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Big Tech USA correggono? Ecco il Fast che paga 1,45% mensile (17,4%pa)

Apple, Nvidia, Meta e AMD: i sottostanti del Fast Cash Collect ISIN XS2976560156 di Barclays. Paga 1,45% mensile (17,4% annuo), con barriere al 55%. Durata due anni e autocall dal 4° mese.

Linee di luce in movimento su sfondo scuro, simbolo di dati e reti.

La forte correzione che sta colpendo il mercato americano rappresenta sicuramente una grande opportunità per chi è a caccia di certificati ad alto rendimento. Con il decennale americano che rimane su buoni livelli di rendimento e la volatilità che torna a salire, è il momento di guardare al mercato americano per trovare certificati d’investimento con due punti di forza: rendimento elevato, grazie alla maggiore volatilità, e barriere profonde, che partono dai livelli attuali di forte correzione e non dai massimi raggiunti solo un mese fa. Ed è proprio di un certificato con queste caratteristiche che vi vogliamo parlare oggi.

Ci riferiamo al certificato ISIN XS2976560156 che è stato emesso da Barclays il 18 marzo e ha fatto fixing degli strike con la chiusura del giorno 17 marzo. Il prodotto ha come sottostante un basket worst of composto da Apple, Nvidia, Meta e AMD, quattro titoli a grande capitalizzazione e ottimi fondamentali. Il certificato paga l’1,45% con memoria (rendimento annuo del 17,4%), un premio veramente elevato. Tra l’altro, con la correzione in corso, queste azioni hanno già perso parecchio e dunque le barriere al 55% diventano ancora più interessanti.

La struttura è quella dei Fast Cash Collect, dunque presenta la possibilità di autocall veloce a partire da luglio 2025 con trigger al 100% e poi step down del 1% mensile fino al 80%. Un prodotto ormai di moda tra gli investitori italiani perché funziona in ottica Win Win. Se i titoli, infatti, alla prima data di autocall dovessero trovarsi sopra strike, il certificato avrà pagato il 5,8%, un rendimento elevatissimo in quattro mesi, permettendo all’investitore di tornare liquido e riallocare su altro tema il capitale. Se invece anche un solo titolo troverà ulteriore volatilità, il certificato resterà in vita più a lungo pagando un rendimento mensile veramente elevato per più tempo.

La scadenza invece è fissata per il 23 marzo 2027 (due anni).

Tassi e volatilità in crescita: il momento giusto per i certificati su titoli USA

La volatilità non è foriera solo di problemi sui mercati finanziari, ma per chi sa cercare può anche generare delle opportunità. Questo è vero soprattutto nel mondo dei certificati dove le due variabili chiave che definiscono i payoff di questi prodotti sono i tassi e la volatilità dei sottostanti. In questo momento, soprattutto a Wall Street, li stiamo vedendo entrambi favorevoli al lancio di nuovi prodotti.

I rendimenti del mercato obbligazionario americano rimangono su livelli interessanti, intorno al 4,3%. Abbiamo assistito ad una forte accelerazione da settembre 2024, fino a inizio 2025, legato alle paure inflattive per le politiche di Trump. Poi i rendimenti sono tornati a scendere quando sono cominciati ad emergere impatti negativi sulla crescita, uniti al forte richiamo di Bessent (segretario al tesoro) sul rigore dei conti. Come abbiamo detto però rimangono su buoni livelli, utili per chi struttura i certificati, perché si ha più margine per l’acquisto delle opzioni.

Anche la volatilità sui mercati dell’equity è tornata a farsi sentire, soprattutto in USA. In particolare, il 10 marzo, il Vix, l’indice della volatilità implicita dell’S&P 500, ha sfiorato i 30 punti, cosa che non succedeva da agosto 2024.

L’indice americano per ora è arrivata a perdere il 10% e ora accenna ad un rimbalzo. Riteniamo comunque che il primo target della correzione sia in area 5.400 punti (con calo massimo a 5.100 punti). Poi il mercato dovrebbe ripartire. Quindi siamo nel campo delle buy opportunity anche per lo stock picking sull’azionario. L’Europa per ora mostra più forza, ma alla lunga dovrebbe cedere anche lei il passo con una sana correzione. Da dire che quella americana è appunto una correzione fisiologica e da un punto di vista tecnico anche molto ordinata. Per ora non si sono infatti verificati strappi eccessivi.

