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Brunello, Banco BPM e Amplifon: tre eccellenze che valgono l'11,5% p.a
Per chi è alla ricerca di ricche cedole, occhi puntati sul Cash Collect ISIN DE000HD5YH02 su Banco BPM, Cucinelli e Amplifon. Premi mensili con memoria dello 0,96% (11,52% p.a.) e barriere al 50%.

Anche se in Europa soffiano venti di incertezza post-elettorale, l'Italia continua a brillare. L'indice Ftse Mib di Piazza Affari, nonostante le prese di beneficio delle ultime sedute, mostra da inizio anno una performance superiore al 10%, un rialzo che permette al paniere delle blue chip nostrane di prendersi il podio tra i principali listini del Vecchio Continente.
Intanto, la scorsa settimana come da attese la BCE ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base, con il percorso di calo del costo del denaro che, come chiarito dalla stessa numero uno Christine Lagarde, non sarà lineare visto anche l'ennesimo aumento delle stime sul dato chiave dell'inflazione. E così con buone probabilità i banchieri europei aspetteranno più di una riunione prima di tagliare nuovamente il costo del denaro, ora al 4,25%.
Un contesto nel quale può essere una buona mossa ridurre le esposizioni puramente direzionali, inserendo in portafoglio strumenti in grado di offrire buone cedole mensili, ma che permettano al tempo stesso di diversificare su più settori e di non rinunciare ad un buon livello di protezione del capitale.
Oggi vi parliamo di una strategia di investimento che va proprio in questa direzione. Stiamo parlando del Memory Cash Collect di UniCredit (ISIN DE000HD5YH02), prodotto che investe su un basket di titoli diversificato e accuratamente selezionato, per offrire un mix tra rischio e rendimento del tutto invidiabile. Riesce infatti a pagare un premio mensile con memoria dello 0,96%, arrivando così ad un ottimo 11,52% annuo di rendimento potenziale, a fronte di barriere profonde al 50% dei livelli di riferimento iniziali (strike) sia per i premi che a scadenza.
I sottostanti? Tre blue chip italiane con ottimi fondamentali e rappresentanti di tre settori differenti ma con una logica precisa: Brunello Cucinelli (lusso), Banco BPM (finanziario) e Amplifon (sanità). Il lusso e la sanità, infatti, sono settori difensivi e non ciclici che tengono bene in fasi di criticità dei mercati. Amplifon poi è inserito nel mega trend dell’invecchiamento della popolazione ed è quindi efficiente da tutti i punti di vista, sia fondamentale che tecnico. Forse un po’ caro sui multipli per chi volesse fare ingressi diretti sull’equity, ma non un problema invece per chi usa certificati a barriera profonda. Brunello Cucinelli è un top performer del lusso estremo. Società che non sentono i colpi dell’inflazione né delle recessioni, visto la clientela High-net-worth individual (HNWI). Infine, le banche (Banco BPM) mantengono un contesto assolutamente favorevole visto la sola limatura dei tassi prevista quest’anno. Se va bene infatti la BCE farà solo un altro taglio (dai 6 previsti dal mercato a fine 2023), una situazione nella quale rimangono buoni i margini di interesse per il comparto, e in particolare per le banche italiane.
Ma non basta, perché il prodotto di oggi prevede anche la possibilità di essere richiamato anticipatamente (Autocall) a partire dal primo anno. E così, da maggio 2025, se i tre titoli del paniere si troveranno al di sopra dei rispettivi livelli di osservazione per il richiamo anticipato, il prodotto si chiuderà in anticipo rimborsando il suo valore nominale (100 euro).
Ricordiamo inoltre che il certificato in questione può essere utile anche sotto il profilo fiscale dato che le sue cedole, essendo considerate redditi diversi possono concorrere alla compensazione delle minusvalenze in portafoglio.
