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Banche: protezione estrema e rendimento annuo a doppia cifra

Premio del 10,56% annuo e barriere al 40%. E' il nuovo Low Barrier di BNP Paribas ISIN XS3057921879 su banche europee. Ottimo prodotto per strategie di equity substitution e compensazione fiscale.

Autore: Michele Fanigliulo
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BNP Paribas lancia un prodotto ad altissima protezione per investire sulle banche europee. E’ il certificato ISIN XS3057921879 su basket worst of composto da: Banco BPM, Mediobanca, Barclays e BPER Banca. Il certificato vanta barriere per il premio e scadenza al 40% e riesce, nonostante ciò, a fornire dei premi mensili con memoria dello 0,88%, pari ad un rendimento annuo del 10,56%. Oggettivamente un ottimo prodotto per rapporto rischio rendimento, il tutto con la carta di uno degli emittenti alto standing più importante a livello europeo. Un prodotto eccellente sia per implementare strategie di equity substitution sul comparto bancario che per chi ha necessità di compensazione fiscale.

Analizziamo i punti di forza:

  • Ottimo rapporto rischio rendimento: la barriera è al 40%, coprendo da crolli del settore fino al 60% degli strike, mentre il rendimento annuo è del 10,56%. Il certificato in tre anni, se i titoli non perdono oltre il 60% dai livelli attuali, paga il 31,68% di rendimento.
  • Basket di banche solide: come vedremo gli analisti sono ancora tendenzialmente positivi sulle banche europee.
  • Efficienza fiscale: visto la combo di barriere profonde e rendimento annuo a doppia cifra questo prodotto si presta molto bene per essere inserito in un portafoglio progettato per la compensazione delle minusvalenze presenti nello zainetto fiscale.

Contestualizziamo allora l’emissione del prodotto nel panorama di mercato, per poi analizzarlo più nel dettaglio.

Per le banche lo scenario rimane favorevole ma mai abbassare la guardia

Sulle banche abbiamo già parlato in diversi articoli e lo scenario non sembra essere cambiato. Se infatti andiamo ad analizzare il settore, possiamo dire che a meno di un cambio netto delle condizioni macroeconomiche e l’avvento, dunque, di una recessione pesante (attualmente non preventivabile) per il comparto il quadro rimane roseo. Considerando anche uno scenario negativo di graduale continuo calo dei tassi (per i tagli futuri della BCE), ci si può aspettare un po’ di volatilità ma nulla di importante. Infatti, è vero che ne verrebbe intaccata la top line, ma va ricordato che da diverso tempo le banche si stanno preparando ad affrancarsi dal margine di interesse. Questo lavorando contemporaneamente su due strade parallele. Da una parte, cercando di accrescere le commissioni e quindi il margine di intermediazione. Gli Istituti, infatti, si stanno dotando di proprie case prodotto per spingere fondi, assicurazioni e altri prodotti finanziari. Dall’altra, cercando di ridurre direttamente l’impatto del calo dei tassi. Come? Con strategie di replicated portfoglio. Niente di complesso, semplicemente utilizzano i depositi per comprare Titoli di Stato con maturity lunga e rendimento intorno al 4%. In questo modo, quello che perderanno sul margine d’interesse lo riguadagnano dai bond, almeno in parte. Quindi possibile pensare ad un calo della top line, ma secondo diversi analisti, difficile pensare ad un calo maggiore del 5-7%. Tra l’altro, nei prossimi anni, soprattutto se la guerra dei dazi non dovesse risolversi velocemente, la probabilità che i tassi possano rialzarsi non è neanche così bassa, anzi è ampiamente considerata ad esempio dagli analisti di alcune importanti banche d’affari americane. Gli ultimi eventi poi mostrano come purtroppo, i fronti di scontri armati nel mondo non fanno che aumentare e questo tendenzialmente porta al rialzo l’inflazione e con essa i tassi. Una dinamica tendenzialmente positiva per le banche.

Inoltre, a sostenere le quotazioni dei titoli, ci sono anche la prosecuzione del consolidamento in Europa e gli altissimi dividendi promessi e pagati agli azionisti, oltre che i buyback. Consideriamo che solo Intesa e UniCredit dovrebbero procedere con circa 6/6,5 miliardi di buyback.

Ottimo prodotto per strategie di equity substitution ed efficienza fiscale

Chiarito il contesto, il certificato ISIN XS3057921879 è un prodotto che in questa congiuntura di mercato, con gli indici tornati o proiettati verso nuovi massimi, è valido per l’investitore o il consulente finanziario sia per un uso tattico che ricorrente. Nel primo caso si possono implementare strategie di equity substitution. Nel secondo utilizzarlo per la compensazione fiscale.

Essendo un prodotto a barriere profonde e rendimenti elevati, ben si presta a strategie di equity substitution sul comparto bancario. Infatti, le banche hanno corso veramente tanto negli ultimi anni e chi ha puntato su questo settore, sicuramente ha potuto realizzare importanti risultati. Per chi però crede che la parte di ciclo estremamente favorevole possa essersi concluso, il certificato dà la possibilità di rimanere investito sul comparto eliminando direzionalità, nei limiti delle barriere profonde. Quindi anche di fronte a cali marcati dei titoli bancari il certificato continuerà a fare il suo lavoro estrapolando rendimento sotto forma di cedole.

Per quanto riguarda la compensazione fiscale, il certificato oggetto dell’articolo di oggi è particolarmente indicato. Paga premi mensili con memoria e presenta una barriera per i premi al 40%. Quindi a meno di scenari catastrofici sul settore, il certificato continuerà a pagare redditi diversi compensabili con le minusvalenze presenti nello zainetto fiscale. Da verificare sempre se il tipo di compensazione della propria depositaria è immediata o a scadenza. Nel primo caso la compensazione avviene in continua con il pagamento delle cedole, nel secondo caso invece solo a scadenza, rimborso anticipato o se l’investitore decide di chiudere prima della scadenza l’investimento sul certificato. Il consiglio, dunque, è sempre di verificarne il funzionamento presso la propria depositaria.

Come funziona il low barrier sulle banche

Il certificato ISIN XS3057921879 investe su un basket worst of di quattro banche, tre italiane e una inglese: Banco BPM, Mediobanca, BPER Banca e Barclays. Il prodotto paga premi mensili con memoria dello 0,88%, pari ad un rendimento annuo del 10,56%. La memoria lo ricordiamo è quel meccanismo che permette di recuperare premi eventualmente persi. Basterà che ad una delle successive date di valutazione mensile i sottostanti siano sopra barriera. Il certificato pagherà il premio del periodo più tutti i premi non pagati. Il meccanismo è attivo fino a scadenza inclusa.

Il certificato prevede poi la possibilità di rimborso anticipato discrezionale (callability) a partire da gennaio 2025. L’emittente, dunque, da gennaio e in ogni data mensile di rimborso anticipato potrà richiamare il prodotto. In tal caso dovrà pagare il 100% del nominale, più la cedola del mese e tutte le cedole eventualmente non pagate.

A scadenza (giugno 2028), gli scenari saranno due:

  • Se tutti e quattro i titoli saranno al di sopra della barriera il certificato pagherà il 100% del nominale (100 euro a certificato), più l’ultimo premio ed eventuali premi non pagati, grazie all’effetto memoria.

Se anche solo uno dei sottostanti sarà sotto barriera, il certificato pagherà la performance del peggiore dei quattro titoli bancari. Quindi, per capirci, se il worst of a scadenza ha perso il 70%, il certificato rimborsa 30 euro.


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