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Barriere profonde e rendimento da 11% con il Low Barrier di Barclays
Quattro eccellenze italiane, barriere al 40% e 0,92% mensile condizionato con memoria (11,04% p.a.) con il Low Barrier di Barclays (XS3068020547). Scadenza a quattro anni e possibilità di Autocall.

Torna oggi sotto i riflettori uno dei prodotti più apprezzati durante gli scorsi mesi, il Low Barrier Cash Collect targato Barclays (ISIN XS3068020547) che punta a coniugare protezione del capitale e rendimento annuo a doppia cifra, presentandosi così come un’interessante opportunità d’investimento. Il certificato prende esposizione su un basket composto da quattro eccellenze italiane: Amplifon, Eni, Pirelli e Stellantis con una barriera a scadenza fissata al 40% dei valori iniziali. Il prodotto offre coupon condizionati dello 0,92% mensile (pari al 11,04% annuo), riconosciuti a condizione che tutti i sottostanti vengano osservati almeno al di sopra del 40% dei loro valori iniziali. Grazie al meccanismo di memoria, è possibile recuperare eventuali cedole non percepite. La scadenza è prevista per luglio 2029, ma da aprile 2026 il certificato prevede la possibilità di richiamo anticipato tramite meccanismo di Autocall con trigger fisso. Una soluzione che riesce quindi a combinare al tempo stesso solidità difensiva e potenziale di rendimento su titoli leader del mercato italiano.
La struttura
0,92% condizionato mensile (11,04% annuo)
Ogni mese il Low Barrier di Barclays riconosce coupon del 0,92% (pari al 11,04% annuo), condizionati ad una profonda barriera posta al 40% dei valori iniziali dei quattro sottostanti. I coupon beneficiano del meccanismo di "memoria", che consente di recuperare eventuali cedole non pagate. In caso di mancato pagamento, infatti, per via di uno o più sottostanti registrati alla relativa data di osservazione al di sotto della barriera (prezzo inferiore al 40% del rispettivo fixing iniziale), il coupon sarà conservato e corrisposto alla prima data utile successiva in cui la condizione risulti soddisfatta, insieme alla cedola prevista per quella data. Importante anche sottolineare che i rendimenti generati da questo certificato saranno tutti classificati fiscalmente come redditi diversi, e quindi utilizzabili per eventuali compensazioni di minusvalenze pregresse.
Possibilità di richiamo anticipato
A partire da aprile 2026, ed a seguire alle stesse date di osservazione per il pagamento dei coupon, il certificato avrà anche la possibilità di essere richiamato anticipatamente. Tramite il meccanismo di Autocall se infatti ad una di queste date tutti i sottostanti verranno osservati con dei prezzi pari o superiori ai rispettivi livelli iniziali, il certificato verrà rimborsato anticipatamente al valore nominale, a cui aggiungere ovviamente la precedente discussa cedola.
Qui di seguito uno specchietto del calendario eventi previsto per il titolo in questione:
Scenari a scadenza
Se il Low Barrier Cash Collect non dovesse essere rimborsato anticipatamente, arrivando quindi alla scadenza prevista per luglio 2029, saranno previsti due possibili scenari:
- Se alla data di osservazione finale tutti e quattro sottostanti dovessero essere osservati con valori superiore al livello di barriera finale, prevista per il 40% del fixing iniziale, il certificato rimborserà 100% del valore nominale a cui verrà aggiunta la relativa cedola (e le cedole eventualmente non pagate).
- Altrimenti il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. In tal caso, se ipotizziamo che il titolo peggiore dei tre crolli del 70% dal suo valore iniziale, allora il certificato sarà rimborsato a 30 euro (30% del valore iniziale).
Focus sul Basket
Amplifon
Dopo il crollo fatto registrare poche settimane fa il titolo sta lentamente cercando di ritracciare e recuperare il terreno perso a seguito della comunicazione dei risultati. Le ultime notizie però, in particolare le indicazioni di GN, sembrano supportive nei confronti dell’azienda, che rimane comunque con una minore crescita attesa (+1%, precedentemente +5%) a riflesso dell’elevata esposizione all’EMEA, regione che ha mostrato particolare debolezza negli ultimi mesi. Il titolo quota attualmente in area 15,58 EUR, con un valore iniziale fissato a 20,18 EUR e barriera a 8,072 EUR.
ENI
Per quanto riguarda Eni notizia di pochi giorni fa è la firma dell’accordo con GIP relativo alla cessione del 49,99% in Eni CCUS Holding (Carbon Capture, Utilization and Storage). L’accordo segue la trattativa esclusiva annunciata lo scorso maggio e prevede che Eni e GIP detengano il controllo congiunto della Società. Eni CCUS Holding attualmente opera attraverso le proprie controllate i progetti in UK di Liverpool Bay e Bacton e il progetto L10-CCS in Olanda. La Società ha inoltre il diritto di acquisire il 50% detenuto da Eni del progetto CCS Ravenna in Italia. L'obiettivo di Eni è quello di raggiungere oltre 15 milioni di tonnellate/anno di capacità di trasporto e stoccaggio di CO2 entro il 2030. Il titolo quota attualmente in area 15,218 EUR, con un valore iniziale fissato a 14,164 EUR e barriera a 5,6656 EUR.
Pirelli ha riportato una serie di risultati per il 2Q25 più che solidi e soprattutto in linea con quelle che erano le aspettative degli addetti ai lavori. Ancora più importante la guidance che è stata confermata, grazie a un mix/prezzi più forte e all'esecuzione del piano di mitigazione per i dazi, nonostante uno scenario esterno sfavorevole (FX, tariffe). Il titolo quota attualmente in area 5,87 EUR, con un valore iniziale fissato a 5,822 EUR e barriera a 2,3288 EUR.
Stellantis
Stellantis continua il trend non troppo brillante che ormai continua da diverso tempo, complice anche e soprattutto uno scenario macro di settore non troppo favorevole. Notizia degli ultimi giorni è la produzione ridotta e ordini limitati di alcuni modelli di veicoli elettrici e ibridi plug-in negli Stati Uniti. La decisione è legata al calo atteso della domanda di questi veicoli, in vista della rimozione dal prossimo 30 settembre del credito d’imposta federale da $7,500, che finora aveva sostenuto le vendite. Tuttavia, tale trend non rappresenta un problema per Stellantis: i volumi di vendita di questi veicoli sono già limitati, il contributo agli utili è marginale e le recenti modifiche normative hanno azzerato la multa in relazione ai target sulle emissioni. Il titolo quota attualmente in area 8,527 EUR, con un valore iniziale fissato a 7,913 EUR e barriera a 3,1652 EUR.
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