Un basket diversificato
Nonostante la lunga corsa realizzata lo scorso anno, i multipli del comparto bancario italiano rimangono interessanti. Ma non solo, perché malgrado le aspettative di taglio dei tassi da parte della BCE (ancora uno previsto entro fine anno), i margini d'interesse sono attesi continuare a sostenere gli utili di tutto il settore.
Un contesto in cui sta particolarmente beneficiando il colosso italiano Banco BPM che, dopo aver chiuso lo scorso anno con un rialzo del +45%, non ha perso affatto la sua tonicità mostrando nel primo semestre del 2024 un progresso di oltre il 28%.
Solidità evidenziata anche dagli ultimi conti trimestrali, con il gruppo che ha archiviato il primo trimestre con un utile netto di 370 milioni di euro, con un aumento di circa il 40% rispetto il trimestre precedente. Ma non solo, perché il management ha fornito segnali rassicuranti sulle prospettive per il prossimo futuro, confermando la guidance sull'anno in corso. In particolare, secondo Banco BPM il margine di interesse dovrebbe continuare la sua tendenza positiva beneficiando di un livello medio dei tassi ancora superiore rispetto all’anno precedente.
Come dicevamo, ottimi risultati anche in Borsa con il titolo che, prima delle prese di beneficio post elezioni europee, è arrivato a toccare i massimi dal gennaio 2016, mettendo così a segno un vigoroso rimbalzo di oltre il +450% dai minimi del 2020 (+60% nell'ultimo anno). Questo è ben visibile dal grafico qui sotto che mostra l'andamento su time frame mensile sul lato di sinistra, mentre a destra è raffigurato su scala settimanale. Le barriere a scadenza e per l'ottenimento dei premi su Banco BPM si trova a quota 3,302 euro un livello distante circa il 47% dai livelli attuali e che, come vediamo dal grafico qui sotto, si trova al di sotto delle tre aree supportive a quota 5,36 euro, 4,55 euro e 3,5 euro.
Buon andamento anche per il colosso del lusso, Brunello Cucinelli che ha chiuso i primi tre mesi del 2024 con una crescita importante del +16,5% dei ricavi saliti ora sopra i 300 milioni di euro. Un risultato ottenuto anche grazie al forte aumento delle vendite registrate nelle Americhe (+19,5%), ma anche grazie al florido mercato italiano (+26%). Solide anche le prospettive future, con il marchio del lusso italiano che rafforza le sue previsioni per l'intero 2024, aspettandosi al tempo stesso anche un solido incremento del fatturato intorno al +10% anche nel 2025.
Numeri che si riflettono in un andamento positivo anche a Piazza Affari con il titolo che, dopo aver toccato un nuovo massimo storico a marzo di quest'anno, ha ritracciato, anche se da questo punto di vista l'area supportiva a quota 90 euro potrebbe sostenere i prezzi favorendo un rimbalzo in grado di riportare i prezzi sopra i 100 euro. Anche in questo caso la barriera al 50% su Brunello Cucinelli dà una certa tranquillità all'investitore dato che si trova poco sopra a 3 euro, area di prezzo sotto le principali aree di supporto prima a 90 euro e poi verso i 70-68 euro ad azione.
Tendenza positiva anche sul terzo e ultimo titolo del paniere con codice ISIN DE000HD5YH02, Amplifon. Il titolo, in occasione della presentazione dei suoi conti del primo trimestre ha confermato le sue previsioni di crescita dei ricavi per l'intero esercizio 2024, sostenuti dall'incremento delle quote di mercato e da acquisizioni. In particolare, nei primi tre mesi dell'anno, il gruppo ha registrato ricavi in aumento del 6% a 573 milioni di euro, con l'utile netto che è così salito a 35,6 milioni di euro.
