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Cedole fisse dell’11% annuo con il Certificate su Blue Chip Italiane
Vontobel ha emesso un certificato con cedole fisse mensili dello 0,93% su Banco BPM, Stellantis e STM e barriera 50% a scadenza. Focus sul prodotto ISIN DE000VM64YM7.

FTSE Mib sugli scudi nel 2023: come investire ora?
Con un rialzo superiore al 28% l’indice FTSE Mib nel 2023 è stato uno dei top performer su scala globale, superato soltanto dal NASDAQ (che però nel 2022 aveva perso decisamente di più rispetto all’indice italiano) e da pochi altri indici. Le prospettive, anche per il 2024, sono ancora relativamente ottimistiche, in un contesto di tassi di interesse che progressivamente inizieranno a calare.
La prudenza, però, resta d’obbligo. In particolare, se le banche centrali dovessero muoversi più lentamente del previsto nel percorso di riduzione del costo del denaro, aumenterebbero le possibilità di uno storno sui mercati. Senza dimenticare le tensioni geopolitiche in aumento. Come investire in un simile scenario? Un’interessante proposta di investimento arriva da Vontobel, che ha combinato una serie di caratteristiche difensive in un unico prodotto. Vediamo nel dettaglio il funzionamento del certificato ISIN DE000VM64YM7.
Investire su big cap italiane con cedole fisse dell’11,16% annuo
Fra i punti di forza del certificato troviamo senz’altro le cedole fisse, pari allo 0,93% mensile. L’investitore ha quindi la certezza di incassare premi per oltre l’11% annuo. Nessun sottostante esotico, ma tre big cap di Piazza Affari: Banco BPM, STMicroelectronics e Stellantis. Tre titoli reduci da solide performance, ma che si trovano ancora sotto i target medi indicati dagli analisti, secondo i dati di Market Screener.
Inoltre, per l’incasso delle cedole, trattandosi di premi fissi, non è prevista alcuna barriera. Per la protezione del capitale, invece, la barriera è decisamente ampia, in quanto collocata al 50% dei prezzi di osservazione iniziale. Il certificato, poi, gode di una barriera discreta, osservata pertanto soltanto alla scadenza del prodotto, diversamente da quello che avviene nei certificates con barriera continua. In sintesi, eventuali temporanee discese sotto i livelli barriera dei tre titoli non influirebbero sul risultato finale dell’operazione, a patto che le tre azioni a scadenza si trovino sopra le barriere.
Perché è importante avere in portafoglio certificates con cedola fissa?
Le cedole fisse possono avere un ruolo significativo nel portafoglio di un investitore, riducendo i movimenti e contestualmente la volatilità. La garanzia di incassare i premi, infatti, fa sì che questi certificates siano decisamente più resilienti rispetto ad un tradizionale memory cash collect. Di fatto, anche nel caso di crolli da parte dei sottostanti si avrebbe la certezza di incassare oltre 22 punti percentuali di cedole. Questo influisce ovviamente sul prezzo del prodotto, riducendone la volatilità.
Il prodotto può anche essere interessante per chi mira alla garanzia di un reddito fisso, ovviamente sempre ricordando le regole della diversificazione (sia per sottostanti, che per emittenti, settori di investimento, valute ed aree geografiche di investimento).
Tre grandi azioni del FTSE Mib: Banco BPM, Stellantis e STMicroelectronics
A questo punto vale la pena soffermarsi sui titoli sottostanti del certificato, per valutare le prospettive per le tre società.
Stellantis
Le azioni della casa automobilistica italo-francese navigano in area 21 euro e sono inserite in un solido trend rialzista. Per gli analisti il target medio è di 24,49 euro (in rialzo dal 24,37 rilevato a metà dicembre da Market Screener).
Fra i punti di forza dell’azienda troviamo anche la progressiva attuazione della strategia “Pro One”, un piano strategico che mira a far crescere l’azienda nei veicoli commerciali, comparto da cui arriva già circa un terzo del fatturato. Nei mesi scorsi Stellantis ha annunciato di puntare a raggiungere la leadership globale già entro il 2027 (differentemente dal piano originario, che fissava questo obiettivo per il 2030). Lo strike iniziale per Stellantis è fissato appena sopra i 21 euro. La barriera del 50% è quindi posizionata a 10,523 euro.