Per chi punta sui Big Tech USA le cedole sono del 1,45% mensili

Ecco perché riteniamo particolarmente interessante il certificato di Barclays ISIN XS2976560156 dedicato a quattro big cap USA: Apple, Nvidia, Meta e AMD. Il certificato infatti paga premi mensili con memoria del 1,45%, pari ad un rendimento annuo del 17,4%. E grazie alla netta correzione di SPX e Nasdaq 100 ora fissa delle barriere molto interessanti al 55% dei livelli attuali su titoli che dai massimi hanno registrato mediamente cali del 20%, se non maggiori.

Il certificato prevede poi anche la possibilità di rimborso anticipato automatico dal quarto mese (17 luglio 2025) con trigger inizialmente al 100% e step down del 1% mensile fino al 81% dei livelli iniziali. La scadenza è prevista invece per il 23 marzo 2027 quando saranno possibili solo due scenari. Se tutti i titoli saranno sopra barriera, il certificato pagherà 100 euro, più l’ultimo premio, più eventuali premi non pagati grazie alla memoria. Se invece anche solo un titolo sarà sotto barriera il certificato restituirà la performance del peggiore. Se per esempio il worst of avrà perso il 50%, il certificato rimborserà 50 euro a pezzo.

L’analisi dei quattro colossi americani

Ci soffermiamo sui quattro titoli velocemente per mostrare i livelli di barriera dove si collocano e cosa ne pensano gli analisti.

Partiamo da AMD, uno dei colossi americani produttori di chip con una market cap da 169,5 miliardi di dollari. Il titolo viene da una correzione fortissima legata ad alcune trimestrali sotto le attese e al crescere della concorrenza nel settore, oltreché la perdita di slancio rispetto alla concorrente Nvidia. Gli analisti sono positivi con 47 buy, 16 hold e 1 solo sell. Il target price è a 144,9 dollari con un upside sulle quotazioni attuali del 38%. Il consensus si attende ricavi, utili e marginalità in forte crescita nei prossimi anni e un free cash flow di 5 miliardi attesi per il 2025. Il titolo, nell’ultimo anno, si è dimezzato a Wall Street ed è tornata su un supporto chiave in area 94 usd. Il certificato propone strike a 104,59 usd e barriera a 57,52 usd (55% degli strike). La barriera è veramente profonda poiché riporterebbe i prezzi ai livelli del minimo del bear market del 2022. Sembra dunque un livello adeguato di protezione per un titolo su cui mercato ha alzato tantissimo le stime sugli utili attesi a dodici mesi. Col crollo del titolo, il risultato è che il P/E stimato ad un anno è a 22X, livello bassissimo per questo titolo. Quindi il prezzo attuale risulta molto interessante e una barriera a 57 dollari veramente difensiva.

Apple la conosciamo bene tutti. E’ leader di mercato nel suo settore degli smartphone e dispositivi multimediali. Un colosso da oltre 3 mila miliardi per uno dei titoli più efficienti del Nasdaq 100. Gli analisti rimangono tutti sull’attenti e positivi: 34 buy, 17 hold e solo 5 sell. Target price a 252 dollari per un upside sui prezzi attuali del 18%. Graficamente a 200 dollari vi è un primo supporto chiave, mentre appare veramente profonda la protezione proposta dalla barriera visto che Apple ha già perso poco meno del 20% dai massimi storici. La barriera si colloca infatti a 117,7 usd, livello che il titolo non vede da marzo del 2021.

Nvidia è il titolo del momento, che ha saputo fare sua una delle tematiche più importanti dell’ultimo anno, ovvero l’intelligenza artificiale. Anche qui siamo davanti ad un colosso da 2.800 miliardi di dollari di market cap. Gli analisti rimangono fortemente compratori con 70 buy, 6 hold e zero sell. Sui fondamentali il titolo resta interessantissimo se pur soggetto ad alta volatilità. Graficamente la barriera a 65,74 dollari resta interessante, anche se va detto che un titolo così volatile può prenderla in poco tempo se lo scenario dovesse cambiare. Per ora e visto la maturity a due anni del certificato, la barriera sembra comunque ben impostata.

Meta è un altro gigante da 1.400 miliardi di dollari di market cap che nella correzione attuale ha lasciato sul terreno oltre il 20% e dunque fissa le barriere su livelli interessanti a 332,69 dollari. Anche nel suo caso la quasi totalità degli analisti è positiva con 70 buy, 7 hold e 3 sell. Il titolo si è sempre dimostrato come molto efficiente, andando a segnare nuovi massimi.

Sotto la tabella riassuntiva con strike e barriere:


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