In borsa, con gli acquisti messi a segno da inizio anno (+7% Ytd) si è riportato nella fascia alta dell'ampio trading range visto negli ultimi due anni compreso tra l'area supportiva a 25 euro e i 36 euro. Ecco che proprio un deciso superamento al rialzo dell'importante resistenza statica intorno a 36 euro potrebbe riportare il titolo sui livelli di metà 2022. In ogni caso, la tendenza di fondo rimane positiva con il titolo che si è riportato sopra la sua media a 200 settimane e in caso di ribassi nessun timore fin tanto che i prezzi si manterranno al di sopra dell'importante area supportiva a 25 euro, livello che si trova per altro al di sopra della barriera al 50% sul titolo, posizionata poco sotto i 17 euro, livelli raggiunti l'ultima volta dal titolo nel 2019.
Il Cash Collect sui campioni italiani: 11,5% all'anno e barriere profonde al 50%
Chiarito il contesto nel quale ci troviamo, andiamo ora a vedere le principali caratteristiche dello strumento di UniCredit (ISIN DE000HD5YH02).
Si tratta di uno strumento che si caratterizza, oltre che per la scelta dei sottostanti di qualità, anche per il suo attraente bilanciamento tra rischio e rendimento. In tal senso, le sue barriere profonde al 50% proteggono l'investimento anche in caso di storno del mercato o di una fase di consolidamento laterale. Ma nonostante il buon grado di protezione, il nuovo prodotto di UniCredit strizza l'occhio anche al rendimento dato che riesce a pagare un bonus mensile con memoria dello 0,96%, arrivando così ad offrire un rendimento annuo di tutto rispetto dell'11,52% (+34,56% nei tre anni di vita).
Ricordiamo inoltre che la presenza della memoria sulle cedole mensili implica che se in corrispondenza di una data non si sono verificate le condizioni per il pagamento (ovvero il posizionamento dei titoli sopra le barriere), il bonus non verrà perso, ma resterà nella memoria del certificate e sarà poi pagato alla prima data di osservazione successiva in cui tutti i sottostanti quoteranno nuovamente sopra o allo stesso livello della barriera.
Inoltre, come dicevamo, lo strumento di oggi potrà essere richiamato anticipatamente con meccanismo di Autocall decrescente a partire da maggio 2025. In tal senso, il trigger per l'Autocall non è fisso al 100% ma decresce del 5% fino ad arrestarsi all'80% (step down).
Ricordiamo infine che lo strumento, essendo un certificato, permette tutti i classici vantaggi dell’efficienza fiscale (cedole sono compensabili con eventuali minus) e quindi per le sue caratteristiche si inserisce bene in un portafoglio per la compensazione fiscale.
Interessante anche la scadenza che non è eccessivamente lunga dato che è a tre anni e quindi a prevista per maggio 2027.
Gli scenari a scadenza:
Tuttavia, lo strumento (ISIN DE000HD5YH02) potrebbe anche non essere richiamato anticipatamente arrivando dunque alla sua data di scadenza (20/05/2027). In tal caso, per gli investitori saranno possibili due scenari alternativi:
- Se tutti e tre i sottostanti si presenteranno all'appuntamento finale con quotazioni non inferiori alla barriera e quindi nessuno dei tre titoli sarà crollato di oltre il 50% dai livelli iniziali, allora l’investitore riceverà l’ultima cedola mensile e gli verranno pagate anche tutte le cedole eventualmente trattenute in memoria. In tal caso, il certificate sarà quindi rimborsato al 100% del valore nominale (1.00 euro).
- Al contrario, se anche solo uno dei tre titoli sottostanti arriva alla data finale con una quotazione al di sotto della barriera al 50%, allora non sarà pagata l’ultima cedola, ma neanche le cedole eventualmente ancora trattenute nella memoria dello strumento. Il certificate sarà così rimborsato in modo proporzionale alla performance del peggiore tra i sottostanti (worst of). Quindi, ipotizzando per il titolo worst of un crollo del 55% dallo strike, allora il rimborso sarà pari al 45% del valore nominale (45 euro).
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