Banco BPM
La Banca guidata da Giuseppe Castagna ha guadagnato oltre il 40% nel 2023, valore che sale al 146% negli ultimi tre anni. Banco BPM ha una capitalizzazione di mercato che supera i 7 miliardi di euro, con un price-earning di 6,3 ed un dividend yield vicino al 5%. Il target price medio di oltre venti analisti supera i 6 euro per azione, circa il 25% in più dei valori attuali.
Negli ultimi mesi la quotazione è arrivata anche sopra i 5 euro, ma in questo certificato di Vontobel ha fatto strike su valori più bassi, a 4,835 euro. Conseguentemente anche la barriera è più ampia, risultando collocata a 2,418, valori al momento decisamente lontani.
STMicroelecrotronics
Il titolo STM negli ultimi due mesi ha messo a segno un interessante spunto rialzista, tornando in area 45 euro. Per gli analisti, però, siamo ancora sotto il target medio, collocato non distante dai 60 dollari per azione, pari a circa 54 euro. Troviamo solidi supporti in area 40 e 35 euro per azione, con una barriera a 22,87 euro.
Negli ultimi report l’azienda ha mostrato una certa prudenza per il trimestre finale del 2023. C’è invece ottimismo per il 2024, in particolare per i ricavi in arrivo dal settore automotive, mentre il tema della scarsità di microchip resta ancora centrale.
Come funziona il certificato ISIN DE000VM64YM7
Il certificato ha una vita residua leggermente inferiore ai due anni, con 24 premi mensili fissi. L’opzione del richiamo anticipato, spesso definita come autocallability, è presente dal nono mese in poi, garantendo quindi un interessante flusso cedolare anche nel caso in cui si attivasse già alla prima data utile, fra poco più di otto mesi. Il certificato, inoltre, scambia leggermente sotto la pari, con una quotazione lettera di circa 99 euro. Pertanto, all’oltre 11% di flusso cedolare garantito, si aggiungerebbe circa un punto percentuale di capital gain.
Il trigger per l’attivazione dell’autocall è dapprima fissato al 100% dei prezzi di osservazione iniziale. Cala progressivamente fino al 90% (con quello che è definito come effetto Step Down). Ciò fa sì che il certificato potrebbe essere richiamato nei mesi finali anche in caso di moderati ribassi da parte dei sottostanti.
Scenari alla scadenza
Se il prodotto non viene richiamato anticipatamente, una volta giunti alla scadenza sono possibili due scenari.
Partiamo da quello positivo. Nel caso in cui le tre azioni sottostanti (Banco BPM, Stellantis e STMicroelectronics) non abbiano perso il 50% o più dai prezzi di osservazione iniziale, il certificato rimborserà il valore nominale (100 euro) più l’ultimo premio, pari a 0,93 euro, per un totale quindi di 100,93 euro.
Questo implica che l’investitore otterrebbe un profitto sia in caso di rialzi dei sottostanti, che se i tre titoli rimanessero sui valori attuali o scendessero, anche in maniera significativa, a patto che non si verifichino crolli del 50% o più. In altre parole, il capitale è protetto a patto che nessun titolo dimezzi il proprio valore. Se anche ciò dovesse capitare, la performance finale sarebbe mitigata dagli oltre 22 punti percentuali di cedole incassate da qui al dicembre 2025.
Passiamo al secondo caso, quello negativo. Nell’ipotesi in cui una o più fra le azioni del basket sottostante si trovassero sotto barriera, il rimborso sarebbe pari al valore nominale di 100 euro, ammontare cui bisognerà sottrarre il calo percentuale del sottostante con la peggior performance e aggiungere l’ultimo premio fisso di 0,93 euro per certificato. In questo caso se per esempio il worst of dovesse perdere il 60%, il certificato sul capitale restituirebbe 40 euro, a cui però andrebbero sommati due anni di premi per un valore di 22,32 euro. Il certificato rimborserebbe dunque 62,32 euro, con una perdita del 37,7% invece che del 60%.
Ricordiamo che alla pagina di Websim analisi certificati avanzata, trovate tutte le caratteristiche principali del prodotto riassunte, tra cui i livelli di strike, le barriere, la distanza da strike e barriera dei titoli o indici, volatilità implicita a 1 anno e correlazione dei sottostanti, oltre a tanti altri dati utili per valutare il prodotto.
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