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La Germania rilancia, il certificato risponde: fino al 40% in 3 anni

Il “bazooka” fiscale di Berlino aprirà nuove opportunità. Per sfruttarle ecco il nuovo Fast Cash Collect di BNP Paribas (ISIN XS3035093999). 13,4% annuobarriere al 55% e durata 3 anni

Autore: Giulio Visigalli
bond germania

Dopo anni di austerità e rigore fiscale, Berlino ha voltato pagina alzando il sipario su un piano economico senza precedenti. Stiamo infatti parlando di un maxi piano fiscale da oltre 500 miliardi di euro con focus particolare su difesa, infrastrutture e investimenti strategici come nel campo della transizione energetica e dell'innovazione industriale.

Il tutto sarà possibile grazie allo stop temporaneo al vincolo costituzionale del "freno al debito", una misura fortemente voluta dal neo eletto Cancelliere tedesco Friedrich Merz che ha l'obiettivo di rilanciare la crescita della locomotiva europea.

Ma come intercettare questa potenziale ripartenza senza esporsi direttamente al rischio e alla volatilità dei singoli titoli azionari?
La risposta arriva da un nuovo strumento d’investimento che unisce un ottimo rendimento potenziale, un'ampia barriera di protezione a scadenza e la possibilità di rimborso anticipato. Si tratta del nuovo Fast Cash Collect BNP Paribas (ISIN XS3035093999), costruito su quattro titoli tedeschi tra quelli che potrebbero beneficiare maggiormente di questo cambio di paradigma fiscale: Volkswagen, Continental, Infineon Technologies e RWE.

Cedole dell'1,12% mensile e barriere al 55%

Il nuovo prodotto di BNP Paribas (ISIN XS3035093999) che vi presentiamo oggi è stato emesso sul mercato secondario di Borsa Italiana il 26 maggio e propone l'ormai diffusa struttura del Fast Cash Collect. Sostanzialmente si tratta di un certificato Cash Collect che si caratterizza per prevedere la possibilità di essere richiamato anticipatamente già dai primi mesi di vita con un livello trigger di autocall decrescente. L'autocall ravvicinata (dal terzo mese) di questa struttura non fa altro che accorciare di molto la maturity stimata, permettendo così all’emittente di offrire premi più alti di quanto riuscirebbe a pagare con un tradizionale Cash Collect, a parità di condizioni.

Un payoff apprezzato da molti investitori, perché se dovesse essere rimborsato anticipatamente nel giro di pochi mesi, il prodotto permetterebbe di incassare in pochi mesi un premio difficilmente riscontrabile in altri strumenti presenti sul mercato. Ma se al contrario anche solo uno dei titoli del basket dovesse ritracciare dal suo prezzo strike di riferimento iniziale (nei limiti delle barriere), permetterà allo strumento di rimanere in vita e di continuare così a pagare le sue ricche cedole mensili per un periodo di tempo ancora più lungo (fino a tre anni).

Si punta al 40% in tre anni con l'ISIN XS3035093999 

Nel caso del Fast Cash Collect ISIN XS3035093999 le cedole mensili ammontano all'1,12% (1,12 euro a certificato visto il valore nominale di 100 euro), arrivando così ad offrire un rendimento annuo del 13,44%. Tali premi sono condizionati al rispetto di una barriera al 55% (valida anche a scadenza), un livello abbastanza ampio dato che permette all'investitore di sopportare un crollo dei titoli sottostanti fino al -45% dai livelli di riferimento iniziali (strike).

Sui premi mensili è sempre importante tener presente che sono dotate di "effetto memoria", un meccanismo che permette di recuperare tutte le cedole non pagate in precedenza se tornano ad essere soddisfatte la condizioni per il pagamento delle cedole, ovvero se tutti i titoli tornano sopra la barriera al 55%. E quindi, se in una data di osservazione non dovessero essere soddisfatte le condizioni per il pagamento della cedola, l'importo non verrà perso ma tenuto da parte per essere poi recuperato alla prima data di osservazione in cui tutti i titoli torneranno a quotare sopra la barriera premi al 55%.

