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Capitale protetto al 100% su S&P 500 e Gold senza cap

Certificato ISIN CH1409719858 a capitale protetto 100% in usd su S&P 500 e oro. Maturity corta (2 anni) e possibilità di partecipare alla performance lineare senza cap del worst of.

Autore: Michele Fanigliulo
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L’indice della Borsa americana S&P500 è salito del 25% nel 2024 e dall’inizio di quest’anno ha guadagnato un altro 4%. Il sentiment diffuso fra gli investitori continua a essere positivo, ma non tutti vogliono partecipare alla festa. In particolare c’è un investitore, forse il più famoso, che alla veneranda età di 94 anni preferisce restare ai margini del mercato. Stiamo parlando di Warren Buffett, l’uomo che attraverso la sua società di investimenti, Berkshire Hathaway, supervisiona un portafoglio azionario da 300 miliardi di dollari.

Buffett non è travolto dall’entusiasmo di fronte a una Wall Street che sta macinando un record dopo l’altro. L’ultimo report trimestrale di Berkshire, pubblicato venerdì 14 febbraio, evidenzia che nel periodo ottobre-dicembre 2024 la società ha venduto azioni per circa 6 miliardi di dollari.

Anche senza scomodare Buffett, due anni di rialzo di Wall Street (2023 e 2024) a un ritmo di oltre il 20% all’anno sono già un motivo sufficiente per diventare prudenti. Se poi aggiungiamo i terremoti quotidiani che Donald Trump sta creando in America e nel mondo, la minaccia di dazi con le forti conseguenze inflazionistiche, non c’è dubbio che il rischio connesso all’investimento azionario sia in continua crescita.

Tuttavia, non è facile per un investitore decidere di scendere dalla giostra quando tutto sale. Anche perché per farlo bisognerebbe avere valide opportunità di investimento alternative. A questo proposito, oggi segnaliamo un nuovo certificate che contiene una proposta molto interessante, grazie alla difesa totale del capitale investito e una potenzialità di rendimento senza limiti.

Il certificate con protezione totale e possibile rendimento senza cap

Si tratta del certificate con ISIN CH1409719858 emesso da Leonteq che ha per sottostanti l’indice S&P500 e l’oro che si compra oggi a lieve sconto.

Questo certificate, della durata di soli due anni, garantisce una protezione al 100% sul capitale investito e al termine dei due anni offre un rendimento pari alla performance lineare del peggiore dei due sottostanti (worst of), senza nessun cap (limite) all’eventuale rialzo.

Il meccanismo è semplicissimo: ogni certificate viene emesso a un valore nominale di 1.000 dollari. Alla scadenza, fra due anni, si confrontano le quotazioni finali di S&P 500 e oro con le quotazioni iniziali. Se anche solo uno dei due sottostanti è sceso, l’investitore verrà rimborsato al valore nominale del certificate, cioè gli torneranno i 1.000 dollari iniziali, indipendentemente dall’entità del ribasso.

Se invece entrambi i sottostanti saranno saliti, l’investitore riceverà i suoi 1.000 dollari iniziali più un premio proporzionale al rendimento del peggiore dei sottostanti. Poniamo che il peggiore chiuda i due anni con un rialzo del 20%, l’investitore riceverà 1.200 dollari (1.000 più 1.000 x 20%). Non ci sono limiti (cap) al possibile rialzo.

Tornando all’immagine di prima, il certificate con ISIN CH1409719858 offre la possibilità di continuare a stare sulla giostra, con un paracadute efficace in caso di crash.

Il certificate è stato lanciato sul mercato italiano il 18 febbraio 2025. Per il fixing, i valori di riferimento di S&P500 e oro sono le quotazioni del 13 febbraio. La data del fixing finale è fissata per l’11 febbraio 2027.

Sottolineiamo che poiché il prodotto è denominato in dollari, l’investitore si assume il rischio (che può essere un’opportunità) della variazione del cambio euro/dollaro nell’arco dei due anni.

Interessante notare la buona correlazione che c’è stata negli ultimi 5 anni tra oro e S&P 500, come si vede dal grafico sotto. Certo nei momenti di shock del mercato, come nel 2020, l’oro ha svolto bene il ruolo di bene rifugio, ma nel complesso la correlazione tra i due sottostanti sembra favorire una struttura Certificate come questa.

Le previsioni sull’S&P500 nel 2025

Su che livelli sarà l’S&P500 fra due anni è un quesito a cui oggi è impossibile rispondere. Noi ci limitiamo a ricordare che l’indice più rappresentativo della Borsa americana ha realizzato negli ultimi 10 anni un rendimento medio annualizzato del 13,8%.

Lo scorso dicembre, quando i migliori strateghi di Wall Street hanno diffuso le loro previsioni sul 2025, è uscito un quadro ancora roseo per l’anno che è appena cominciato. Un sondaggio condotto da MarketWatch tra le banche d'investimento e le società di ricerca ha sintetizzato un obiettivo mediano per l'S&P500 di 6.600 punti entro la fine del 2025, il che implica un rialzo di oltre il 12% rispetto alla chiusura del 31 dicembre scorso.

Alcune delle previsioni più rialziste, tra cui quelle di Oppenheimer Asset Management, Deutsche Bank e Yardeni Research, prevedono che l'S&P 500 finisca l'anno intorno a quota 7.000, grazie anche alla tenuta dell'economia e alla potenziale crescita degli utili aziendali nel secondo mandato del presidente Trump.

Anche la proiezione più ribassista tra le società di Wall Street, quella di UBS, vede l'S&P 500 terminare il prossimo anno a 6.400 punti, il che implica un progresso dell’8,8%.

Gli acquisti delle banche centrali continuano a spingere l’oro

Per quanto riguarda l’oro, da sette settimane prosegue il trend rialzista delle quotazioni dopo la forte crescita del 2024.

Il mercato attribuisce l'aumento dei prezzi dell'oro all'aumento degli acquisti da parte delle banche centrali, ai possibili tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve statunitense e alle crescenti preoccupazioni degli investitori dovute alle recenti politiche tariffarie del presidente Donald Trump.

Martedì 17 febbraio gli analisti di Goldman Sachs hanno rafforzato la loro view ‘bullish’ sull’oro, alzando le loro previsioni di prezzo a 3.100 dollari per la fine del 2025 rispetto alla precedente di 2.890 dollari, sulla base di una maggiore domanda da parte delle banche centrali

“Stimiamo che questa domanda strutturalmente più elevata da parte delle banche centrali aggiungerà un 9% al prezzo dell'oro entro la fine dell'anno”, si legge nel report della banca.

Goldman ha aumentato la sua ipotesi di domanda da parte degli istituti centrali a 50 tonnellate al mese dalla precedente stima di 41 tonnellate.

Tuttavia, “se l'incertezza sulle politiche economiche - incluse le preoccupazioni sui dazi - rimanesse elevata, un posizionamento speculativo prolungato potrebbe spingere i prezzi dell'oro fino a 3.300 all'oncia entro la fine dell'anno”. Al contrario, se la Federal Reserve mantiene stabili i tassi di interesse, la banca prevede che l'oro raggiungerà 3.060 dollari nello stesso periodo.


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