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Focus Italia: due certificati per un rendimento annuo fino al 19%

Due certificati sull’Italia per un rendimento annuo fino al 19%. ISIN DE000UG27K13 più difensivo con barriera 50% (rendimento 11% annuo). ISIN DE000UG6XJN0 più aggressivo per un rendimento al 19%.

Autore: Michele Fanigliulo
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Oggi portiamo alla vostra attenzione due prodotti targati UniCredit pensati per gli investitori che vogliono puntare sull’Italia. I due certificati stanno scambiando bene sul mercato e presentano strutture differenti: una più d’investimento, l’altra più speculativa. Ci riferiamo al Low Barrier ISIN DE000UG27K13 e al Fast Cash Collect ISIN DE000UG6XJN0. Il primo prodotto ha un basket worst of di tre titoli e una barriera al 50% e un rendimento annuo del 11%, il secondo ha una barriera a scadenza al 55%, quattro titoli e un rendimento annuo che supera il 19%. Analizziamoli nel dettaglio.

Certificato ISIN DE000UG27K13: prezzo a sconto, barriere profonde e rendimento al 11%

Il certificato ISIN DE000UG27K13 è un Low Barrier di Unicredit che offre la possibilità di percepire un coupon del 2,75% (pari al 11% annuo), condizionati ad una barriera profonda posta al 50% dei valori iniziali dei tre sottostanti. I coupon beneficiano del meccanismo di "memoria", che consente di recuperare eventuali cedole non pagate. In caso di mancato pagamento, infatti, per via di uno o più sottostanti registrati alla relativa data di osservazione al di sotto della barriera (prezzo inferiore al 50% del rispettivo fixing iniziale), il coupon sarà conservato e corrisposto alla prima data utile successiva in cui la condizione risulti soddisfatta, insieme alla cedola prevista per quella data. Importante ricordare che, come per tutti i certificati, i rendimenti generati da questo certificato saranno classificati fiscalmente come redditi diversi e dunque sfruttabili per compensare eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale.

Possibilità di richiamo anticipato

A partire da ottobre 2025, ed a seguire alle stesse date di osservazione per il pagamento dei coupon, il certificato avrà anche la possibilità di essere richiamato anticipatamente. Tramite il meccanismo di Autocall se infatti ad una di queste date tutti i sottostanti verranno osservati con dei prezzi pari o superiori ai rispettivi trigger di rimborso anticipato, il certificato verrà rimborsato anticipatamente al valore nominale, a cui aggiungere ovviamente la precedente discussa cedola. I trigger di Autocall previsti partono dal 100% dei propri valori iniziali per poi decrescere, a partire dalla seconda osservazione ed a seguire ogni due osservazioni, di -5% fino ad assestarsi all’80%.

Scenari a scadenza

Se il Low Barrier Cash Collect non dovesse essere rimborsato anticipatamente, arrivando quindi alla scadenza prevista per gennaio 2028, saranno previsti due possibili scenari:

  • Se alla data di osservazione finale tutti e tre i sottostanti dovessero essere osservati con valori superiore al livello di barriera finale, prevista per il 50% del fixing iniziale, il certificato rimborserà 100% del valore nominale a cui verrà aggiunta la relativa cedola (e le cedole eventualmente non pagate).
  • Altrimenti il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. In tal caso, se ipotizziamo che il titolo peggiore dei tre crolli del 60% dal suo valore iniziale, allora il certificato sarà rimborsato a 40 euro (40% del valore iniziale).

Certificato ISIN DE000UG6XJN0: rendimento monstre del 1,6% mensile (19,2% annuo)

Con il certificato ISIN DE000UG6XJN0 si punta su quattro società con buoni fondamentali per strappare un rendimento oggettivamente molto elevato, senza essere del tutto direzionali con il mercato italiano. Il prodotto infatti paga premi mensili del 1,6% con memoria e condizionati ad una barriera per i premi al 60% (annuo del 19,2%). Ricordiamo che la barriera al 60% copre fino a cali del 40% dai livelli attuali e, per questi quattro titoli, ci sembra comunque sensata. Le banche godono ancora del bene placido dei mercati. Prysmian è leader indiscussa a livello mondiale nel suo settore ed ha un futuro assolutamente roseo: lo storno dovuto alle politiche di Trump non intacca la qualità del titolo. STM sembra gradualmente uscire dal tunnel e delle barriere a scadenza al 55% implicano un ritorno sotto i minimi del covid, dunque molto difensive. La memoria in ogni caso permette di recuperare eventuali premi persi. Dunque, se anche ad una determinata data di valutazione il worst of dovesse essere sotto barriera, basterà che in una qualsiasi data di osservazione mensile successiva (fino a scadenza inclusa) i quattro titoli siano sopra la barriera affinché il certificato paghi la cedola del periodo, più tutte le cedole non pagate.