Grazie a tale meccanismo, per chiudere l’investimento in profitto e portarsi a casa tutti i 36 premi previsti, sarà sufficiente che all'ultima data di osservazione del 26 maggio 2028 tutti i sottostanti quotino sopra o allo stesso livello della rispettiva barriera al 55%. In tal caso l’investitore avrà portato a casa un flusso cedolare totale pari a 40,32 euro (valore nominale di 100 euro), con un rendimento dunque di oltre il 40% nei tre anni di vita

Durata 3 anni ma è previsto l'autocall dal 3° mese 

La scadenza naturale del certificato ISIN XS3035093999 è di tre anni (scadenza il 6 giugno 2028) e all'ultima data di osservazione del 26 maggio 2028 si potranno delineare due scenari alternativi per gli investitori:

  • Se i quattro titoli del basket worst-of si troveranno ad un prezzo maggiore, o allo stesso livello, della relativa barriera a scadenza al 55% degli strike, il certificato rimborserà il 100% del nominale, più l’ultimo premio dell'1,12% + tutti quelli eventualmente non pagati grazie all’effetto memoria.
  • Se al contrario, anche solo un titolo del basket si dovesse trovare sotto la sua barriera al 55%, il certificato rimborserà la performance del titolo peggiore. Quindi se ad esempio il titolo peggiore (worst of) perderà il -60% dal livello iniziale, il certificato rimborserà 40 euro.

Tuttavia, dobbiamo tenere in considerazione che il prodotto di oggi è anche possibile che non arrivi alla sua data di scadenza. Questo perché, essendo un Fast Cash Collect, prevede il rimborso anticipato automatico veloce già a partire da agosto 2025 con il trigger Autocall che non è fisso bensì decrescente dal 100% al 68%.

Nella tabella sotto trovate il calendario delle cedole e del rimborso anticipato previste dal certificato ISIN XS3035093999:

Volkswagen

Volkswagen è in una fase di rilancio e sta affrontando una serie di sfide strutturali, tra cui l'aumento dei costi di produzione, una domanda debole per i veicoli elettrici, tensioni commerciali e una concorrenza crescente, soprattutto nel mercato cinese. Ma gli investitori sembrano credere nel gruppo: il titolo (che tratta sui 95 euro) è in rialzo di circa il 10% da gennaio a oggi, offrendo spazi di ulteriore crescita potenziale (target price medio 116,7 euro, 16 BUY e 10 HOLD).

È importante ricordare che Volkswagen ha avviato un ambizioso piano di risparmio da 10 miliardi di euro, con l'obiettivo di raddoppiare il margine operativo sulle vendite dal 3% al 6,5% entro il 2026. Le misure previste includono la riduzione dei costi del personale, in particolare nei ruoli amministrativi, attraverso pensionamenti anticipati e il blocco delle assunzioni.

Un vento favorevole arriva dal governo tedesco, che continua a puntare sugli incentivi fiscali per sostenere il settore delle auto elettriche, offrendo a Volkswagen un'opportunità per rilanciare la propria gamma a emissioni zero, con previsione del lancio di un nuovo modello Full Electric. In generale, l’amministrazione non può far affondare un comparto da sempre vanto per l’industria tedesca e non si escludono ulteriori interventi, anche sui motori tradizionali.

Inoltre, il settore automobilistico potrebbe trarre vantaggio dal piano da 800 miliardi per la difesa dell'Unione Europea, in particolare attraverso la riconversione di stabilimenti automobilistici. Per esempio, Rheinmetall ha espresso interesse per la riconversione dello stabilimento Volkswagen di Osnabrück per la produzione di veicoli da combattimento.

Continental

Anche Continental AG, uno dei principali fornitori tedeschi nel settore automobilistico e industriale, sta attraversando una fase di profonda trasformazione.

Il governo tedesco ha annunciato un pacchetto di stimolo economico da 500 miliardi di euro, con investimenti significativi in infrastrutture, energia e digitalizzazione. Continental, con la sua presenza nei settori industriali e tecnologici, potrebbe beneficiare di questi investimenti, soprattutto attraverso la divisione ContiTech, che fornisce soluzioni per il comparto manifatturiero e l'automazione.

