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Da New York a Tokyo: 11,2% annuo sui principali listini mondiali
Rendimento e protezione sui grandi listini mondiali con il nuovo Cash Collect di UniCredit. 11,2% annuo e barriere al 60%, per una protezione da ribassi dei sottostanti fino a un -40%.

I listini corrono, toccando nuovi record, eppure basta poco per ricordare che il vento può cambiare: geopolitica e macroeconomia restano variabili tutt'altro da sottovalutare. Così, chi investe sugli indici cerca rendimento senza mai perdere di vista una solida protezione.
È qui che entra in gioco il nuovo Cash Collect su indici di UniCredit (ISIN DE000UR1VEB8), che mette insieme un rendimento potenziale dell'11,2% annuo, una barriera profonda al 60%, capace di proteggere anche di fronte a un crollo del 40% dei sottostanti e un basket composto da 4 indici efficienti:
- Euro Stoxx Banks: il paniere delle principali banche europee quotate
- Nasdaq 100: i giganti del tech americano
- Nikkei 225: il benchmark della borsa di Tokyo
- S&P 500: le 500 maggiori società quotate americane
In aggiunta, il nuovo Cash Collect di UniCredit è acquistabile sul mercato secondario di Borsa Italiana con un prezzo a sconto pari a 99,6 euro.
Vediamo di seguito le caratteristiche del prodotto:
| ISIN | Sottostanti | Premi | Barriere | Rimborso anticipato | Prezzo Offer (Ask) |
|---|---|---|---|---|---|
| DE000UR1VEB8 | Euro Stoxx Banks - Nasdaq 100 - Nikkei 225 - S&P 500 | 2,8% trimestrale con memoria (11,2% annuo) | 60% per i premi e a scadenza | Autocall da maggio 2027 e con trigger decrescente dell'1% trimestrale (dal 100%) | 99,6 EUR |
Il nuovo certificato di UniCredit (ISIN DE000UR1VEB8) è stato emesso sul mercato secondario di Borsa Italiana il 25 agosto 2026, con i prezzi iniziali (strike) fissati alla chiusura del 28 agosto.
Il prodotto punta su un basket worst of composto da tre grandi indici internazionali e un settoriale europeo:
- Euro Stoxx Banks
- Nasdaq 100
- Nikkei 225
- S&P 500
Il certificato paga premi trimestrali con memoria del 2,80%. Si arriva così a un rendimento potenziale del 11,2% annuo, pari al 44,8% complessivo nell'arco dei quasi quattro anni di vita del prodotto (scadenza 22/08/2030). Un rendimento particolarmente interessante su un basket composto da indici, con una barriera al 60%, un buon margine di sicurezza.
Tutti i premi sono corrisposti a condizione che ciascun indice del basket si trovi al di sopra della barriera premi al 60% dei rispettivi strike. La barriera a scadenza è anch'essa fissata al 60%, offrendo all'investitore una protezione del capitale fino a ribassi del 40% di ciascun indice.
Qualora, in una data di osservazione, anche un solo indice dovesse trovarsi al di sotto della barriera premi al 60%, il premio trimestrale non viene pagato ma nemmeno perso: entra in gioco l'effetto memoria, che accumula i premi sospesi e li corrisponde tutti insieme nel primo trimestre in cui la condizione torna a essere rispettata.
Un dettaglio tutt'altro che secondario: significa che l'investitore non perde i premi nelle fasi di mercato più difficili (ribassi superiori al 40% dai livelli iniziali), ma li vede semplicemente rinviati in attesa di un recupero, anche parziale, degli indici.
Durata di 4 anni ma Autocall dal terzo trimestre
La scadenza naturale del certificato (ISIN DE000UR1VEB8) è di quattro anni, ma è prevista la possibilità di rimborso anticipato automatico (Autocall) a partire dalla terza osservazione, quella di maggio 2027. Il meccanismo è semplice: se a una data di osservazione tutti gli indici quotano sopra il trigger Autocall di riferimento, il certificato viene rimborsato a 100 euro più il premio ed eventuali premi in memoria.
Per favorire il richiamo nel tempo, il trigger Autocall è decrescente: parte dal 100% degli strike alla prima finestra utile e scende dell'1% a ogni rilevazione trimestrale, fino all'89% verso la fine della vita del prodotto, rendendo il rimborso anticipato progressivamente più probabile.
Correlazione e volatilità
In un certificato Worst Of la correlazione tra i sottostanti conta molto: più gli indici si muovono all'unisono, minore è il rischio che uno si sganci verso il basso, avvicinandosi alla barriera che condiziona premi e protezione del capitale. Non solo la correlazione, anche la volatilità implicita è un fattore determinante: per i certificati a capitale condizionatamente protetto, una volatilità implicita maggiore si traduce in maggior possibilità di toccare la barriera.
I dati mostrano correlazioni positive ma piuttosto eterogenee: la coppia più allineata è Nasdaq 100 e S&P 500 (0,94), come prevedibile data la forte sovrapposizione tra i due indici americani. Molto più autonomo il Nikkei 225, che resta il meno correlato al resto del paniere (0,38 con le banche europee, 0,45 con l'S&P 500). Anche sul fronte della volatilità implicita a 12 mesi il Nikkei si distingue come il più mosso, con un 27,55%, davanti a Euro Stoxx Banks (25,30%) e Nasdaq 100 (24,09%), mentre l'S&P 500 è di gran lunga il più tranquillo con il 18,01%. In pratica, nell'arco di un anno il Nikkei potrebbe registrare oscillazioni dell'ordine del +/- 27% circa.
In un prodotto a capitale condizionatamente protetto, la barriera profonda al 60% assorbe buona parte di questa volatilità: perché il capitale venga intaccato, l'indice peggiore dovrebbe perdere oltre il 40% dallo strike. Resta comunque una protezione condizionata, valida finché il Worst Of si mantiene sopra il 60%: viene meno se a scadenza l'indice peggiore scende sotto quella soglia.
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Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

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