine lanciata dall’amministrazione Trump sulle turbine eoliche, è arrivata una svolta positiva: l’Agenzia delle Entrate statunitense ha chiarito le regole sui crediti d’imposta per i parchi eolici, risultate molto meno onerose del previsto.
Analisti come Citi e RBC vedono ora margini di crescita sostenuta negli Stati Uniti, dove Vestas è impegnata in importanti investimenti produttivi e nella creazione di migliaia di posti di lavoro.
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