Continental sta inoltre perseguendo una strategia di efficientamento, con l'obiettivo di aumentare la redditività e focalizzarsi su settori ad alto potenziale. In particolare, l'azienda prevede di rendere indipendente la divisione Automotive entro la fine del 2025, consentendo una maggiore flessibilità e focalizzazione su tecnologie emergenti come la guida autonoma e i veicoli software-defined. Diversi analisti hanno sottolineato che tale spin-off sbloccherà valore, trasformando Continental in un produttore di pneumatici puro con una divisione specializzata simile a Michelin.

E sebbene Continental non sia direttamente coinvolta nel settore della difesa, le sue competenze in tecnologie avanzate e materiali innovativi potrebbero trovare applicazioni in ambiti correlati, beneficiando anche in questo caso del piano di difesa europeo. 13 BUY, 9 HOLD, 2 SELL.

Infineon Technologies

Infineon Technologies è il leader tedesco nel settore dei semiconduttori e sta vivendo una fase di espansione strategica, in un mercato sostenuto da significativi investimenti pubblici e privati. Questi sviluppi sono in linea con i piani del governo tedesco per rilanciare l'economia e con le iniziative dell'Unione Europea per rafforzare la sovranità tecnologica.

Si pensi al Chips Act europeo, un progetto dell'UE che ha l'obiettivo di rafforzare l'ecosistema dei semiconduttori nel Continente. L'obiettivo principale è raddoppiare la quota di mercato globale dell'Unione nella produzione di chip, portandola dal circa 10% attuale al 20% entro il 2030.

Nel febbraio 2025, la Commissione Europea ha inoltre approvato un aiuto di Stato tedesco di 920 milioni di euro destinato a Infineon per la costruzione di un nuovo impianto a Dresda. Questo investimento, parte (appunto) del Chips Act, mira a ridurre la dipendenza da fornitori extraeuropei e migliorare la resilienza delle catene di approvvigionamento. Rendendo la società un player sempre più strategico.

Di recente, la società di analisi Warburg Research ha confermato su Infineon il giudizio BUY con un target price di 40 euro (valore attuale 35 euro circa). Dal punto di vista tematico, gli analisti hanno detto che collaborazione con Nvidia nel campo dell'alimentazione elettrica per l'intelligenza artificiale è positiva: l’AI è e sarà a lungo un driver di crescita fondamentale. 28 BUY, 3 HOLD.

RWE

Tra i principali dei principali operatori energetici europei c’è senza dubbio la tedesca RWE, che punta sempre più sulle tecnologie green. La società ha registrato un solido inizio nel 2025, con un EBITDA rettificato di 1,3 miliardi di euro e un utile netto rettificato di 0,5 miliardi di euro nel primo trimestre. In questo periodo, l'azienda ha ampliato la sua capacità produttiva con 600 megawatt aggiuntivi (2,5 gigawatt complessivi a marzo 2024) e, tra l’altro, ha in costruzione impianti per un totale di 11,2 gigawatt.

Questi sviluppi sono coerenti con i piani di RWE di investire 7 miliardi di euro netti nel 2025, focalizzandosi su energie rinnovabili, idrogeno verde e stoccaggio energetico. La strategia porterà, secondo le stime della società, a un EBITDA rettificato per l'anno fiscale in corso compreso tra 4,55 e 5,15 miliardi di euro, con utile netto rettificato 1,3 e 1,8 miliardi.

In generale, lo scenario apre a un cauto ottimismo. Se da un lato Trump sta navigando contro il green e gli USA rappresentano dunque un mercato meno strategico rispetto al tempo di Biden, dall’altro la transizione energetica è un processo ineluttabile e l’UE continua a puntare forte sulla decarbonizzazione.

Procede infatti il Green Deal europeo, basato su pacchetti di iniziative strategiche per mobilitare centinaia di miliardi di investimenti pubblici e privati, con l'obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. I risultati iniziano a vedersi: secondo un recente articolo del Financial Times, l'UE è vicina a raggiungere in anticipo l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Un progresso trainato principalmente dall'aumento dell'energia eolica e solare, settori in cui RWE si distingue per competenze e investimenti. 21 BUY, 3 HOLD, 1 SELL.


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