Il prodotto prevede poi la possibilità di rimborso anticipato con step down. In particolare, il certificato rientra nella categoria dei Fast Cash Collect, ovvero quei prodotti che hanno l’autocall vicino alla data di valutazione iniziale e che vedono poi uno step down veloce del trigger per l’autocall. Cosa significa? Che nei primi sei mesi, se i titoli saranno sopra barriera, continueranno a pagare i premi. Al sesto mese, novembre 2025, se tutti e quattro i titoli saranno sopra lo strike, il certificato verrà rimborsato al nominale di 100 euro, più il premio del periodo e tutti i premi non pagati. Dal mese successivo, dicembre 2025, il trigger per il rimborso anticipato comincerà a scendere del 1% mensile fino ad arrivare, come abbiamo detto, al 75%. Sarà dunque sempre più facile l’autocall del prodotto.

Il meccanismo “Win Win” dei Fast Cash Collect

Questo meccanismo è interessante perché, se i titoli rimangono durante la vita sopra la barriera per i premi, è “win win”. Che significa? L’emittente paga premi così alti proprio perché è alta la probabilità di pagare molti meno premi di quelli promessi nei tre anni. Quindi, se il prodotto dovesse andare in richiamo anticipato subito al sesto mese, l’investitore ne uscirebbe comunque soddisfatto per aver portato a casa il 9,6% (se ci pensate, in 6 mesi paga quello che tanti certificati pagano in un anno). Se invece anche un solo titolo dovesse subire forte volatilità (pur rimanendo nei pressi o sopra barriera), meglio ancora, il certificato continuerebbe a pagare molto più a lungo i premi esprimendo al massimo il suo potenziale.

A scadenza barriera 55% e tre scenari possibili

A scadenza, maggio 2028, saranno tre gli scenari possibili:

  • Scenario migliore: se tutti i titoli saranno al di sopra della barriera premio (60% dagli strike) e quindi della barriera scadenza (55% degli strike), il certificato pagherà il 100% del nominale (100 euro), più la cedola finale del 1,6% e tutte le cedole eventualmente non pagate, grazie all’effetto memoria. In questo modo, il certificato avrà pagato il 57,6% in tre anni. Not bad!
  • Scenario intermedio: se anche solo un titolo sarà sotto la barriera coupon ma tutti i titoli saranno comunque al di sopra della barriera a scadenza, il certificato pagherà il 100% del nominale. Non pagherà l’ultimo premio e i premi in memoria saranno persi. L’investitore avrà dunque salvo il capitale ma non i premi (quelli appunto eventualmente non pagati durante la vita del prodotto, più quello alla scadenza).
  • Scenario peggiore: se anche solo un titolo (il worst of) sarà sotto la barriera a scadenza (55% degli strike) allora il certificato pagherà la performance del peggiore. Che significa? Che se il worst of all’ultima data di osservazione avrà perso il 50% dallo strike, il certificato pagherà 50 euro e ovviamente non pagherà l’ultimo premio ed eventuali premi non pagati in precedenza.

Il contesto di mercato

Il contesto di mercato si sposa molto bene con la scelta dei certificati. Purtroppo, indici sui massimi, volatilità ai minimi e crescente incertezza geopolitica non sono proprio la combo migliore per l’investitore. Per ora, abbiamo assistito ad una piccola fase di correzione, ma la volatilità dovrebbe arrivare. Crediamo che sarà ancora una buy opportunity, ma le certezze purtroppo sui mercati non appartengono a nessuno. Del resto, le ultime dichiarazioni di Trump sull’Iran, non promettono nulla di buono. Il Presidente degli Stati Uniti ha infatti chiesto la resa incondizionata dell’Iran e assicurato che gli Stati Uniti potrebbero facilmente uccidere la guida suprema iraniana Ali Khamenei. Non si esclude anche un ingresso diretto nel conflitto degli americani per puntare a chiuderlo prima possibile rovesciando il regime. Il contesto, dunque, rimane molto complesso.

Ecco perché strategie di equity substitution oggi hanno un gran senso e possono aiutare l’investitore a rendere il portafoglio più resiliente alla volatilità. Con i certificati, infatti, si toglie direzionalità all’investimento (totalmente o parzialmente quello dipende poi dalla struttura, in questo caso parzialmente visto la presenza delle barriere) ma si continua ad estrarre valore sotto forma di cedole anche in scenari di mercato laterali o addirittura avversi, entro le barriere ovviamente. Barriere che questi due prodotti presentano comunque profonde.


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Disclaimer

Il certificato ISIN DE000UG27K13 è soggetto ad un livello di rischio pari a 7 su una scala da 1 a 7. Il certificato ISIN DE000UG6XJN0 è soggetto ad un livello di rischio pari a 7 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

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